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Analisi Energy Commodities: Crude Oil – Natural Gas – Soft Commodities & Metals


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Crude Oil. Il prezzo del greggio ha chiuso la seduta di ieri a 74,86 dollari al barile, in ribasso del 3,8% rispetto ai 77,19 del lunedì precedente, mentre le scorte di petrolio negli Stati Uniti hanno toccato i 3,3 milioni di barili. Tuttavia, tale valore non considera la chiusura della più grande pipeline tra Stati ….

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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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Crude Oil. Settimana altalenante per il petrolio che tuttavia ha chiuso la seduta di ieri a 76,52 dollari al barile, sostanzialmente il linea con il prezzo del lunedì precedente pari a 76,19 $. Inizia bene la settimana per la commodity con una survery di Bloomberg che riporta un rallentamento dell’offerta di 1,75 milioni di barili per un totale 357,4 milioni rispetto alla settimana precedente. Dato in parte bilanciato dagli inventari che, secondo l’Energy Information Administration Usa, sono in aumento dello 0,27% a 970 mila barili. A sostenere il prezzo arriva la notizia che le raffinerie indiane hanno ridotto ad agosto la loro attività per la prima volta da cinque mesi. Il calo della produzione è stato pari al 2,3%. Tuttavia, sempre l’India, secondo quanto ha affermato il ministro del Petrolio indiano Murli Deora, è in trattative con il Kuwait per incrementare le importazioni, segno che il calo di produzione è probabilmente un evento a sé stante, e non un rallentamento del fabbisogno derivante da una minor crescita del Paese. Intanto ad agosto aumentano dell’1,9% le importazioni di petrolio da parte del Giappone mentre le posizioni lunghe degli hedge fund sul diesel sono al livello più alto da sei settimane, con un incremento del 58% delle scommesse solo nel week end del 21 settembre.
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Natural Gas. Il Natural Gas ha chiuso lunedì 27 settembre a 3,88 dollari al barile contro i 3,82 dollari del lunedì precedente. Gli inventari di gas naturale sono in aumento con gli stock Usa che crescono su base settimanale del 2,23% e quelli canadesi del 2,04%. Ma a sostenere il prezzo all’inizio della settimana sono ancora una volta le tempeste tropicali che colpiscono il Golfo del Messico per le quali si prevedeva un peggioramento che però non si è verificato e che ha provocato un calo della commodity venerdì 24. Sul fronte giapponese si segnala l’aumento del fabbisogno con le importazioni che sono cresciute del 18,9% nel mese di agosto. Fabbisogno che dovrebbe aumentare anche in Cina: secondo quanto dichiarato dalla National Development and Reform Commission, a sostenere il prezzo nei prossimi mesi potrebbe essere proprio il fabbisogno cinese della commodity che in Cina ha già visto un incremento della domanda del 21% a 69,2 miliardi di metri cubi nei primi 8 mesi del 2010.
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Soft Commodities & Metals. Le migliori soft commodity della settimana sono state la soia, in rialzo del 4,5% e il mais (+3,4%). A preoccupare sono le previsioni di forti piogge in alcune aree del Midwest degli Stati Uniti che potrebbero portare ritardi nella raccolta e perdite in termini di qualità e quantità mentre in Cina è il forte freddo a mettere a rischio la maturazione delle due commodity. Alle preoccupazioni che arrivano dagli Usa e dalla Cina, sono andate ad aggiungersi, per la soia, quelle dell’America Latina dove il clima è straordinariamente secco. Si è trattato tuttavia di una settimana di rialzi per tutte le commodity agricole, in controtendenza il grano che chiude in ribasso la settimana del 4,2% sul mercato europeo, causato principalmente dai realizzi dopo che la commodity era stata al centro della speculazione a causa degli incendi nelle campagne russe. Per quanto riguarda il cacao, peggior commodity da inzio anno con un calo del 15%, si segnala una riduzione del 12% della produzione in Ghana che fa rivedere al ribasso del 3,6% le ultime stime della International Cocoa Organization. Sul fronte del metalli, è l’alluminio e il piombo che guidano i rialzi settimanali, rispettivamente del 5,2% e del 4,2%. La peggior performance è stata quella dello stagno che ha comunque chiuso la settimana invariato, dopo il rally di quella precedente.
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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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