Crude Oil: Prese di profitto sul comparto oil per le rinnovate preoccupazione di un ritracciamento nei dati di crescita economica Usa e..
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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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Cina. (vedi dati CFTC sulla drastica diminuzione delle posizioni lunghe speculative). Non si e’ spento l’eco della serie negativa dei dati Usa che sul petrolio non e’ stato mitigato dal buon dato sulla disoccupazione di venerdì, perché sono i consumi il maggiore focus e quindi l’ISM di oggi potrà fare la differenza riportando il WTI a 70$ , quindi al di sotto di quel range 75-80$ identificatosi la scorsa settimana. Il riferimento alla stagione degli uragani e’ uno degli argomenti più forti per garantire il supporto a 70$. L’india e’ di nuovo protagonista con un rialzo dei tassi teso a contenere l’inflazione che la bolletta petrolifera a sua volta alimenta. Con un budget deficit ai massimi dagli ultimi 16 anni i problemi si sommano. Caso BP: Il costo dell’operazione di contenimento nel Golfo del Messico sfondano la soglia dei 3 mld di usd anche a causa del passaggio devastante dell’uragano Alex. L’attivazione del terzo sistema di contenimento che sarà operativo a fine settimana dovrebbe rafforzare la capacità di raccolta del petrolio in dispersione. Siamo al 77 esimo giorno ed ormai i danni sull’industria ittica e turistica della zona sono ingentissimi ed irreparabili per l’ecosistema di tutta la zona costiera. Ma le buone notizie per gli azionisti certamente non mancano con l’interessamento del fondo sovrano libico che apre le ipotesi di un’acquisizione , a metà prezzo!, da parte di qualche altro fondo sovrano mediorientale, tenendo conto già della presenza, nella compagine azionaria, del Kuwait Fund e del Norway SWF. Gli accordi con i libici sul territorio per nuove esplorazioni son già consolidati e certamente faciliterebbero una joint venture fruttuosa per entrambi. Range 70-80$ valido per questo nuovo trimestre ma occhio al grafico del National Hurricane Centre !!

Natural Gas: Continua la pressione sul Natural Gas che chiude la settimana precedente in campo negativo, superando le aspettative mostrate in tale sede. La commodity chiude segnando -2.94% con ancora forte escursione, -9.06%, sulla scia della settimana precedente. Abbattuta la soglia dei 4.65 che ha dato spazio al prezzo di muoversi fino ai 4.47$, massimo a 4.82$. dall’analisi dei volumi in base al prezzo emergono forti movimentazioni, trasformate in accumulamento, intorno ai 4.575$, soglia che si configura come forte supporto, il cui cross segnalerebbe violenti movimenti ribassisti. Buon livello di scambi è stato registrato per prezzi superiori ai 4.75$. Per la settimana in corso segnaliamo come prima resistenza i 4.625$, livello di minimo toccato nell’ultima seduta della precedente settimana. Molta prudenza rimane sulla commodity che potrebbe registrare movimenti non legati ai fondamentali ma maggiormente trainati da quello che succede sulle piazze finanziarie. Ritroviamo, infatti, sul release dei dati macro US una forte correlazione con i movimenti al ribasso, ad esempio sull’unemployment di Venerdì il prezzo ha registrato -4%. Gli aspetti che ci fanno ritenere una settimana in positivo, anche se moderatamente, sono le condizioni meteo in US
ed EU, il maggior numero di attracchi che si stanno registrando in US, la parziale chiusura dei pozzi nell’Irish Sea ed il conseguente rialzo dei futures legati al maggior importatore di gas europeo, lo UK, un aumento delle scorte US inferiori alle aspettative. Riportiamo il particolare movimento del front end della curva, che un movimento minimo upside dei prossimi 3 futures, seguito da un minimo movimento down side per i successivi 3 futures. Prima resistenza a 4.85$, seconda resistenza sui massimi di settimana scorsa, a 4.925 $.

Soft Commodities & Metals: Settimana fortemente negativa per l’indice Rogers Int. Violento ritorno alla volatilità e deciso rebound che porta l’indice a chiudere con chiusura a -4.17%, con un massimo toccato a 3.023 ed un minimo a 2.880. il maggior gap si è registrato nella giornata dell’annuncio, da parte del governo cinese, di voler rallentare la crescita e focalizzarsi maggiormente alla domanda interna. Solo il buon andamento degli Alimentari ha evitato perdite peggiore sull’indice, si pensi alle performance intorno al 7% registrate da Avena e Frumento che pesano per quasi il 12% sull’indice. Dall’analisi dei volumi in base al prezzo emerge come maggiormente scambiato i 2.925 punti con deboli scambi per ordini di prezzo superiori fino ai 3.005 punti, da cui poi si registrano buone movimentazioni che riguardano però la seduta del lunedì, quindi prima del gap registrato il giorno successivo. Dal punto di vista grafico segnaliamo un ritorno ad una moderata positività che vede il trading range stringersi tra i 2.880 ed i 3.000 punti. Attenzione deve essere posta all’andamento del Crude e del Brent che insieme pesano sull’indice per il 35%. Alimentari, dunque, si confermano best performer e le uniche commodity in campo positivo: Legname (+10.53%), Orzo
(+7.10%), Avena (+6.80%), Frumento (+6.58%). Worst performer i Preziosi e gli Energetici: Palladium (-9.08%), Heating Oil (-8.66%), Gas Oil (-7.84%), Crude (-7.66%).

Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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