Crude Oil: Il ritorno del sereno sui mercati azionari ha spinto al rialzo anche le commodities consentendo al petrolio di infrangere la barriera a 82 USD/bbl prima di ritracciare senza particolare brio. Non solo un mutato…..
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Michele Romano – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
sentiment dei mercati ma anche rischi geopolitici continuano a gravare sulla supply sui mercati internazionali, con l’escalation militare Iraniana e l’ondata di violenze in Iraq che hanno impedito di festeggiare il ritorno delle compagnie americane nel paese dopo oltre 30 anni di assenza. Notiamo comunque che la spinta fondamentale al superamento degli 81 USD/bbl è stata data dal dato sulla disoccupazione americana (meglio delle attese).
I dati sulle scorte statunitensi sono fondamentalmente bearish e lascerebbero pensare ad una prossima inversione di tendenza. Restiamo moderatamente bullish nel medio/lungo periodo e per la settimana riteniamo che ci sia spazio per raggiungere i massimi di periodo a 84 USD/bbl. Riteniamo esistano fondati rischi di down side in questo tipo di posizionamento in questo istante e suggeriamo di ritornare in posizione lunga solo al test degli 84 USD/bbl. Al contrario, pressioni in vendita sull’azionario statunitense o sull’euro/dollaro potrebbero scatenare un inversione del trend. Suggeriamo un posizionamento corto sulla rottura del supporto a 80 USD/bbl in vista dei due supporti successivi a 78.7 e 77.6 USD/bbl.
Il rolling del contratto a prima scadenza non dovrebbe generare particolari sorprese.
Natural Gas: Settimana di attesa debolezza per il gas naturale che l’8 ha effettuato l’attesa one touch in area 4.45 USD/Mbtu prima di rientrare poco sotto i livelli di apertura.
I ribassi di questa settimana sono stati pressoché uniformi su tutti i nodi della curva fino all’anno.
Continua il trend di riduzione delle scorte che potrebbe interrompersi in qualsiasi momento da qui alla fine del mese di marzo. Il maltempo degli scorsi mesi dovrebbe aver dato una qualche forma di sostegno dei consumi ma siamo dubbiosi sull’opportunità che di una prosecuzione del trend dei consumi simile a quella sperimentata nel 2003, quando le scorte continuarono a ridursi fino quasi alla metà di aprile raggiungendo il minimo del decennio.
Una certezza è la mancata riduzione del trend di crescita dei pozzi aperti che mette in dubbio le previsioni fatte per il gas naturale da qui all’inizio dell’anno (in questo caso siamo effettivamente sugli stelli livelli del 2003).
Una potenziale errata previsione nell’entità del recupero potrebbe inaspettatamente portarci proprio nelle condizioni del 2003 quando i contratti a prima scadenza raggiunsero i massimi con uno spike del 62%. Per la prossima settimana riteniamo che sia probabile un ritorno della volatilità tra 4.8 e 4.5 USD/Mbtu, con potenziale per ulteriori ribassi fino a 4.2 USD/Mbtu in caso di un improvviso ritorno dell’avversione al rischio.
Soft Commodities & Metals: La resistenza, segnalata settimana scorsa, dei 3.200 è stata più volte oltrepassata, segnale di conferma di un forte trend rialzista sulle commodities.
Tale area è da considerarsi come supporto per un eventuale turn down.
Il prossimo livello di resistenza, in area 3.300, si è dimostrato fortemente valido nel corso degli scorsi mesi.
Le commodities alimentari fanno segnare una elevata voltilità, ponendosi ai due estremi in termini di performance. Mentre l’Orzo fa segnare +9.42% su base settimanale, il Riso fa segnare – 5.12%. Tendenzialmente poco mossi i metalli preziosi e i metalli industriali.
Performance superiori al 5% sono state registrate da Palladio, Legname e Zinco, rispettivamente a +6.07%, +5.51% e 5.10%. I worst performance, oltre al già citato Riso, sono Zucchero (-4.73%), Soybean Meal (-4.51%) e il Natural Gas (- 3.10%).
Michele Romano – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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