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Analisi dei principali tassi di cambio


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Settimana caratterizzata dalla debolezza del dollaro con gli investitori che ritorno a caccia di rendimenti. Il tema tassi ha permesso alla Moneta Unica di rafforzarsi gradualmemente, toccando anche massimi vicino ad area 1.49. Questo perchè le aspettative del mercato sono per un ulteriore aumento dei tassi da parte della BCE nel breve periodo, contratiamente a ha quanto fatto intendere da FED e BOE….


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A spingere la crescita dell’euro ad inizio settimana sono state le buone notizie provenienti dalle aste dei paesi dell’Area Euro (Italia, Spagna e Francia). Per tale motivo l’Euro risultava da subito tonica raggiungendo 1.4650 contro il dollaro e 119.57 contro lo Jpy.

Sul fronte macro viene evidenziato il settimo calo consecutivo dell’indice Shiller (1.1% mensile) sottolineando che la fragilità del settore immobiliare americano non è stata ancora superata. Nella giornata di mercoledì , l’avvenimento chiave è stata la conferenza stampa della Fed a seguito della riunione del FOMC. dove è stato dichiarato che la la crescita dell’ecomia americana procede ma a ritmo moderato, e i problemi cha affliggono il mercato del lavoro non sono stati ancora del tutto superati (il dato sulla disoccupazione a lungo termine è stato rivisto a 5.2-5.6% contro 5.0-6.0% di gennaio).

Inoltre Bernake ha riconosciuto la presenza pressioni inflazionistiche superiori alle attese, ma giudica l?inlfazione come transitoria e pertanto ha precisato che i tassi rimarranno ai livelli minimi per un periodo esteso.

Nella riunione è stata confermato anche la scadenza delle programma di Quantitative Easying 2. Successivamente verranno rinnovati in parte i titoli in scadenza, ma questa nuova mossa verrà effettuata solamente quando la crescita all’occupazione sarà più forte e le aspettative di inflazione meno preoccupanti.

Le parole del governatore della provocato un’impennata dei prezzi delle materie prime facendo volare soprattutto l’oro fino ad area 1.533. Beneficiare di tale movimento è stato soprattutto il dollaro australiano che ha raggiunto nuovi massimi.

Sempre nella giornata di mercoledì nel Regno Unito, la sterlina ha giovato dal dato sul Pil che conferma una decisa crescita dopo la battuta d’arresto dell’ultimo trimestre 2010 (+1.8% su base annua e 0.5% rispetto al mese precedente).

Questo ha fatto schizzare la sterlina portando il cross contro la moneta statunitense sopra alla soglia 1.65. In Giappone il governatore della Banca Centrale ha confermato il costo del denaro nel range 0-0.1%, confermando che la BOJ è effettuare nuovi interventi per stimolare nuovamente l’economia se ce ne fosse bisogno. Sono state anche riviste le stime di crescita 2011 a causa dello sisma che dall’1.6% sosno state riviste allo 0.6%.

Giovedì le dichiarazioni della FED hanno spedito il dollaro ai minimi da tre anni, facendo scendere il dollar index a quota 73 (l’indicatore che misura l’andamento della greenback nei confronti di un paniere di valute).

I dati sul Pil hanno confermato le anticipazione della FED con una crescita del 1.8% contro il 3.4% del trimestre precedente insieme a una debole domanda interna (+0.9) e alle richieste di sussidio più elevate del previsto (429 mila contro 404 mila).

Venerdì il dollaro risultava ancora debole, con l’ora cha ha toccato ulteriormente il nuovo massimo storico a quota 1564 dollari l’oncia.

Il dato relativo l?inflazione dell’eurozona ad aprile, ha fatto schizzare il cross eurodollaro un massimo di seduta a 1,4877 .

Secondo le stime la crescita dei prezzi in Eurolandia si è attestata al 2,8% contro il +2,7% del consenso. Stabile invece il tasso di disoccupazione di marzo, che si è confermato al 9,9%. Indicazioni a due velocità per i dati in arrivo dagli Usa: sopra le attese l?andamento di redditi e consumi a marzo (+0,5% e +0,6% m/m), deludenti invece i 67,6 punti del Pmi Chicago ed i 69,8 punti del dato definitivo relativo l’andamento della fiducia dei consumatori.

Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

Il Dollaro ha chiuso la settimana di contrattazione sui minimi da fine 2009 nei confronti dell’Euro in area 1.48. Il cross aveva lunedì aveva aperto le contrattazioni a 1.4560 ma ha continuato ad apprezzarsi fino al massimo registrato a metà settimana a 1.4872 Continua quindi la serie negativa del greenback, rinforzata dalle indicazioni emerse dall’ultima riunione della Banca centrale Usa. La Fed ha sostanzialmente confermato quello che gli operatori sapevano già: la Banca centrale guidata da Ben Bernanke sarà l’ultimo grande istituto, Bank of Japan esclusa per ovvi motivi, ad incrementare il costo del denaro. La moneta unica ha inoltre potuto contare venerdì sul dato relativo l’inflazione ad aprile, che si è attestata al 2,8% contro il +2,7% del consenso. Stabile invece il tasso di disoccupazione di marzo, che si è confermato al 9,9

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2
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.4550

1.423

1.405

Resistenze

1.4890

1.5015

1.515


Euro – Yen

Il cross Eur/Jpy ha vissuto una settimana molto movimentata. Dall’apertura in area 119.50 il cross ha toccato nuovi minimi a118.40 per poi risalire fino ai massimi 121.80. Verso fine settimana abbiamo assistito ad un marcato ritracciamento dello Jpy fino alla chiusura sui minimi a 120.20. Da segnalare che il governatore della Bank of Japan nel confermare il costo del denaro nel range 0-0,1% ha annunciato che la BoJ è pronta a stimolare nuovamente l’economia se dovesse rendersi necessario. L’istituto ha inoltre tagliato le stime di crescita 2011, che dall’1,6% pre-sisma/tsunami sono state portate allo 0,6%.

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-1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

119.80

118.6

116.4

Resistenze

120.40

121.0

122.7


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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