La settimana che si è appena conclusa è stata molto movimentata sul fronte valutario sia per quanto riguarda l’uscita di importanti dati macroeconomici ma soprattutto per la fondamentale riunione del G-20 dove i leader mondiali hanno …
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cercato di risolvere le problematiche relative all’eccessivo deprezzamento della moneta cinese.
Tuttavia al termine del G-20 sembra che la distanza tra America e Cina continui a persitere. Difatti se da un lato Geithner insiste nel rimarcare che lo Yuan è troppo sottovalutato e che la Cina dovrebbe fare di più per favorirne l’apprezzamento dall’altro, il numero uno del Tesoro Americano ha ribadito che non è intenzione degli Stati Uniti indebolire il dollaro (come eventuale contromossa speculativa) anche se la Fed si sta preparando ad una prima tranche di acquisti di titoli da 105 miliardi di dollari. Sullo sfondo rimane un mercato europeo dai nervi meno scoperti, dopo l’apertura della Ue al G20 a far fronte alla possibile crisi finanziaria irlandese e greca che in settimana aveva fatto riaffiorare nuovamente i timori di una crisi del debito in Europea: i ministri delle Finanze di Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna hanno infatti confermato che l’Europa già dispone di un fondo di stabilità, l’European Financial Stability facility, destinato all’occorrenza a sostenere anche Dublino e che stanno lavorando alla costruzione di un meccanismo permanente che entrerà in vigore dal 2013.
La scorsa settimana infatti Dublino ha approvato un piano che prevede incrementi delle imposte e riduzioni della spesa per 6 mld di euro, con l’intento di portare il deficit al 9,25-9,5% del Pil, dal 32% stimato per l’anno in corso.
Nel corso della settimana inoltre la Grecia ha collocato titoli per 300 milioni ad un tasso del 4,82% (dal 4,54% precedente), ed il Ministero del Tesoro portoghese ha piazzato 1,24 mld di euro in titoli, di cui 556 mln a 6 anni al 6,156% (dal 4,371% precedente) e 686 mln a 10 anni al 6,806% (dal 6,242%).
Di riflesso a tutte queste turbolenze, l’euro ha continuato a perdere terreno nei confronti di tutte le principali valute per tutta la settimana, dopo aver toccato un minimi di seduta a 1,3575 contro il dollaro e 111,03 contro lo yen la moneta unica ha però potuto recuperare terreno in linea con il recupero dei listini azionari, a seguito della dichiarazione congiunta dei ministri finanziari europei, arrivando a scambiare contro il biglietto verde in area 1,3710 e nel cross con la divisa giapponese in area 112.70.
Per quanto riguarda i principali dati macro europei, segnaliamo un +0,4% trimestrale per il Prodotto interno lordo dell’eurozona nel terzo trimestre (+0,7% per la Germania), mentre la produzione industriale a settembre ha registrato un calo mensile dello 0,9% ed un rialzo annuo del 5,2%. Gli analisti avevano pronosticato un rialzo congiunturale dello 0,3% m/m.
Dagli Stati Uniti sono giunti dati macroeconomici migliori delle attese per quanto riguarda le nuove richieste di sussidi che hanno evidenziato un calo a 435 mila unità, contro le 450 mila attese, il deficit della bilancia commerciale si è portato a 44 mld a settembre (consenso -45 mld) e le richieste settimanali di mutui hanno messo a segno una crescita del 5,8%. Mentre proprio in chiusura di settimana la fiducia dei consumatori americani, calcolata dall’Università del Michigan, è salita a novembre a 69,3 punti dai precedenti 67,7 punti. Il dato è superiore alle attese che indicavano 69 punti.
Il biglietto verde ad inizio settimana ha perso terreno contro la sterlina fino a toccare un minimo in area 1.5980 per poi ritracciare dopo la pubblicazione della relazione trimestrale sull’andamento dell’inflazione in Gran Bretagna.
Secondo la Bank of England, infatti, la crescita dei prezzi dovrebbe restare sopra il 2% anche nel 2011 (+3,1% attualmente), a causa dell’aumento dell’Iva e dei prezzi dei prodotti importati. La BoE rileva che esiste anche la possibilità che il dato registri una contrazione a causa “della capacità produttiva inutilizzata”.
Principali tassi di cambio:
| Sterlina – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
Il cable durante la settimana si è mantenuto all’interno di un canale abbastanza contenuto tra 1.5960 e 1.6180, con oscillazioni repentine ma contenute appunto all’interno dei livelli citati, con la chiusura della settimana pressappoco sui valori coi quali l’aveva iniziata. Inizialmente le spinte ribassiste sulla sterlina sono state contenute dal supporto dato dalla media mobile a 200 periodi sul grafico orario intorno ad area 1.6070, ma i timori sulla sostenibilità del debito Irlandese ha trascinato anche la valuta britannica al ribasso contro il più sicuro dollaro statunitense che si è portato in un clima di panic selling sino a testare in area di ipervenduto il supporto a 1.5977 (con un minimo settimanale a 1.5954). Mercoledì però l’inflation report in concomitanza con le parole del Governatore della BoE Mervin King hanno permesso alla sterlina di tornare in area 1.61 sopra tutte le medie mobili sino alla soglia di ipercomprato dell’indicatore RSI, e di chiudere venerdì intorno a quei livelli, dopo però aver ritestato giovedì notte area 1.59, sempre sui timori del debito irlandese, rientrati però dopo le parole di supporto venerdì da part dei ministri delle finanze europei. | ||||||||||||||||||||||
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| Euro – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
Settimana negativa per l’euro che prosegue nel suo trend ribassista di breve periodo. Il cedimento ad inizio di settimana del supporto in area 1.4000 ha permesso all’euro di accelerare al ribasso fino a testare l’area 1.3570 dove sono riatornati gli acquisti che hanno spinto il cross EURUSD a testare la nuova resistenza a 1.3780. Solo il superamento di quest’ulima potrebbe riportare un po di ottimismo sulla valuta europea con primi obiettivi rialzisti in area 1.3820 e successivamente 1.3900/1.3920 livello in cui si trovera a passare la MM200 sul grafico con candele ad un ora. Importante per l’inizio di settimana sarà la tenuta del minimo di venerdi fatto registrare in area 1.3570 sotto il quale si aprirebbero nuovi scenari ribassisti con target 1.3500 prima e 1.3420 successivamente. | ||||||||||||||||||||||
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| Dollaro – Yen | ||||||||||||||||||||||
Prosegue deciso il movimento rialzista del Dollaro nei confronti dello Yen. Il trend di breve periodo è ben impostato sia per la serie di minimi e massimi crescenti sia per la buona impostazione delle principali medie mobili. Il cross dopo un forte storno nella mattinata di venerdi che l’ha portato a testare il supporto in area 81.60 si è riportato nella parte alta del canale rialzista non distante dalla forte resistenza posta in area 82.80. Il superamento di quest’ultima potrebbe portare ad una nuova fase di acquisti con obiettivo l’area 83.20 prima e 83.80 successivamente. Solo il cedimento del supporto in area 81.60 potrebbe riportare il cross USDJPY a testare i supporti in area 81.40 e 81.00 dove potrebbero riprendere gli ordini in acquisto di Dollari Americani. | ||||||||||||||||||||||
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Fonte: Cfx Intermediazioni.com















