La settimana appena conclusa ha confermato il buon rimbalzo dell’euro e delle altre valute high yield nei confronti del dollaro, e una ritrovata debolezza di yen, in concomitanza con l’ottima performance …
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fatta registrare su tutte le principali borse mondiali (per Wall Street e non solo la settimana appena conclusa è stata la più profittevole dell’anno).
I minimi raggiunti durante il mese di giugno iniziavano ad essere “critici” e difficilmente mantenibili per valute come il dollaro USA e lo yen: tra le valute “rifugio” solo il franco svizzero è riuscito a mantenere le posizioni conquistate durante il mese precedente, andando addirittura a riaggiornare i massimi nei confronti del biglietto verde.
In settimana, lo stesso Fondo monetario internazionale ha posto l’accento sul fatto che il dollaro Usa sia stato “un pò” sopravvalutato. “A seguito del nostro giudizio che il dollaro sia un po’ sopravvalutato da una prospettiva di medio termine, e sottolineo medio termine, questo dovrà anche essere accompagnato da una più grande flessibilità sul tasso di cambio e di apprezzamento altrove”: queste le parole di David Robinson, vice direttore del dipartimento per l’emisfero occidentale del Fondo monetario, secondo il quale la moneta a stelle e strisce si deprezzerà moderatamente nei prossimi cinque anni.
Gli investitori hanno quindi riservato ancora una chiave di lettura positiva per l’euro, tra rallentamento economico negli Usa e attenuazione dei problemi debitori in Europa, con la Bce che in settimana ha lasciato i tassi invariati con fermezza senza dare indicazioni di possibili rialzi in futuro, ponendo però l’accento sulla natura temporanea delle misure di sostegno al credito, a dimostrazione che la Bce farà ulteriori passi per uscirne (decisione di tassi invariati, allo 0,5%, anche per la Boe, che ha mantenuto fissa anche la liquidità destinata all’Asset Purchase Facility Program, in linea con le previsioni degli analisti). Secondo quanto affermato da Jean-Claude Trichet nella consueta conferenza stampa che accompagna la decisione sui tassi di interesse, la BCE ritiene che l’attuale livello dei tassi di rifinanziamento dell’Eurozona “resti appropriato” alla luce dello scenario economico e monetario, e che la crescita economica “si è rafforzata nei mesi primaverili”, ma ad un tasso di espansione “irregolare”. Un’ulteriore spinta ai mercati, oltre alle indiscrezioni sui risultati degli stress-test per le banche dell’Eurozona (ma i risultati ufficiali verranno comunicati solo il 23 luglio), è arrivata dalla positiva revisione al rialzo delle stime di crescita mondiale dal 4,2% al 4,6% da parte del Fondo Monetario Internazionale. Inoltre l’uscita del dato sulla produzione industriale tedesca ha visto il mese di maggio in rialzo dello 0,8%, registrando un +2,6% mensile.
Anche in Australia, i buoni dati sull’occupazione, oltre che un ottimistico report della RBA a corollario della decisione di mantenere i tassi fissi per il secondo mese di fila, hanno spinto gli investitori verso gli acquisti, con il dollaro australiano che ha fatto registrare un balzo di tre figure nei confronti del dollaro USA. Da segnalare inoltre la performance messa a segno venerdì dal dollaro canadese, sospinto da un report sull’occupazione migliore delle attese (con un tasso di disoccupazione per il mese di giugno al 7.9%, contro un consensus dell’8.1%).
Settimana prossima atteso l’avvio della stagione delle trimestrali in America: dei buoni risultati da parte di Wall Street potrebbero dare la forza necessaria alle valute high yield per continuare il trend intrapreso da inizio mese.
Principali tassi di cambio:
| Euro – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
L’euro anche questa settimana è riuscito a proseguire il suo rimbalzo contro dollaro cominciato a inizio luglio, grazie anche ad alcune indiscrezioni sull’esito degli stress test delle banche europee e ai crescenti dubbi sullo stato di salute della ripresa negli Stati Uniti: dopo un primo inizio di settimana debole, la divisa unica ha preso vigore per rimbalzare sul supporto a 1.2487 e accelerare sopra le medie di breve e medio periodo. L’iniziale mancato sfondamento della resistenza posta a 1.265 ha respinto il cambio sino al supporto fornito dalla media mobile di medio periodo: il trend rialzista è però poi proseguito fino a venerdì, quando durante la seduta le prese di profitto in vista del weekend hanno riportato il cambio appena sotto le medie mobili prima citate. Probabile settimana prossima un nuovo test delle resistenze poste in area 1.27, con un intonazione ancora leggermente positiva nonostante i livelli chiave (siamo sui massimi a due mesi). | ||||||||||||||||||||||
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| Dollaro Australiano – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
L’aussie questa settimana ha beneficiato, oltre che del generale buon clima presente sui listini azionari, di buoni dati sulla situazione occupazionale interna e della buona analisi da parte della RBA. La concomitanta con il raffreddarsi delle aspettative sul dollaro ha dato luogo a uno spettacolare movimento del cambio, che dai minimi di martedì notte si è spinto dapprima rapidamente sino alla media mobile di lungo periodo: dopo un primo mancato sfondamento del livello e una fase di lateralizzazione compresa tra la media sopraccitata e quella di medio periodo, la divisa australiana ha trovato la forza per rompere con decisione al rialzo la media mobile a 200 e accelerare sino a portarsi rapidamente alla resistenza chiave posta in area 0.8772. | ||||||||||||||||||||||
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| Dollaro – Dollaro Canadese | ||||||||||||||||||||||
Del buon clima di appetito al rischio ne ha beneficiato per tutta la settimana anche il dollaro canadese, che ha completamente recuperato il terreno ceduto nei confronti del dollaro USA la settimana precedente. Dopo un primo fallito attacco verso la media mobile a 200 periodi (con una decisa accelerazione sino oltre la soglia di ipervenduto sull’RSI), il dollaro canadese ha indietreggiato nei confronti del biglietto verde appoggiandosi sulla media a 55, per poi proseguire col trend oltre la media di lungo periodo in maniera meno brusca ma costante, mantenendosi quasi sempre al di sotto anche della media a breve periodo. La diffusione venerdì di un report occupazionale superiore alle attese degli analisti ha dato poi la spinta per un’ulteriore decisa accelerazione rialzista per il dollaro canadese, andando a chiudere la settimana sotto soglia 1.04$. | ||||||||||||||||||||||
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com












