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Analisi dei principali tassi di cambio


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La settimana sui mercati finanziari è stata segnata da diversi dati macroeconomici di rilievo che hanno influenzato l’andamento dei principali cross. Gli sviluppi sulla questione greca ed i possibili nuovi ….

rischi contagio di Spagna e Portogallo hanno portato ulteriore incertezza sulle principali borse mondiali.
Come ciliegina sulla torta a termine di una settimana complicata, ieri l’indice Dow Jones ha perso fino al 9% per poi chiudere a -3.20%, a seguito di un errore di un trader che avrebbe accidentalmente scatenato un’ondata di vendite a Wall Street.
Si tratterebbe del banale errore “fat finger”, con il trader che al posto della m (million) avrebbe premuto la b (billion), scatenando i sistemi di high frequency trading, che scattano in automatico superate certe soglie.
Analizzando i dati Macroeconomici rilevanti per questa settimana notiamo un balzo del 5% mensile degli ordini industriali tedeschi a marzo mentre la produttività statunitense del primo trimestre ha messo a segno un +3,6%.
Per quanto concerne i dati relativi il mercato del lavoro a stelle e strisce, hanno evidenziato ad aprile un saldo positivo di 290 mila unità.
Martedì la Reserve Bank australiana ha alzato, secondo le attese, i tassi d’interesse a 4.5% definendo l’attuale livello “vicino alla media”, mettendo quindi fine, per ora, alla politica restrittiva. L’Aud/Usd ha quindi toccato minimi settimanali fino a quota 0,87375 per poi ritracciare oggi sopra quota 0.8850.
Il cross euro/dollaro negli ultimi scambi è riuscito a tornare in quota 1,27, dopo aver toccato minimi a 1.2532. Indicazioni positive per l’euro sono arrivate nel corso della giornata dopo l’attesa conference call tra i rappresentanti economici del G-7 e dall’approvazione da parte del parlamento tedesco delle misure destinate ad Atene (22,4 mld a carico di Francoforte).
Il dollaro invece ha guadagnato terreno nei confronti della sterlina: il cable, infatti, dopo aver toccato minimi che non si registravano da più di un anno a quota 1.44754, ritraccia fino a quota 1.4824 per poi attestarsi in zona 1.47.
L’incertezza della moneta d’Oltremanica è dovuta dai risultati delle elezioni politiche, che hanno consegnato al Paese un parlamento privo di una netta maggioranza. Questa situazione ha favorito lo yen, in rialzo contro euro a 116,30 e nei confronti del dollaro a quota 91,57 dopo aver toccato ieri minimi a 88.26.

Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

Nel corso della settimana, la valuta unica ha perso quasi il 7% contro il biglietto verde passando da un massimo di 1.3360 dell’apertura fino ad un minimo di 1.2520, livello che non si vedeva dal marzo del 2009. Dal punto di vista tecnico, il cross ha rotto tutti i principali supporti, confermando il trend ribassista che caratterizza il cambio dall’inizio dell’anno. Prossimi target ribassisti posti a 1.2330 e successivamente 1,2000 Non è da escludersi un ritracciamento in apertura di settimana se la riunione di emergenza prevista durante il fine settimana, dovesse mandare dei segnali di fiducia ai mercati e fermare l’ondata speculativa che ha indebolito la valuta unica durante il corso della settimana

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2
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.2520

1.233

Resistenze

1.2820

1.3125


Dollaro – Yen

Yen che si rafforza sul dollaro a causa dell’incertezza che si è avuta durante il corso della settimana a causa della questione dei debiti sovrani di alcuni paesi EU e dell’ondata speculativa che ha fatto indebolire l’Euro e che ha interessato la valuta giapponese che in questi casi è preferita dagli investitori come paracadute contro l’incertezza. Anche se il cross ha toccato un minimo in area 88.20, l’impostazione tecnica rimane tuttavia pro-dollaro con il cambio che da un paio di settimane ha ripetutamente tentato la rottura della resistenza a quota 95.00 che per il momento sembra reggere. Supporti a 90.80 e 88.20

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2
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

90.80

88.2

Resistenze

93.00

95.0


Sterlina – Dollaro

La sterlina ha sofferto dell’incertezza dell’esito delle elezioni in UK svoltesi lo scorso giovedì, nel quale la paura più grossa era causata dalla probabilità di un governo di coalizione. Difatti i conservatori hanno conquistato la maggioranza ma non assoluta. Dopo la chiusura dei seggi e durante lo spoglio nella notte tra giovedì e venerdì, la sterlina si è fortemente deprezzata precipitando da 1,5148 a 1,4470 GBP/USD, per poi stabilizzarsi in area 1.4820. Tuttavia i problemi dell’economia britannica sono di una portata tale che difficilmente le ricadute negative sullo scenario macro potrebbero essere più o meno penalizzanti con un partito al governo piuttosto che con un altro. Un ulteriore indebolimento della sterlina almeno in area 1,45 – 1.4470 GBP/USD resta quindi un possibilità non remota, con il cross che potrebbe puntare al successivo target ribassista in area 1.4000. Resta l’incertezza su quando questo possa accadere, per questo non è da escludersi un ritracciamento (anche consistente), se il sentiment dei mercati dovesse migliorare nel corso della settimana.

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1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.4470

1.419

Resistenze

1.5285

1.553



L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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