Euri - 100

Analisi dei principali tassi di cambio


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Nelle ultime sedute sembrano essersi almeno parzialmente allentati i timori sulla situazione debitoria nell’Area Euro dopo il raggiungimento dell’accordo UE sulla Grecia e dopo che Standard&Poor’s ha confermato il rating sul Portogallo (tagliato invece la scorsa settimana da Fitch) a seguito del piano di risanamento delle finanze pubbliche presentato da Lisbona. Il rating resta…

ad ‘A+’ nel lungo termine e ad ‘A-1’ nel breve, con outlook ‘negativo’. Nel dettaglio, il piano presentato dal governo portoghese punta alla riduzione del rapporto deficit/Pil sotto il 3% entro il 2013. Sul fronte Grecia, secondo la bozza stilata dai Paesi dell’Uem, la Zona Euro ed il FMI condivideranno gli oneri per gli aiuti finanziari ad Atene, se richiesti dallo stesso paese, ma sarà la Zona Euro a sostenere la maggior parte dell’impegno. Gli aiuti alla Grecia da parte dei 15 giungeranno tramite prestiti bilaterali. Secondo fonti Ue, i paesi dell’Area Euro si accolleranno due terzi degli oneri ed il FMI un terzo. Trichet ha definito ‘praticabile’ la soluzione proposta, ritenendo di fondamentale importanza che essa preservi le responsabilità dei governi dell’Area Euro; ad ogni modo, il presidente Bce ritiene improbabile che il meccanismo proposto venga attivato, confidando nel fatto che Atene tornerà progressivamente ad ottenere la fiducia del mercato. Il direttore generale del FMI Strauss-Kahn ha intanto esortato i paesi della Zona Euro a migliorare il coordinamento economico all’interno dell’UE per evitare che si creino i grossi squilibri nel sistema messi a nudo dalla recente crisi finanziaria. Proprio lo scarso coordinamento avrebbe fatto sì che l’Europa non sia stata in grado di affrontare la crisi del debito sulla Grecia. Sempre il FMI ha chiesto all’Italia di realizzare le riforme strutturali necessarie per ridare spinta all’economia e consentire al deficit di riportarsi sotto la soglia del 3% del Pil previsto dalle norme UE (secondo Moody’s il rating dell’Italia dipenderà dalla sua capacità di produrre un avanzo primario ampio e di tagliare il costo del finanziamento del debito). Sul versante macro, in Area Euro i dati di maggior spicco hanno riguardato il tasso di disoccupazione che è salito in febbraio al 10% dal 9,9% di gennaio; il dato, il più alto mai registrato dall’agosto 1998, è risultato tuttavia in linea con le previsioni degli economisti raccolte da Reuters. L’altro dato importante ha riguardato il tasso di inflazione che nei sedici paesi dell’Euro è salito a marzo all’1,5% annuo, portandosi così al massimo da dicembre 2008 e superando le previsioni degli analisti che erano ferme a +1,1% dal +0,9% di febbraio.

Negli Stati Uniti secondo i dati del Conference Board, l’indice sulla fiducia dei consumatori è rimbalzato in marzo a 52,5 dopo il 46,4 rivisto di febbraio e superando le previsioni degli analisi che erano per una crescita limitata a 50,0, aiutato da un maggiore ottimismo sul mercato del lavoro. Da notare che il livello pari a 50 rappresenta una soglia psicologica molto importante che differenzia la recessione dall’espansione economica.

Sempre dagli USA il rapporto ADP sul settore privato ha visto a marzo una flessione di 23mila posti di lavoro a fronte di attese per una salita di 40mila e dopo il calo di 24mila unità (rivisto da -20mila) registrato a febbraio; il dato viene spesso visto come un anticipatore del dato complessivo rappresentato dai salari del settore non agricolo (Non-farm payrolls) e che quindi si prevedeva meno positivo del previsto. Tuttavia il dipartimento del lavoro USA ha smentito il mercato rilasciando dati piuttosto positivi. Infatti il dato relativo al mese di marzo ha registrato un aumento di 162000 unità rispetto ai -36000 unità del mese di febbraio.
Il tasso di disoccupazione, invece, è rimasto invariato al 9.7%.

Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

Inizio di settimana pro-euro contro il dollaro con gli investitori che pareggiano alcune posizioni corte in vista della chiusura dell’anno fiscale avvenuta il 31 marzo. Durante il corso della settimana tuttavia la moneta unica è stata piuttosto vulnerabile a causa di una raffica di coperture di posizioni corte sulla valuta Usa e il movimento pro-dollaro è stato favorito anche dall’ottimo dato sulla fiducia dei consumatori uscito mercoledì scorso. Questo però non ha negato alla moneta unica di apprezzarsi fino a testare la resistenza tecnica a 1.3565 che tutta via ha sostanzialmente retto favorendo un movimento di pull back pro dollaro favorito anche dai buoni dati occupazionali USA usciti venerdì. Con l’eventuale rottura della suddetta resistenza i prossimi target sarebbero posti a quota 1.3650 e 1.3820. La rottura dei minimi della settimana (1.3380) potrebbe ridare forza al dollaro con obiettivi a 1.3270 e 1.3100.

CFX Intermediazioni

0
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.3380

1.0

Resistenze

1.3565

1.0


Euro – Yen

Euro in costante ripresa contro la divisa nipponica favorito non da una reale forza della moneta unica ma dalla debolezza di yen registrata sul mercato contro tutte le principali valute. Secondo gli analisti l’ampia flessione mostrata dallo yen questa settimana è da attribuire soprattutto ai flussi di fine mese e fine trimestre, quando ingenti capitali giapponesi riprendono la via dei mercati esteri in cerca di rendimenti più alti di quelli interni. Euro che ha sfiorato i 128.00 livelli che non si vedevano da inizio anno e che confermano le incertezze che il mercato sta avendo nei confronti delle politiche del governo giapponese che non aiuterebbero a risolvere la paura deflazionistica da tempo annunciata dagli analisti. Probabile un ritracciamento del cambio per via di eventuali prese di profitto sulle posizioni corte e confermate anche da alcuni oscillatori. Target rialzisti a 128.75 e 130.90 Un deciso rafforzamento della valuta nipponica la si potrebbe avere con la rottura dei livelli a 124.10 e 121.50 poi.

CFX Intermediazioni

-1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

124.10

122.0

Resistenze

128.75

131.0


Sterlina – Dollaro

Settimana che è stata favorevole anche per la sterlina che ha beneficiato della chiusura dell’anno fiscale che ha visto chiudere molte posizioni lunghe a favore di dollaro. Infatti una volta sfondato la resistenza posta 1.4990 la costante ascesa della divisa britannica le ha permesso di sfiorare anche quota 1.5300 per poi ritracciare nella giornata di venerdì per via dei buoni risultati occupazionali USA e anche a causa dell’assenza di molti operatori per via delle vacanze pasquali. Hanno contribuito a rafforzare la sterlina i dati macro migliori delle attese come la revisione al rialzo del Pil T4 da 0,3% a 0,4% t/t e l’accelerazione più ampia del previsto dei prezzi delle case secondo Nationwide (marzo). Tuttavia i presupposti di ulteriore calo almeno verso la parte centrale di 1,5000-1,4500 restano anche perché secondo il Financial Times i più grandi hedge funds britannici avrebbero fatto grossi guadagni scommettendo sul calo della sterlina (avveratosi), e pare che questa linea possa essere mantenuta, a segnalare che le pressioni dominanti dovrebbero essere ancora verso il basso.

CFX Intermediazioni

-1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.4975

1.0

Resistenze

1.5300

2.0



L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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