La settimana che si è appena conclusa è stata movimentata dalle indicazioni macroeconomiche contrastanti: oggi, le vendite al dettaglio USA, scese inaspettatamente a maggio dell’1,2%, contro il +0,2% atteso; sotto le attese anche il +0,4% messo a segno dalle scorte delle imprese mentre la fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan di giugno (in versione preliminare) ha registrato …
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un rialzo a 75,5 punti.
Nonostante le misure di austerità siano destinate a rallentare la ripresa delle economie del Vecchio continente, dopo Trichet, che ieri ha rivisto le stime di crescita 2010 dell’Eurozona dallo 0,8 all’1%, la debolezza della moneta unica ha portato anche la Bundesbank a rivedere al rialzo il Pil della prima economia europea, passato dall’1,6 all’1,9% nel 2010 e dall’1,2 all’1,4% nel 2011.
Da segnalare anche il calo della sterlina, che dopo i dati sulla produzione manifatturiera (-0,4% ad aprile) scambia a 1,4510 nel cable (-1,3%), il cross Gbp/Usd, ed a 0,8305 nell’Eur/Gbp (+0,8%); perde terreno anche il dollaro australiano, che risulta penalizzato dal +3,1% messo a segno dall’inflazione cinese, visto che le autorità di Pechino ora potrebbero mettere in campo nuove misure per sgonfiare le possibili bolle.
Giovedì, la Reserve Bank della Nuova Zelanda, che ha incrementato, per la prima volta in tre anni, il tasso di riferimento di 25 pb, portandolo al 2,75%.
Secondo gli analisti nel corso dell’anno assisteremo ad ulteriori innalzamenti del costo del denaro.
Dal fronte macro, indicazioni peggiori delle attese dalle nuove richieste di sussidio, in calo meno del previsto la scorsa settimana a 456 mila; la bilancia commerciale di aprile ha invece fatto registrare un rosso di 40,3 mld, dai -40,05 mld del mese precedente. Restando in tema di dati macro, buone notizie per il Giappone.
Il Pil del primo trimestre è stato rivisto al rialzo al 5% e la fiducia dei consumatori è salita a 42,8 punti.Martedì, il n.1 della Federal Reserve ha prima di tutto escluso il c.d. double-dip (doppio minimo), ossia un andamento del ciclo economico che dopo una recessione ed una ripresa prevede un nuovo arretramento dell’economia.
Bernanke ha piuttosto voluto spostare l’attenzione sui debiti sovrani, un rischio dal quale gli Stati Uniti non devono sentirsi immuni, anzi.
L’amministrazione Obama è stata invitata a “mettere in ordine i propri conti pubblici”, poiché il “deficit va riportato entro limiti sostenibili e il debito deve essere tenuto sotto controllo” (deficit federale sopra il 10% del Pil, e debito pubblico a 12.880 miliardi di dollari). Per il chairman della Fed, la ripresa della prima economia del pianeta, definita “moderata”, per il momento non è in grado di imprimere al mercato del lavoro la scossa di cui necessiterebbe; il tasso di disoccupazione (9,7% a maggio) rimarrà insomma “elevato” ancora per un po´ di tempo.
Principali tassi di cambio:
| Euro – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
Il cambio euro/dollaro ha mostrato una piccola reazione, un tentativo molto timido a dire il vero, di recuperare dai minimi dell’anno, toccati a inizio ottava. Il cross eur/usd sta cercando in tutti i modi di aggrapparsi alla soglia psicologica di quota 1,20, dopo che nelle scorse sedute è sceso sotto a quota 1,19, toccando per l’appunto i minimi dell’anno. Dopo questo minimo il cambio è riuscito in qualche modo a trovare la forza per fermare il crollo, tuttavia senza fornire nessun segnale di ripresa vero e proprio. Il -1,2% messo a segno dalle vendite al dettaglio statunitensi ha provocato un brusco risveglio per l’azionario e per la moneta unica, che se dovesse riuscire a chiudere sopra quota 1,21 (1,2064 in questo momento) inanellerebbe quarta seduta di guadagni consecutiva, un evento mai accaduto nel 2010. Lo rileva Ashraf Laidi, Chief Market Strategist di Cmc Markets, nel suo report sul mercato valutario. Il calo dell’euro, prosegue Laidi, che potrebbe essere spinto verso il supporto in quota 1,204, è avvenuto nonostante le indicazioni positive di Fitch sull’economia ungherese; secondo l’agenzia di rating la banca centrale ha fondi sufficienti per coprire il fabbisogno finanziario nel corso del 2010. | ||||||||||||||||||||||
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Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com











