Questa che si è appena conclusa è stata decisamente la settimana più difficile da inizio 2011.
Gli sviluppi sulla catastrofica situazione giapponese hanno sobbalzato il cross Eur/Jpy prima in area 107,30 poi verso massimi a quota 115.50 per poi tornare in area 114,50……
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Le maggiori banche centrali mondiali hanno cercato di aiutare il Giappone per calmierare l’ascesa dello yen. Il summit del G7 è sfociato in un accordo che ha previsto l’azione congiunta delle principali banche centrali sul mercato dei cambi che ha permesso di calmare la volata dello yen che è arrivato a toccare il suo massimo dalla seconda guerra mondiale contro il dollaro. La decisione ha subito avuti i suoi effetti sulla moneta nipponica, in calo di circa 3 punti percentuali rispetto a dollaro ed euro. Il cross dollaro/yen si è spinto fino a 81,99 yen, mentre l’euro/yen è schizzato oltre quota 115 yen.
La Bank of Japan e le altre Banche Centrali hanno venduto yen giapponesi. Un intervento unito che non si vedeva da oltre 10 anni quando nel settembre 2000 si cercò di supportare l’euro in caduta libera sui mercati a due anni dalla sua nascita. All’azione congiunta hanno preso parte la Bank of England, la Bundesbank e la Banca di Francia che hanno confermato di aver preso parte all’intervento coordinato sullo yen. Un no comment è invece arrivato dalla Bce e dalla Banca centrale svizzera.
Questo tipo di intervento dovrebbe avere le potenzialità per mostrare effetti duraturi nel medio periodo, risultati che difficilmente avrebbero potuti essere raggiunti con l’intervento di una singola banca centrale.
Per tutta la settimana il rischio di una catastrofe nucleare ha spinto l’avversione al rischio degli investitori, i livelli delle radiazioni a Tokyo sono saliti a 23 volte la soglia considerata normale.
Secondo le stime degli analisti il terremoto prima e lo tsunami poi taglieranno la crescita del Pil giapponese del 3%. La BoJ ha acconsentito l’innesto della cifra record di 7 mila miliardi di yen, pari a 85,5 miliardi di dollari, per assicurare stabilità ai mercati finanziari. Fondi freschi anche per il programma di acquisto di asset, destinato a crescere di 5 mila miliardi di yen (61 miliardi di dollari) a 40 mila miliardi di yen.
In Europa la periferia resta sotto i riflettori. In settimana l’agenzia di rating Moody’s ha ridotto il giudizio sul debito sovrano di Lisbona a “A3” lasciando l’outlook negativo. Il Tesoro portoghese ha collocato bond annuali per 1 mld di euro. Il rendimento medio si è attestato al 4,331%, dal 4,057% dell’asta precedente. Una situazione che ha spinto il Ministro delle Finanze, Fernando Teixeira dos Santos, a definire le attuali condizioni di finanziamento sul mercato “insostenibili nel medio-lungo termine”.
Il cross euro/dollaro si è riportato stabilmente sopra quota 1,40 dollari, in rialzo di circa 1 punto percentuale verso fine settimana quando Madrid ha piazzato nell’asta odierna di titoli di stato a 10 anni per 3,2 mld di euro con tasso medio del 5,16% e la domanda è stata 1,8 volte l’offerta. Collocati anche titoli con scadenza 2041 per 911 mln di euro al tasso del 5,875% con domanda 2,1 volte l’offerta.
Per quanto riguarda i dati macro, da sottolineare l’uscita del Ppi di febbraio. Il dato europeo ha messo a segno un rialzo dello 0,4% mentre quello statunitense ha registrato un inatteso +1,6%, di 1 punto percentuale maggiore delle attese. Sempre dagli Usa, decisamente peggiori delle stime i dati dal settore delle costruzioni, con il -22,5% dei nuovi cantieri ed il -8,2% dei permessi di costruzione. Rosso infine nel 4° trimestre di -113,3 mld di dollari per la bilancia delle partite correnti.
Sempre per l’Europa, peggiora la bilancia commerciale dell’Eurozona. A gennaio si è evidenziato (su base destagionalizzata) un deficit commerciale di 3,3 miliardi di euro, contro i -2,3 miliardi del mese precedente. Il deficit commerciale si è allargato a 14,8 miliardi di euro a gennaio, su base non destagionalizzata.
Principali tassi di cambio:
| Euro – Yen | ||||||||||||||||||||||
Il cross ha vissuto una settimana estremamente difficile basti pensare che dall’apertura di settimana in area 114.50 si è passati al minimo storico a 107,36 a metà settimana e solo nella giornata di venerdì il cross è tornato ai suoi livelli di apertura dopo aver toccato massimi in area 115.50. La Banca del Giappone ha iniettato altri 3.500 miliardi di yen, ossia 31 miliardi di euro, nel mercato monetario per sostenere l’economia dopo il terremoto. Questo nuovo finanziamento porta a 26.500 miliardi di yen (234 miliardi di euro) la somma complessiva fornita dalla BoJ all’interbancario. | ||||||||||||||||||||||
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| Dollaro – Franco Svizzero | ||||||||||||||||||||||
Nuovi massimi anche per il franco svizzero con $/chf sceso per la prima volta sotto quota 0,90 (toccato minimo assoluto a 89,41). La banca centrale elvetica ha lasciato i tassi di interesse fermi allo 0,25% complice l’incerto scenario macro globale e la forza del franco svizzero che penalizza principalmente l’export elvetico. Il nulla di fatto era ampiamente atteso dal mercato che vede un a prima stretta sui tassi nel terzo trimestre dell’anno. I tassi svizzeri sono fermi dal marzo 2009. La Swiss National Bank ha rivisto al rialzo le stime di crescita per il 2011 portandole a +2% circa rispetto al +1,5% precedente. Per quanto concerne l’inflazione, quest’anno è vista all’1,1 per cento rispetto all’1% precedentemente stimato, mentre il prossimo anno dovrebbe attestarsi allo 0,8% dallo 0,4% della precedente stima. | ||||||||||||||||||||||
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Fonte: Cfx Intermediazioni.com













