La settimana appena conclusasi sul mercato Forex, è stata caratterizzata dal rafforzamento della moneta unica rispetto alle principali valute nonostante la pubblicazione di importanti news che ne avrebbero dovuto …
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rallentare la corsa.
Entrando nel dettaglio, il cross Eur/Usd ha toccato nuovi massimi (dal mese di Marzo) quotando in area 1.3770, l’Eur/Jpy ha chiuso la settimana toccando nuovi massimi relativi in area 114.80 mentre l’Euro/Chf a 1.3450 è tornato sui livelli di metà agosto.
Tra i principali avvenimenti di questa settimana segnialiamo la richiesta di 34 miliardi di euro necessari per il salvataggio della Anglo Irish Bank dopo la riduzione del rating da parte di Moody’s da A3 a Baa3, il downgrade di Moody’s ai danni della Spagna (che perde la tripla A) ed indicazioni macroeconomiche statunitensi migliori delle attese.
L’Euro, come detto, non si è indebolito ma anzi rafforzato, segno che gli operatori sono ormai convinti che la Federal Reserve varerà nuove misure di allentamento quantitativo.
In settimana, sia Ben Bernake che Pianalto (presidente della Fed di Cleveland) hanno effettivamente sottolineato come la ripresa economica Usa rimanga particolarmente lenta, con una disoccupazione ancora troppo elevata: i dati macro più forti delle attese hanno ridotto solo marginalmente le aspettative di ulteriori interventi di sostegno da parte della Fed tramite acquisto di bond.
A sostenere la moneta unica, inoltre, le indicazioni arrivate dal sistema bancario, che nelle operazioni di rifinanziamento presso la Bce ha evidenziato una richiesta di fondi sotto le stime; segnale che fa ben sperare sull’andamento dell’economia.
Questa settimana erano in scadenza i finanziamenti a 3, 6 e 12 mesi per 225 miliardi; gli istituti di credito hanno invece richiesto “solo” 134 miliardi, contro i 200 del consenso (dato che ha sorretto l’andamento della moneta unica).
Per quanto concerne i principali dati macroeconomici usciti in settimana segnaliamo alcuni importanti dati americani come i redditi personali (+0,5%) e spese delle famiglie (+0,4%) ad agosto, entrambi migliori delle attese, il calo della fiducia dei consumatori Usa è scesa più delle attese a settembre (48,5 punti rispetto ai 52,1 attesi), scivolando sui minimi a 7 mesi.
Già nei mesi precedenti il dollaro si era dimostrato molto sensibile ai movimenti al ribasso della fiducia dei consumatori.
Dati deludenti che hanno ulteriormente alimentato le attese di un nuovo piano di quantitative easing da parte della Federal Reserve per sostenere l’economia statunitense.
Mentre la fiducia economica europea a settembre ha fatto registrare un’inattesa crescita a 103,2 punti, il livello maggiore dal settembre 2008; l’indice di fiducia industriale è salito a -2 dal -3 di settembre, mentre la fiducia retail è passata da -3 a -1.
Dal fronte macro europeo, inoltre, indicazioni positive sono arrivate da Germania e Italia. L’indice Gfk, gruppo di ricerca di mercato il cui indicatore anticipatore basato su un’indagine condotta su 2.000 tedeschi, ha registrato a ottobre un aumento per il quarto mese consecutivo a 4,9 dal 4,3 rivisto al rialzo di settembre, dato sopra le attese del mercato che prevedeva un lieve incremento a 4,2. da 4,1 di settembre prima della revisione.
Buone indicazioni sono arrivate invece dall’Asia con l’indice Pmi manifatturiero cinese che a settembre è salito per il secondo mese consecutivo a 52,9 punti dai 51,9 di agosto. L’indice si è riportato sui massimi a 5 mesi
Principali tassi di cambio:
| Dollaro – Yen | ||||||||||||||||||||||
Il cross dollaro/yen è tornato ai livelli pre-intervento della Banca centrale giapponese ed il primo ministro giapponese Kan ha ribadito di esser pronto a prendere “misure decisive se necessario” di conseguenza il dollaro potrebbe rafforzarsi, riducendo le possibilità di intervento della BoJ. Il dollaro yen ha sfiorato quota 83.00, dopo la rottura dell’area di supporto a 84.20-84.05 di qualche giorno fa. La strada e’ ancora impostata a ribasso, fino a che ci si manterra’ sotto 83.75 e sara’ molto interessante vedere cosa succedera’ se dovessimo arrivare a vedere quotato un 83 figura (ricordiamo che a 82.90 e’ intervenuta la BoJ per vendere yen sul mercato). | ||||||||||||||||||||||
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| Sterlina – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
In sofferenza anche la sterlina, che nonostante le indicazioni macro sopra le attese arretra dopo le dichiarazioni di Adam Posen, membro del Comitato di politica monetaria. Secondo Posen l’economia britannica in questo momento necessiterebbe di una nuova iniezione di quantitative easing. Il tasso di crescita del secondo trimestre della Gran Bretagna è rimasto all’1,7% in più rispetto all’anno precedente, ed è cresciuto dell’1,2% rispetto al trimestre precedente. Il tasso registrato è il più alto degli ultimi nove anni nell’economia del Regno Unito, ed è stato alimentato da un incremento nelle costruzioni e da un aumento della spesa pubblica. Il biglietto verde perde poi terreno contro la sterlina (Gbp/Usd a 1,5840) nonostante il dato sulla fiducia dei direttori degli acquisti in Gran Bretagna abbia registrato un deludente 53,4 a settembre. | ||||||||||||||||||||||
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com













