La settimana che si è appena conclusa sul mercato valutario è stata molto movimentata per tutte le principali valute a seguito dei nuovi timori sull’Irlanda che hanno portato alla formulazione dell’accordo per il piano di salvataggio targato Ue-Fmi con la compartecipazione anche della Gran Bretagna e della Svezia…
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Le notizie sul Piano salva-Dublino che, a meno di colpi di scena, dovrebbe attestarsi a 85 miliardi di euro di cui 35 miliardi dovrebbero essere destinati al sistema bancario, hanno portato fin da inizio settimana l’Euro ad un progressivo ritracciamento nei confronti del dollaro fino a toccare minimi che non venivano toccati da fine settembre a 1.3202.
Difatti, il Piano quadriennale di austerità presentato dall’esecutivo di Dublino non ha completamente convinto gli operatori. Tale manovra prevede il taglio di un quinto delle spese ed un incremento delle tasse dovrebbe portare il deficit dal 12% di quest’anno (32% calcolando anche i salvataggi bancari) al 3% della ricchezza prodotta entro la fine del 2014 e proprio questo ultimo aspetto rappresenta uno dei punti più controversi per gli analisti, che non ritengono credibile un simile ritmo di crescita in presenza di misure così stringenti.
Inoltre è previsto un taglio dei dipendenti pubblici, un graduale aumento dell’imposta sul valore aggiunto, incrementi delle imposte sul reddito per 1,9 miliardi e tagli al welfare per 2,8 miliardi. Il salario minimo è destinato a scendere di 1 euro a 7,65 euro/ora. Le spese correnti subiranno un taglio di 7 mld di euro e gli investimenti scenderanno di 3 mld di euro. Stabile al 12,5% la corporate tax. Il conseguente down grade da parte di Standard & Poor’s, che nella notte di mercoledì ha abbassato di un livello il rating sul debito irlandese da AA- ad A per quanto riguarda il lungo termine e da A-1+ ad A-1 sul breve, non ha aiutato la moneta unica.
Giovedì, dopo una seduta all’insegna della debolezza che, come detto, ha portato la moneta unica a riavvicinarsi ai minimi di settembre sotto area 1.33 dollari, l’euro ha ripreso coraggio in scia delle parole della Merkel, riaffacciandosi in area 1,3350. Il Cancelliere tedesco ha rassicurato i mercati dichiarando che “nessun Paese dell’Eurozona dovrà ristrutturare il debito”, dicendosi “più fiduciosa ora nell’Eurozona che a primavera”. La Merkel ha poi sottolineato che la Germania (contrariamente a quello che pensano in molti), vuole un euro forte e per raggiungere questo obiettivo è “pronta ad agire in solidarietà”.
Tuttavia il piano di austerità presentato mercoledì, è stato molto criticato per le eccessive aspettative ottimistiche sull’economia irlandese visto in crescita del 2,75% dal 2012 al 2014.
Tale ottimistica stima però non tiene conto dei tagli salariali, della riduzione alla spesa del sistema assistenziale e dell’aumento fiscale, ecco perchè risultano alquanto improbabili. Come se non bastasse, il Ministro delle Finanze di Dublino, Brian Lenihan, in uno slancio di entusiasmo è arrivato a definire le stime contenute nel documento “prudenti”, definendo la manovra “razionale e sensibile”.
Inoltre non sono completamente sopiti i timori che, dopo Grecia e Irlanda, sarà il turno di Portogallo e Spagna. Se nel caso del Paese lusitano si tratta, per dimensioni, di una situazione simile a quella irlandese, è la Spagna a destare maggiori preoccupazioni. Madrid continua ad essere nel mirino degli investitori internazionali ed a testimoniarlo è il differenziale di rendimento con i bund, che si conferma a livelli record.
Mentre dal fronte portoghese, dobbiamo segnalare un articolo non certo ottimistico pubblicato dal Financial Times Deutschland secondo cui Lisbona starebbe subendo pressioni per accettare un pacchetto di aiuti. Ovvia la smentita dal Paese lusitano, ma dopo i casi di Grecia e Irlanda è ormai difficile convincere gli operatori.
Ad incrementare l’avversione al rischio anche le dichiarazioni del consigliere della Banca centrale cinese, Xia Bin, secondo cui Pechino utilizzerà sia la mossa dei tassi che quella delle riserve bancarie per drenare liquidità. Ed a proposito del Celeste impero, arrivati i dati relativi il surplus delle partite correnti, raddoppiato su base annua nel terzo trimestre a 102,3 mld di dollari.
Sul fronte macro si sono sussegueti nel corso di tutta la settimana numerosi importanti dati che hanno fortemente infuenzato il movimento delle principali valute.
La Fed ha ridotto le stime di crescita ed alzato quelle di disoccupazione. Il Pil quest’anno dovrebbe registrare un incremento compreso tra il 2,4 ed il 2,5%, in calo rispetto al 3-3,5% pronosticato a giugno. L’anno prossimo invece il Pil Usa dovrebbe crescere tra il 3 ed il 3,6% (dal 3,5-4,2%), mentre nel 2012-2013 il dato è previsto al 4% circa.
Spicca la rilettura al rialzo dei consumi personali che risultano in crescita del 2,8% rispetto al +2,6% del dato flash. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, la disoccupazione è attesa tra il 9,5 ed il 9,7% quest’anno, tra l’8,9 ed il 9,1% l’anno prossimo, tra il 7,7% e l’8,2% nel 2012 e tra il 6,9 ed il 7,4% nel 2013.
Dal fronte europeo, migliore delle attese il dato relativo il Pmi manifatturiero di novembre, salito a 58,9 punti. Superiore al consenso anche il relativo indice europeo, attestatosi a 55,5 punti. Bene anche la fiducia dei direttori degli acquisti del settore servizi, a 55,2 punti, ed il Pmi composite, a 55,4 punti. Tra i dati europei continuano ad essere positivi quelli tedeschi: ottimo il +3,9% annuo della Germania nel terzo trimestre, dopo il +2,2% registrato nel periodo aprile-giugno. Un trend positivo che, il mese scorso, aveva spinto il governo di Berlino a rivedere al rialzo le sue stime di crescita: un vigoroso +3,4% quest´anno che sarà seguito da un più contenuto +1,8% nel 2011.
Principali tassi di cambio:
| Euro – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
Quella appena trascorsa è stata una delle settimane più dure degli ultimi tempi per la valuta unica, zavorrata nuovamente dai timori di un possibile default da parte dei suoi paesi periferici, Irlanda in primis, ma anche di Portogallo e soprattutto Spagna. Tecnicamente il cambio, dopo aver aperto la settimana in gap up grazie all’accettazione degli aiuti UE/FMI da parte dell’Irlanda durante il weekend , si è mosso per quasi tutta la settimana solo al ribasso, tagliando tutte le medie mobili di riferimento e precipitando da un massimo registrato in apertura di settimana a 1.3787 a un minimo registrato durante la seduta di venerdì proprio sul supporto psicologico posto a 1.3200. Il movimento discendente è stato molto deciso durante la prima parte della settimana (con un vero e proprio clima da panic selling a penalizzare la divisa unica), ed ha successivamente frenato prendendo la trendline ribassista a supporto per ulteriori accelerazioni al ribasso: ogni tentativo di rimbalzo veniva però bloccato dalle medie mobili di breve prima e di medio periodo successivamente. | ||||||||||||||||||||||
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| Dollaro Australiano – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
Il cambio audusd durante la settimana appena conclusa ha fatto registrare una volatilità abbastanza marcata, muovendosi su un percorso ribassista che ha spinto il dollaro australiano a cedere dal massimo segnato lunedì mattina a 0.9954 fino al minimo di venerdì mattina a 0.9612. Il cambio, dopo essersi portato al di sotto della media mobile di lungo periodo a inizio settimana, ha successivamente accelerato al ribasso sino al supporto posto a 0.9713, in area di ipervenduto, da dove ha trovato la forza per rimbalzare portandosi nuovamente a testare la media mobile a 200 sedute, senza tuttavia riuscire a romperla. Nel finire della settimana, dopo le dichiarazioni del presidente della RBA Glenn Stevens (il quale ha segnalato che i tassi d’interesse rimarranno fermi nei prossimi mesi ), il cambio ha ampliato le perdite crollando di ben due figure nell’arco della giornata, provando un timido recupero in chiusura di seduta. | ||||||||||||||||||||||
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| Dollaro – Yen | ||||||||||||||||||||||
Il cambio usdjpy, dopo una prima parte di settimana in fase laterale, ha avuto un impennata di volatilità sulla notizia dell’attacco militare da parte della Corea del Nord ad una piccola isola della vicina Corea del Sud, con il cambio che è passato nell’arco della seduta da un massimo di 83.83 fino al minimo settimanale una figura più sotto sul supporto a 82.78. Il livello ha retto ed ha funto da trampolino per il lento ma costante rimbalzo che ha sospinto il dollaro a portarsi prima sopra la media mobile a lungo periodo, successivamente poi a quella a breve periodo che si è comportata da supporto dinamico rialzista durante tutta la seconda parte della settimana. Il cambio ha poi avuto sul finire della settimana la forza di accelerare, testando e violando soglia 84, massimo registrato da fine settembre. | ||||||||||||||||||||||
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Fonte: Cfx Intermediazioni.com














