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ETFWorld.it Intervista Francesco Branda di UBS : Evoluzione degli ETF, Focus su Attivi e Riduzione dei Costi


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Il settore degli ETF sta vivendo una trasformazione profonda: incertezze geopolitiche, nuovi trend di investimento e una compressione dei costi che favorisce gli investitori. In questa intervista realizzata da ETFWorld.it, Francesco Branda, Head of Passive ETF Sales Italy e Managing Director di UBS Asset Management ci offre una panoramica aggiornata e ricca di dettagli sulle nuove dinamiche del settore.

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Intervista a Francesco Branda Head of ETF & Index Fund Sales Italy presso UBS AM

12 Maggio 2026 ETFWorld.it  – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale



Introduzione

Nel mondo finanziario, pochi strumenti hanno avuto uno sviluppo esponenziale come gli ETF (Exchange Traded Funds). UBS Asset Management, tra i principali player globali del settore, sta guidando alcuni dei cambiamenti più rilevanti per il 2025 e i prossimi anni. Nell’intervista a ETFWorld.it, il dottor Francesco Branda ha offerto insight preziosi sull’evoluzione della domanda di ETF obbligazionari, l’ascesa degli ETF attivi e la strategia di compressione dei costi adottata da UBS.


ETF obbligazionari e la gestione della liquidità

Nel primo spezzone dell’intervista, il focus si concentra sulle performance degli ETF obbligazionari durante momenti di stress di liquidità. In particolare, si sottolineano le similitudini tra le dinamiche osservate sugli ETF e quelle riscontrate nei relativi sottostanti obbligazionari.

“Le dinamiche che abbiamo visto sui ETF obbligazionari sono le stesse che abbiamo visto anche sui loro sottostanti…” — Francesco Branda

Temi chiave emersi:

  • Riflesso dei sottostanti: Gli ETF obbligazionari riflettono fedelmente il comportamento dei titoli che li compongono, specialmente quando il mercato è sotto pressione, ad esempio in presenza di stress di liquidità.
  • Crescente interesse per le soluzioni short-term: Nel 2025, e già nella prima metà dell’anno, è evidente un maggior appetito verso strumenti a breve scadenza. Questo vale sia per i singoli titoli di Stato sia per gli ETF che replicano indici a breve termine.
  • Motivazioni tattiche: In un contesto di incertezza geopolitica, molti investitori preferiscono soluzioni di “cash park” – cioè strumenti per parcheggiare la liquidità e mantenere flessibilità – oppure posizionamenti tattici per cogliere opportunità rapide.

L’importanza del contesto geopolitico

Gli investitori stanno adottando soluzioni più flessibili e immediate, proprio perché lo scenario internazionale resta incerto. L’allocazione sul breve termine consente:

  • Maggiore liquidità rapida
  • Minor esposizione ai rischi di movimento dei tassi
  • Possibilità di ritornare velocemente su strategie più lunghe in caso di stabilizzazione dei mercati

“In questi contesti di incertezza geopolitica, c’è maggiore appetito per soluzioni che possano prevedere un cash park… per posizionarsi in modo più tattico.”Francesco Branda


La crescita degli ETF attivi

Un’offerta in espansione

La conversazione ruota intorno alla forte crescita degli ETF attivi, un trend ormai consolidato sul mercato. La vera novità non è solo il numero di nuovi strumenti, ma la tipologia di gestori che stanno entrando in questo segmento.

  • Nuove strategie: Oggi anche asset manager tradizionalmente focalizzati su fondi comuni stanno lanciando ETF attivi.
  • Più scelta per gli investitori: La gamma di ETF disponibili si amplia, offrendo soluzioni per ogni esigenza, dal puro passivo ai profili più attivi.
  • Necessità di selezione professionale: Più offerta implica la necessità, per consulenti e investitori, di analizzare meglio le diverse strategie, soprattutto per coglierne rischi, stili di gestione e potenzialità rispetto ai benchmark.

Quando scegliere un ETF attivo:

  • Si ricerca una strategia flessibile ma quotata in tempo reale come un ETF
  • Si vuole combinare la trasparenza degli ETF con una gestione attiva
  • Si preferisce un prodotto con cost structure generalmente più contenuta dei fondi tradizionali

Le sfide della selezione

Con la moltiplicazione delle offerte, il ruolo del consulente finanziario e dell’investitore evoluto si fa ancora più cruciale:

  • Maggiore esigenza di analisi: Ogni ETF attivo va “studiato” per capirne la strategia, il rischio assunto dal gestore e il fit con il portafoglio.
  • Monitoraggio continuo: La progressiva trasparenza consente di osservare l’evoluzione del portafoglio e dei risultati rispetto ai benchmark.

“Un ETF attivo, a differenza di uno passivo, ha un gestore che gestisce in modo attivo il prodotto… non si va a replicare un benchmark e questo determina una maggior richiesta di analisi…” — Francesco Branda


Un trend industriale globale

Dalla seconda metà della conversazione (02:27 – 03:40), Branda si sofferma su uno degli aspetti che maggiormente determinano la scelta tra ETF e altri strumenti: i costi.

Nel settore ETF, la crescita dei volumi ha consentito agli emittenti di ridurre le commissioni, innescando una competizione positiva per gli investitori.

  • Volumi in crescita = costi più bassi: La massa gestita più ampia permette nuove economie di scala che vengono girate agli investitori.
  • Taglio delle fee: UBS ha implementato riduzioni importanti sulle proprie linee di ETF, con ulteriori tagli annunciati durante il Salone del Risparmio.

Esempi concreti di riduzione dei costi

Branda cita alcuni casi specifici per il 2025:

  • MSCI USA ETF: costo sceso a soli 3 basis point (0,03% annuo)
  • Euro Stoxx 50 ETF: costo ridotto a 6 basis point (0,06% annuo)

Questi livelli rappresentano oggi tra i più bassi del settore e consentono agli investitori di accedere a soluzioni di mercato core (“nucleo” dell’allocazione azionaria) a costi estremamente contenuti.

“Il costo sarà davvero molto contenuto, parliamo di 3 basis point per l’MSCI USA, piuttosto che 6 basis point per l’EuroStoxx 50… costi davvero contenuti in proseguimento della strategia di UBS.” — Francesco Branda


La decisione di tagliare i costi investe direttamente i fondi considerati fondamentali nella costruzione dei portafogli dei clienti. Questa strategia condivide con l’investitore finale il vantaggio derivante dall’espansione del settore e dalle economie di scala:

  • Cost sharing: Le economie realizzate vengono passate direttamente all’investitore.
  • Accessibilità: Anche i clienti con minori risorse possono accedere ad allocazioni di alta qualità a costi impareggiabili.

Dove restano alte le commissioni?

Nonostante la pressione al ribasso, in alcune aree i costi restano più elevati. Questo può dipendere da:

  • Mercati meno liquidi o più complessi da replicare (mercati emergenti, settori “tematici” innovativi)
  • Necessità di costante intervento del gestore per la gestione operativa
  • Ridotta scala del prodotto (volumi non ancora critici)

Implicazioni per investitori e consulenti

La trasformazione in atto offre opportunità interessanti ma impone anche nuove responsabilità:

1. Maggiore scelta, maggiore responsabilità

La varietà di ETF, sia passivi sia attivi, garantisce ampie possibilità di diversificazione e customizzazione dei portafogli, ma rende ancora più importante lo studio dei sottostanti, della metodologia e della struttura dei costi.

2. Accesso semplificato e trasparente

Gli ETF, soprattutto per il taglio dei costi attuato dagli emittenti come UBS, diventano uno strumento chiave anche per i piccoli investitori, oltre che per i grandi istituzionali.

3. Innovazione e flessibilità

La presenza crescente di ETF attivi amplia le possibilità: non più solo semplice replica di indici, ma strategie che puntano a fare meglio del mercato, integrando la trasparenza tipica degli ETF.


Strategie di utilizzo pratico

Riassumendo i vantaggi “pratici” discussi da Branda, gli investitori e i gestori possono considerare:

Allocazione core del portafoglio

Per l’esposizione ai grandi mercati liquidi (esempio: azioni USA, Eurozona), meglio scegliere ETF a basso costo come quelli citati (MSCI USA, EuroStoxx 50 UBS).

Copertura e gestione della liquidità

Negli scenari incerti, trovare ETF obbligazionari short-term per “parcheggiare” la liquidità preservando la flessibilità necessaria a cogliere nuove opportunità.

Ricerca dell’extra-rendimento

Affiancare agli ETF passivi anche ETF attivi, scegliendo strategie in grado di generare alpha, ma verificando sempre modalità di gestione e struttura commissionale.


Approfondimento: Come selezionare un ETF attivo

L’ascesa degli ETF attivi manda un messaggio chiaro anche agli investitori retail: serve adottare un approccio metodico e consapevole nella scelta. Ecco alcuni step chiave proposti dagli esperti UBS.

Step 1: Valutare strategia e filosofia del gestore

Non tutti gli attivi sono uguali: alcuni puntano su stili molto decisi (momentum, value, growth), altri su soluzioni rischi contenuti.

Step 2: Analizzare la trasparenza

Preferire strumenti che pubblicano spesso la composizione del portafoglio, per poter monitorare coerenza e performance rispetto al benchmark.

Step 3: Confrontare i costi

Anche negli attivi, la battaglia delle fee è centrale. Commissioni più alte hanno senso solo se davvero c’è una forte generazione di valore da parte del team di gestione.

Step 4: Capire il fit col proprio portafoglio

Un ETF attivo può aiutare a diversificare una determinata asset class, ma va inserito con consapevolezza del rischio complessivo.


Focus: L’importanza della trasparenza negli ETF

Uno dei punti cardine del successo degli ETF risiede nell’elevato livello di trasparenza che offrono, sia passivi che attivi. Questo permette agli investitori di:

  • Monitorare composizione, rischi e variazioni in tempo reale (per gli ETF quotati in Borsa)
  • Confrontare direttamente tra strumenti con la stessa filosofia, privilegiando efficienza e coerenza gestionale
  • Avere maggiore fiducia nella gestione rispetto ai fondi tradizionali, dove la trasparenza è spesso più bassa e meno tempestiva

“Questo consente di fatto al cliente finale di avere sempre più strategie disponibili… e una maggior necessità da parte dei clienti e, soprattutto, dei financial advisor, di fare le giuste selezioni.” — Francesco Branda


Scenari futuri: Cosa aspettarsi dal mondo ETF nel 2026

1. Prosecuzione della compressione dei costi

Sarà difficile vedere un ritorno a commissioni elevate nel segmento “core”. L’effetto massa continuerà a premiare gli investitori.

2. Espansione degli ETF attivi

Sempre più strategie attive saranno quotate in formato ETF, anche su mercati “di frontiera” e settori tematici.

3. Tecnologia e trasparenza

Strumenti sempre più digitali, trasparenti e interattivi, con reportistica in tempo reale e assistenza dedicata agli investitori retail.

4. Crescente ruolo della consulenza

In uno scenario in cui la scelta è sempre più ampia, la figura del financial advisor evoluto sarà centrale, non solo nell’execution, ma soprattutto nell’analisi strategica e nella personalizzazione dei portafogli.


Conclusioni

L’evoluzione del settore ETF – spinta sia dalla crescita degli strumenti attivi sia dalla compressione dei costi – sta riscrivendo le regole del gioco per tutta l’industria finanziaria. UBS Asset Management, attraverso la strategia esposta da Francesco Branda, conferma la volontà di porre sempre più il cliente al centro: offrire una gamma sempre più completa di prodotti e condividere le economie di scala generando un effetto positivo diretto sui risparmiatori.

Siamo ormai in una nuova fase. Il futuro degli investimenti passa sempre di più da strumenti efficienti, trasparenti e accessibili. Che siate investitori istituzionali o privati, essere aggiornati sui trend degli ETF rappresenta un vantaggio competitivo fondamentale.

“La strategia di UBS è chiara: condividere con i clienti le sinergie di costo e le economie di scala che si realizzano nel settore ETF.” Francesco Branda


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Nota:
Questo articolo si basa sull’intervista realizzata da ETFWorld.it con il dott. Francesco Branda ed è stato redatto per offrire una panoramica informativa e didattica. Non rappresenta consulenza finanziaria


Fonte: ETFWorld.it – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale

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