HANetf: “I mercati hanno accolto i recenti eventi in Medio Oriente con relativa calma.
a cura di Tom Bailey, Head of ETF Research di HANetf
Sebbene l’Iran abbia già dichiarato la conclusione degli attacchi e il Presidente Biden abbia invocato la moderazione, le incertezze permangono, soprattutto a seguito delle dichiarazioni di Israele che ha accennato a potenziali risposte all’attacco subito, suggerendo il rischio di un’escalation. Tuttavia, la portata di qualsiasi risposta rimane incerta. I mercati raramente valutano appieno i rischi di coda estremi. Tuttavia, l’attacco iraniano a Israele sottolinea considerazioni più ampie. Lo stallo imposto dal presidente della Camera degli Stati Uniti Johnson dopo la prima votazione su una legge bipartisan del Senato, volta a fornire aiuti a Israele, Ucraina e Taiwan, è ora di nuovo al centro dell’attenzione. Il potenziale inasprimento delle tensioni in Medio Oriente potrebbe influenzare la posizione del Partito Repubblicano sulla proposta di legge, spingendo il Repubblicano Johnson a riconsiderare la sua posizione o, quantomeno, a influenzare voti a favore.
Tutti questi shock geopolitici, che continuano a mettere in evidenza i titoli della difesa, hanno anche richiamato l’attenzione su un altro tema di interesse pubblico, ossia l’importanza della sicurezza energetica: a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia diversi Governi si sono ritrovati ad emettere sanzioni alla Russia, sanzioni che hanno inficiato anche il comparto energetico, costringendo i Paesi che un tempo dipendevano dal petrolio e dal gas russo a cercare alternative. Inoltre, insieme all’urgente necessità di raggiungere gli obiettivi net-zero, è oggigiorno sempre più diffuso il desiderio di ottenere energia da fonti pulite e sicure e l’energia nucleare sembra rispondere perfettamente a queste richieste. Sempre più Paesi che in precedenza avevano rinnegato l’energia nucleare, stanno cambiando la loro posizione. È il caso del Giappone che, dopo la marcia indietro sul nucleare a seguito dell’incidente di Fukushima del 2011, ha riattivato dal 2015 ad oggi ben 12 reattori nucleari e si prevede che ne seguiranno altri. Tuttavia, con 61 impianti in costruzione in tutto il mondo e altri 113 in progetto, il previsto squilibrio tra domanda e offerta di uranio è diventato preoccupante. Serve aumentare la produzione della materia prima che alimenta questa energia per poter soddisfare una domanda sempre più crescente di nucleare in un’ottica di transizione energetica e non solo”.
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Fonte: ETFWorld.it








