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L’ETF di HANetf sull’estrazione dell’uranio supera i 75 milioni di dollari di AuM

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L’ETF di HANetf sull’estrazione dell’uranio supera i 75 milioni di dollari di AuM mentre l’uranio continua a sovraperformare le altre materie prime

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Hector McNeil, co-CEO e co-fondatore di HANetf


HANetf annuncia che lo Sprott Uranium Miners UCITS ETF (Ticker: U3O8) ha superato i 75 milioni di dollari di masse in gestione dal lancio nel maggio del 2022, toccando quota 79 milioni al 24 agosto, mentre l’uranio continua a sovraperformare l’indice Bloomberg Commodity dall’inizio dell’anno.

L’ETF U3O8, lanciato in collaborazione con Sprott Asset Management, segue l’indice North Shore Sprott Uranium Miners e offre un’esposizione al potenziale di crescita dell’energia nucleare e della domanda di uranio. Oltre ai titoli delle società estrattive di uranio, l’ETF investe in uranio fisico attraverso fondi d’investimento, con un’esposizione diretta di circa il 17% (dato all’11/08/2023).

In risposta all’aggravarsi della crisi energetica e alla necessità sempre più urgente di raggiungere gli obiettivi di emissioni net-zero, i leader mondiali hanno iniziato a guardare a fonti di energia alternative e il nucleare è oggi vista come una soluzione efficiente, sicura e pulita, vantando emissioni di CO2 per GWh inferiori rispetto alla produzione di energia eolica, solare e idroelettrica.

Diversi sono i Governi in tutto il mondo che hanno messo in atto strategie per sostenere la produzione di energia nucleare. UK ha deciso di avviare un programma, il Great British Nuclear, sponsorizzato dal Dipartimento per la Sicurezza Energetica e pensato per sostenere l’impegno a raggiungere gli obiettivi net-zero e ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

Anche il Giappone si è mobilitato, riavviando la sua undicesima centrale nucleare dopo essersi impegnato a prolungare il funzionamento dei reattori esistenti e a potenziare quelli più vecchi per far fronte alla carenza di combustibile a livello globale per raggiungere la neutralità delle emissioni di carbonio entro il 2050.

Negli Stati Uniti, lo scorso febbraio, il Senato ha approvato con larga maggioranza la legge sulla sicurezza del combustibile nucleare, con l’obiettivo di riorientare la catena di approvvigionamento del combustibile nucleare allontanandola dalla Russia. Gli Stati che in passato producevano uranio stanno quindi spingendo per riavviare la propria capacità inutilizzata, al fine di soddisfare la domanda di 50 milioni di libbre richiesti dalla rete di reattori nucleari degli USA.

Il prezzo dell’uranio è così raddoppiato negli ultimi due anni, prova di un mercato che guarda sempre di più a questa fonte energetica, vista come soluzione ideale ai problemi attuali e per cui la crescita della domanda della materia prima coinvolta non potrà che aumentare ancora nei prossimi anni.

Hector McNeil, Co-CEO e Co-Fondatore di HANetf, ha così commentato: “Siamo lieti di assistere alla rapida crescita di U3O8. L’uranio è molto richiesto, come dimostra la sua forte performance rispetto ad altre commodity quest’anno. I Paesi hanno la duplice necessità di ottenere la sicurezza energetica e di raggiungere gli obiettivi di zero emissioni in risposta alla crescente legislazione. Lo Sprott Uranium Miners UCITS ETF offre un’esposizione alla crescita di questo settore attraverso i minatori di uranio, storicamente sottorappresentati nel remo energetico, ma che hanno oggi un forte potenziale di rialzo.”

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.it

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