21Shares : Da inizio anno, in un contesto macroeconomico molto incerto e con l’ascesa di Ordinals, da tutti nominato “NFT Bitcoin-native”, il Bitcoin è stato per distacco l’asset che ha ottenuto le performance migliori con un +67%, staccando le US Large Cap di 45 punti percentuale rispetto ai 38 di fine dicembre e raggiungendo il suo valore massimo da giugno dello scorso anno.
A cura del Research Team di 21Shares
Il fatto che 2023 sia al momento un grande anno per il BTC è dimostrato anche dal fatto che la “moving-average” (MA) a 200 giorni è stata superata per la prima volta da fine 2021, grazie a un rally guidato dai mercati spot, e per quanto riguarda gli indicatori “on chain”, il rapporto tra valore di mercato e valore realizzato (MVRV) è tornato maggiore di 1 a gennaio. L’ultima volta che questo evento si è realizzato era il marzo del 2020, alle porte di un fortissimo rialzo.
Ma come mai, dopo un 2022 considerato un annus horribilis non solo per gli asset digitali ma per tutte le asset class, il Bitcoin è riuscito a risorgere con così tanto vigore? A nostro avviso, la risposta è da ricercarsi in tre fattori indipendenti tra loro che ne hanno profondamente modificato le prospettive almeno nel medio periodo:
- Il Bitcoin si è dimostrato un argine affidabile contro l’instabilità del sistema bancario
- Il Bitcoin è andato oltre il suo inquadramento come riserva di valore digitale grazie a Ordinals e ai token standard BRC-20 e ORC-20
- Gli effetti della pressione sugli acquisti avviata da Tether sulle dinamiche di domanda e offerta di BTC
Ma quali sono stati gli eventi che ci hanno portato a queste conclusioni? Il primo è sicuramente l’instabilità bancaria che si è venuta a creare il 13 marzo scorso, dopo che, negli Stati Uniti, la Federal Reserve si è trovata costretta a intervenire per tutelare gli investitori della Silicon Valley Bank, dopo che questa aveva vissuto una corsa agli sportelli appena due giorni prima. Le problematiche che sono scaturite hanno intaccato anche l’Europa, con UBS che ha annunciato di voler acquistare Credit Suisse, in un accordo di salvataggio d’emergenza mediato dalle autorità svizzere. Infine, l’ultimo capitolo di questa brutta vicenda ha visto la vendita degli asset di First Republic Bank a JPMorgan, chiudendo di fatto la più grave crisi bancaria dal 2008. Tutto questo è importante per il mercato delle criptovalute perché hanno fatto sì che il Bitcoin smettesse di seguire l’andamento delle azioni e iniziasse ad essere più correlato all’oro, nel momento in cui gli investitori hanno iniziato a puntarci per arginare i rischi provenienti dagli istituti di credito, in quanto il BTC è per definizione una forma di valuta non sovrana con caratteristiche uniche nel suo genere, come il non essere soggetto alle politiche monetaria di una banca centrale.
Il secondo evento chiave ha un nome ben preciso: Ordinals. Creato nel dicembre del 2022, questo asset permette di caricare dati visivi sulla blockchain del Bitcoin, utilizzando le transazioni su Traproot come modello operativo di base. Inizialmente, gli utenti usavano Ordinals per il trading di NFT nativi sul network BTC, ma lo scorso marzo è stato introdotto un NTF standard, chiamato BRC-20, che ha permesso di implementare il primo abbozzo di smart contract anche su BTC, creando un valore di mercato complessivo di 500 milioni di dollari in soli pochi mesi. Tutto ciò rappresenta, in parole povere, un nuovo caso d’uso per la criptovaluta, in grado di generare nuova domanda e, poiché la quantità circolante massima del Bitcoin è limitata, più transazioni comportano commissioni più alte, le quai, a loro volta, significano maggiori remunerazioni per i miner, che potranno contare su una nuova fonte di guadagno che non si esaurirà nel 2140 quando minare nuovi BTC sarà impossibile.
Infine, l’ultimo evento è legato alle dinamiche di domanda e offerta del Bitcoin. Lo scorso 17 maggio, Tether ha annunciato che avrebbe usato il 15% dei suoi profitti operativi netti mensili per acquistare BTC, al fine di irrobustire il surplus delle riserve della società; un ruolo che il Bitcoin può svolgere perfettamente, vista la sua condizione di valuta eccezionalmente liquida, ma anche slegata dalle banche centrali. Per fare un paragone, un’operazione del genere sarebbe in grado di appianare la perdita di valore generata dalla vendita di 41mila BTC.
Questi fatti che si sono susseguiti nei primi 3 mesi del 2023 spiegano come mai il Bitcoin sia riuscito a riemergere dopo un periodo molto duro, ma per quanto riguarda il futuro della criptovaluta? Dal punto di vista dei fondamentali, Ordinals e gli NFT standard l’hanno resa più robusta che mai e ci sentiamo di affermare che porteranno soprattutto due effetti collaterali: l’ulteriore crescita della domanda e delle commissioni già citata in precedenza e la diffusione di nuove soluzioni per la scalabilità, come Stacks, che miglioreranno anche le prestazioni degli smart contract.
Tuttavia, anche lo scenario macroeconomico appare favorevole al Bitcoin, dato che le turbolenza nel settore banking negli Stati Uniti, la svalutazione di valute fiat può portare a un miglioramento della narrativa che lo circonda. Infine, si deve guardare anche al passato e a cosa questo ci insegna: se si guardano i cicli precedenti vissuti dall’asset digitale, questo generalmente supera il suo valore massimo dopo l’halving, ovvero il dimezzamento della quota di BTC versata ai miner come remunerazione. Il prossimo halving è previsto a marzo 2024, pertanto vediamo prospettive di crescita positive per i prossimi 18 mesi, sostenute anche da maggiori inflow provenienti da investitori istituzionali.
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Fonte: ETFWorld.it








