Reddy Rohan Global X ETFs

Global X: “SVB Impatto temporaneo su start up e banche regionali USA”

  • Home
  • Analisi ETF
  • Global X: “SVB Impatto temporaneo su start up e banche regionali USA”

Iscriviti ai Nostri canali


Global X: “SVB Impatto temporaneo su start up e banche regionali USA” Niente cigno nero, ma turbolenze in arrivo per start up e banche regionali US

Se vuoi ricevere le principali notizie di ETFWorld.it iscriviti alle Nostre Newsletters gratuite. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


Rohan Reddy, research analyst di Global X


L’8 marzo la Silicon Valley Bank (SVB) ha annunciato la vendita in perdita di una parte del suo portafoglio di asset e l’intenzione di raccogliere nuovi capitali. Di conseguenza, il titolo è crollato del 60%, scatenando il panico tra i clienti e una vera e propria bank run. I clienti di SVB hanno tentato di ritirare 42 miliardi di dollari di depositi solo nella giornata di giovedì, e la banca è stata successivamente posta in amministrazione controllata dallo Stato della California, per poi essere rilevata dall’FDIC. SVB è diventata il secondo più grande fallimento bancario USA di tutti i tempi, secondo solo a Washington Mutual nel 2008.

La buona notizia è che SVB sembra essere un caso relativamente isolato e non è classificata come banca di importanza sistematica dal Financial Stability Board. Si è trattato, probabilmente, più di uno sbilanciamento di liquidità e di un singolo caso di assunzione di rischi eccessivi, piuttosto che di un grave problema di credito, il che significa che l’effetto contagio potrebbe essere molto più limitato rispetto al 2008.

La maggior parte delle banche americane, dopo il periodo post-2008, ha aumentato i propri profili di rischio ed è sottoposta a un significativo controllo normativo con i requisiti di Dodd-Frank e Basilea.  Ciò che differenzia le principali banche USA da SVB è che la maggior parte di esse sono molto più diversificate per quanto riguarda gli asset, la clientela e le linee di business.

In questo momento, le banche regionali potrebbero essere viste con sospetto a causa della maggiore concentrazione delle esposizioni, ma anche in questo caso si tratta spesso di concentrazioni geografiche, non di concentrazioni di linee di business e di profili di clientela, come accadeva per SVB. Esiste tuttavia la possibilità che il settore bancario in generale, e in particolare le banche regionali, possa essere scambiate a sconto mentre gli investitori valutano i rischi emersi con il caso SVB.

È importante però ribadire che quella di SVB è stata una crisi di liquidità e non di credito. Questa distinzione rende la situazione diversa da quella del 2008: i depositanti di SVB potrebbero addirittura essere ampiamente risarciti o non subire perdite significative sui loro depositi quando la situazione si sarà stabilizzata.  Inoltre, anche se gli spread high yield e investment grade si sono mossi, non si è trattato di movimenti drammatici, soprattutto se confrontati con la storia passata quando si sono preannunciate flessioni o ribassi del mercato.

Le lezioni da apprendere sono comunque molte. La prima è la diversificazione dei partner bancari: anche con le normative successive al 2008, i clienti istituzionali (e non) cercheranno di diversificare i loro partner bancari per limitare il rischio, se non lo stanno già facendo. Come si può vedere da alcuni dei documenti rilasciati dalle società dopo il crollo di SVB, molti non hanno affidato i loro depositi a un unico istituto: erano in gran parte distribuiti tra altri partner bancari. Questa strategia sarà ulteriormente rafforzata dopo questi eventi.

C’è poi la questione della diversificazione della clientela bancaria: dopo quello che è accaduto a Silvergate (clientela di società dell’industria cripto) e SVB (clientela di società venture-backed), gli istituti bancari potrebbero essere ancora più propensi alla diversificazione della base di clienti. Certo, una base di clienti concentrata può produrre riconoscibilità del brand, fedeltà e, in ultima analisi, importanti rendimenti nei periodi di boom, ma le conseguenze nei periodi di crisi possono essere significative o, in casi estremi come questi, portare al fallimento.

Nel complesso, al di là delle perdite degli investitori, gli eventi di SVB potrebbero non avere un impatto economico significativo. Le startup, sia nella Silicon Valley che altrove, potrebbero avere problemi a breve termine: il funding – visto anche l’attuale contesto di mercato – potrebbe temporaneamente inaridirsi, con gli investitori che valutano i rischi di quanto accaduto.

A livello di mercato l’impatto potrebbe essere isolato al settore finanziario, con alcune banche potenzialmente scambiate a sconto nel prossimo futuro. Tuttavia, come abbiamo già detto, non sembrano esserci grosse crepe nell’economia. Le società non redditizie e in fase di pre-redditività sono già state oggetto di scrutinio da parte del mercato negli ultimi due anni, ed è probabile che un evento come questo dia credito alla teoria secondo cui le società di migliore qualità se la caveranno meglio. I grandi istituti bancari diversificati, come JP Morgan e Bank of America, potrebbero risultare vincenti in scenari come questo, se le banche più piccole, più concentrate o regionali vedessero allontanarsi opportunità di business. Nel complesso, però, è improbabile che gli eventi degli ultimi giorni portino a un rischio macro o a un “cigno nero”.

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.it

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.