GraniteShares : Sulle tensioni Usa-Cina riguardo Taiwan. Nel breve termine, il mercato si è scrollato di dosso il rischio immediato di qualsiasi conflitto militare, facendo quindi salire le azioni statunitensi.
Will Rhind, CEO e fondatore di GraniteShares
Il quadro a lungo termine è più complicato e di conseguenza potrebbe vedere un deliberato calo del commercio taiwanese vero la Cina. La Cina è il principale partner commerciale di Taiwan e rappresenta circa il 30% del totale delle esportazioni taiwanesi. Gli Stati Uniti sono i secondi più grandi con circa il 15%. Se la Cina dovesse farlo, ciò eserciterebbe pressioni sul mercato taiwanese e sull’economia in generale. Se le linee di approvvigionamento da Taiwan saranno interessate da esercitazioni militari cinesi o altre attività nell’area, ciò potrebbe esacerbare i problemi della catena di approvvigionamento esistenti in particolare in relazione ai semiconduttori e potrebbe influenzare le principali aziende come Apple e le case automobilistiche che fanno affidamento sui chip taiwanesi.
Sul meeting OPEC+
L’OPEC+ ha concordato un piccolo aumento della produzione di 100.000 barili al giorno, a partire da settembre. Questo non farà molta differenza in termini di prezzo del petrolio poiché l’aumento è marginale. Il problema principale rimane che l’offerta è limitata e la domanda è il vero fattore di oscillazione, ovvero una domanda inferiore dovuta al rallentamento della crescita e all’aumento dell’inflazione. Le compagnie petrolifere sono ben posizionate e stanno realizzando profitti record attuando grandi riacquisti di azioni e enormi distribuzioni di dividendi. La domanda di petrolio non si è ancora ripresa dai livelli del 2019 (pre-pandemia) e l’offerta rimane limitata.
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Fonte: ETFWorld.it








