Quest’anno attesa flebile ripresa economica: Faticosa uscita dalla spirale recessiva da parte dell’Italia. La terza maggiore economia dell’area euro ha iniziato l’anno…
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Analisi a cura di RBS
con Pil nuovamente in lieve contrazione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nei confronti del primo trimestre del 2013, non dando seguito al primo segno più da oltre due anni evidenziato nell’ultimo scorcio del 2013. Timido segnare positivo sul fronte dei consumi con le spesa delle famiglie residenti in aumento dello 0,1%, in espansione per la prima volta dal quarto trimestre del 2010. Inizio d’anno zoppicante che mette a serio rischio il target di crescita per l’intero 2014 posto dal governo a +0,8%. Le principali istituzioni internazionali hanno già rivisto al ribasso le previsioni per l’intero 2014 con Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Commissione Europea e Bankitalia che hanno tutte una stima di +0,6% per il Pil italiano. Ancora più bassa la proiezione del consensus Bloomberg che è +0,4%.
Da produzione e bonus Irpef sponda per ripartenza
Indicazioni migliori dovrebbero comunque arrivare nel secondo trimestre dell’anno con segnali incoraggianti arrivati soprattutto dalla produzione industriale che aprile è cresciuta dello 0,7% mensile e dell’1,6% annuo, ossia il maggior progresso tendenziale dall’agosto 2011. I consumi dovrebbero invece trovare parzialmente sponda nell’effetto del Bonus Irpef da 80 euro mensili varato dal governo Renzi a partire da maggio per i redditi fi no a 26 mila euro. Fatica a riprendersi il mercato del lavoro con il tasso di disoccupazione fermo al 12,6% ad aprile, non lontano dai picchi storici al 12,8% toccati lo scorso autunno. Disoccupazione “a livelli inaccettabili” secondo il Fmi che a termine della consueta missione annua nel nostro Paese ha caldeggiato provvedimenti “rapidi e coraggiosi” che portino ai “cambiamenti strutturali profondi necessari per rendere l’Italia un paese più dinamico” capace di affrontare un contesto caratterizzato da una ripresa “ancora fragile”.
Le deboli prospettive di crescita frenano anche le agenzie di rating con Standard & Poor’s che ha confermato l’outlook negativo sul Belpaese proprio alla luce dei rischi per il bilancio pubblico derivanti dalle basse prospettive di crescita. La maggiore agenzia di rating al mondo ha indicato una probabilità del 33% che la valutazione venga tagliata entro il 2015.
Piazza Affari regina d’Europa
Il primo semestre del 2014 si appresta ad andare in archivio con Piazza Affari che vanta un saldo positivo a doppia cifra
(+16% circa), la migliore tra le principali Borse europee. Negli ultimi 12 mesi l’indice Ftse Mib vanta un saldo positivo di oltre il 40 per cento. Negli ultimi mesi l’azionario italiano ha beneficiato del sostanziale calo dei rendimenti dei titoli di Stato in scia all’esito delle elezioni europee che hanno visto una netta affermazione del Pd, il partito del premier Matteo Renzi; inoltre l’azione espansiva della Bce ha contribuito ad abbassare il costo del debito con il rendimento del Btp de-cennale ai minimi storici sotto il 3%. Tra le big di Piazza Affari i primi sei mesi dell’anno hanno visto primeggiare il comparto bancario con Banca Mps, che sta portando avanti un maxi-aumento di capitale da 5 miliardi di euro, in progresso di oltre il 90% . Seguono Bpm (+67%) e Ubi Banca (+40%). Rally del 40% circa anche per Enel che si appresta a implementare il piano di dismissioni da oltre 4 mld di euro volto a raggiungere il target 2014 di riduzione debito.
Fonte: ETFWorld.it






