Unione economica con Russia e Bielorussia: Il Kazakhistan è una delle protagoniste della nascita dell’Unione economica euroasiatica. Il paese, insieme a Bielorussia e Russia, ha firmato a fi ne maggio il trattato che ha dato vita al…
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Analisi a cura di RBS
mercato comune economico tra i tre Paesi con la libera circolazione di prodotti, servizi, capitali e lavoratori. Inoltre i tre paesi metteranno a punto una politica comune in alcuni settori chiave (energia, industria, agricoltura e trasporti). E proprio il Kazakhistan rivestirà un ruolo decisivo nell’ambito energetico e minerario. Il paese asiatico è uno dei principali esportatori al mondo di risorse energetiche e minerarie, con numerosi giacimenti petroliferi che negli ultimi anni hanno attirato molti investimenti esteri, tra cui l’italiana Eni e la francese Total, coinvolte entrambe nel giacimento di Kashagan, la scoperta più importante degli ultimi trent’anni.
Congiuntura in rallentamento: Un’unione che potrebbe sostenere e ridare slancio all’economia kazaka che ha chiuso il 2013 con una solida crescita pari a circa il 6%, ma è vista in leggero rallentamento nel corso del 2014 così come già evidenziato primi tre mesi dell’anno con crescita annua del 3,8 per cento. Le previsioni indicano un Prodotto interno lordo (Pil) al 5,1%, un moderato calo che rifl ette la perdita di fiducia da parte degli investitori a causa delle tensioni regionali, una più debole domanda delle economie emergenti, e una minore crescita nel settore minerario.
“L’economia del Kazakistan è inoltre vulnerabile ad ulteriori sviluppi sfavorevoli in Russia e Ucraina, visto il forte legami commerciali e finanziari con la Russia”, sottolinea il Fondo monetario internazionale. Nonostante le vulnerabilità di breve termine, le prospettive di medio termine del Kazakistan sembrano promettenti. Nel 2014, la World Bank si attende un Pil del Kazakhistan intorno al 5,5%, sostenuto dai miglioramenti nel saldo commerciale con l’estero, mentre nel medio termine l’economia continuerà a crescere grazie all’espansione del settore petrolifero”. Già a partire dal 2015 sia il Fondo monetario internazionale sia il consenso Bloomberg indicano una crescita del Pil oltre il 6%.
Continua a far discutere la decisione della National Bank of Kazakhistan dello scorso febbraio di svalutare di quasi il 20% il tenge. Se per le autorità questa mossa era indispensabile per migliorare la competitività delle esportazioni, tassello fondamentale dell’economia del Paese, per alcuni esperti la svalutazione della moneta nazionale potrebbe quest’anno impattare negativamente sulla domanda interna. Post svalutazione da monitorare anche le spinte inflazionistiche, anche se le autorità hanno già detto di essere decise a mantenere i prezzi al consumo entro il target fissato dalla banca centrale del 6-8 per cento.
Borsa riprende slancio: Dopo un avvio d’anno caratterizzato dalle vendite la piazza finanziaria kazaka è tornata a percorrere la strada dei rialzi, pur mantenendosi lontana dai massimi segnati nella prima parte del 2013. Nonostante le deboli prospettive economiche il Kazakh Traded Index, che raggruppa le maggiori società che svolgono le attività operative principali in Kazakistan ma sono quotate sulla Borsa di Londra, ha registrato una crescita a doppia cifra e superiore al 13%.
Fonte: ETFWorld.it






