Oro, domanda record in arrivo da Pechino


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Payrolls innescano ritracciamento dei prezzi: Le quotazioni dell’Oro ritracciano dai massimi da oltre quattro mesi. Dopo aver capitalizzato l’indebolimento della crescita statunitense, la forza della domanda cinese e le tensioni geopolitiche, il metallo giallo ha parzialmente….

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ritracciato a seguito della pubblicazione dei dati migliori delle attese relativi al mercato del lavoro statunitense. A febbraio il saldo delle buste paga nei settori non agricoli è risultato positivo per 175 mila unità, 25 mila in più rispetto al consenso. Dopo due risultati deludenti attribuibili alle difficili condizioni meteorologiche, la crescita sopra le stime delle payrolls permetterà alla Federal Reserve di proseguire il piano di progressiva riduzione degli stimoli monetari (che negli ultimi anni hanno rappresentato un formidabile alleato del metallo giallo). Nonostante l’incertezza delle ultime sedute, il sentiment sull’Oro si conferma moderatamente rialzista: a febbraio l’oro fisico detenuto nei forzieri del maggior Etf sull’Oro fi  sico, lo Spdr Gold Trust, ha fatto registrare la performance migliore dal settembre 2012 e le posizioni nette lunghe (differenza tra contratti rialzisti e ribassisti) sull’Oro nella settimana al 25 febbraio sono salite ai massimi dal dicembre del 2012 (fonte Cftc).
Pechino primo consumatore del metallo giallo
Secondo le statistiche diffuse a metà febbraio dal World Gold Council (Wgc), la contrazione della domanda da investimento nel 2013 ha fatto segnare alle richieste complessive un calo del 15% a 3.756 tonnellate. Numeri da record per la domanda in arrivo da Pechino che, salita del 32% a 1.066 tonnellate, ha permesso al dragone di diventare il primo acquirente mondiale del metallo prezioso a scapito dell’India (+13% a 975 tonnellate), falcidiata dalla svalutazione della rupia e dalle misure dell’esecutivo per migliorare il saldo delle partite correnti. “La Cina è 10 anni indietro rispetto all’India per quanto riguarda deregolamentazione e crescita della domanda”, ha rilevato Marcus Grubb, amministratore delegato del Wgc. Per Pechino, continua Grubb,  “sarà diffi  cile replicare la performance registrata nel 2013 anche se lo stock di oro cinese è meno della metà di quello indiano e quindi riteniamo che si siano ampi margini di crescita”. L’interesse cinese per il mercato dell’Oro è evidente anche dall’indiscrezione riportata dal Financial Times secondo cui la South Africa Standard Bank, in procinto di vendere la divisione londinese all’Industrial and Commercial Bank of China, potrebbe acquistare il posto lasciato libero da Deutsche Bank al tavolo dove avviene il “fi  xing” del metallo giallo, il processo di fissazione del prezzo ufficiale. Riflettori puntati su KievI prezzi del bene rifugio per eccellenza nel breve potrebbero capitalizzare il ritorno dell’avversione al rischio alla luce del voto favorevole all’annessione alla Federazione russa da parte del parlamento della Crimea. Per quanto riguarda i fondamentali, dopo l’avanzo di 417 tonnellate del 2013, “nell’anno corrente – si legge nel report dell’Economist Intelligence Unit datato 12 febbraio – il surplus è destinato a ridursi in scia della forza della domanda in arrivo dall’industria dei gioielli e della stabilizzazione del mercato degli Etf”. Secondo gli esperti dell’autorevole testata britannica i prezzi medi dell’Oro nel 2014 e nel 2015 si attesteranno rispettivamente a 1.245 e a 1.254 dollari l’oncia, circa  il 7% in meno rispetto ai livelli attuali.

Fonte: RBS


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