BRASILE BANDIERA

La Francia ottiene più tempo per rientro deficit e punta a uscire subito dalla recessione


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Dubbi su ritorno repentino alla crescita
La ricaduta recessiva sancito dal calo del Pil anche nei primi tre mesi del 2013 non fa dormire sonni tranquilli in riva alla Senna. La Francia ha bissato nel primo trimestre dell’anno il -0,3% t/t fatto segnare nell’ultimo scorcio del 2012

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 The Royal Bank of Scotland plc


entrando così in recessione tecnica. La Banque de France stima comunque un pronto ritorno alla crescita nel trimestre in corso indicando un +0,1% del Pil, previsioni in linea con quanto indicato dal governo transalpino. Il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici, si è inoltre detto fiducioso in merito ad un possibile calo del tasso di disoccupazione entro la fi  ne del 2013. Per l’intero 2013 il governo francese prevede un fl  ebile progresso dell’economia dello 0,1%, mentre segno meno è indicato da Ocse (-0,3%) e Fondo Monetario Internazionale (-0,2%).
Nell’ultimo rapporto sulla Francia il Fmi ritiene che la persistente incertezza degli indicatori economici posticiperà la ripresa dell’economia transalpina alla seconda metà del 2013. L’istituto di Washington ha anche tagliato le previsioni per il 2014 a un +0,8% rispetto al +0,9% pronosticato in precedenza.

Due anni in più da Bruxelles per riportare defi  cit sotto 3%
La debole congiuntura ha reso più impervio il percorso di risanamento dei conti pubblici.  Parigi ha così ottenuto dalla Commissione Europea più tempo per riportare il deficit di bilancio sotto la soglia del 3% e uscire così dalla procedura d’infrazione. La Francia dovrà porre fi  ne alla situazione di disavanzo eccessivo entro il 2015 al più tardi con un disavanzo nominale che secondo le stime di Bruxelles dovrebbe passare dal 3,9% del Pil nel 2013, al 3,6% nel 2014 e infi  ne al 2,8% nel 2015. Parigi avrà quindi la possibilità di proseguire con maggior calma nel percorso di risanamento dei conti pubblici evitando un ulteriore inasprimento dell’austerity che rischiava di aggravare la già debole congiuntura della seconda economia dell’area euro. La proroga è arrivata proprio a ridosso del vertice Parigi-Berlino dove la Germania ha ribadito la propria posizione circa la necessità di non abbandonare le politiche di rigore. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ritiene infatti che la proroga non vuol dire che la Francia può concedersi di frenare nel processo di riforme e riduzione del defi  cit di bilancio.

Cac 40 ritraccia, settore auto fatica a ripartire
Dai massimi toccati il 22 maggio, l’azionario francese ha ceduto circa il 6% anche se il saldo 2013 rimane positivo del 5% con Eads che è salita quest’anno di oltre il 46%, seguita da Renault con +40% nonostante l’andamento zoppicante del settore auto. A maggio le immatricolazioni di nuove auto hanno segnato un calo a doppia cifra (-10,3%). La Comité des Constructeurs Français d’Automobiles (Ccfa), l’associazione francese dei costruttori, prevede che l’anno si chiuda con un calo dell’8% anche se segnali di ripresa potrebbero arrivare nei prossimi mesi in scia al lancio di nuovi modelli da parte delle case transalpine. Peugeot-Citroen (-8,2% le vendite a maggio) e Renault (-16,5%) puntano perciò a ritrovare smalto anche se soprattutto la prima continua a bruciare cassa dopo i -2,5 miliardi di euro del 2012  e le ultime voci parlano del rischio della necessità di un nuovo aumento di capitale dopo quello del marzo 2012.


The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.


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