La ripresa nei paesi emergenti è stata notevole e, malgrado un rallentamento, la crescita dovrebbe rimanere sostenuta sia nel 2011 che nel 2012. Il vigore della domanda in questi Paesi ha portato ad un marcato rialzo dei prezzi delle materie prime e, in particolare, di quelle agricole. Data l’importanza dei beni alimentari nelle dinamiche di consumo dei Paesi emergenti, questo rialzo ha spinto al rialzo l’inflazione. Nel medio termine, ad ogni modo, il rallentamento dell’aumento dei prezzi agricoli, unitamente all’apprezzamento tendenziale delle monete emergenti, dovrebbero contenere l’inflazione di questi Paesi…..
a cura di Dexia Asset Management
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Negli Stati Uniti, l’economia è chiaramente ripartita. La ripresa dallo choc del 2008 continuerà a sostenere la crescita nel 2011. Anton Brender, Capo Economista di Dexia Asset Management sottolinea che: «le esportazioni dovrebbero beneficiare in particolare della crescita mondiale e della debolezza del dollaro; la ripresa della domanda dovrebbe inoltre stimolare le aziende a perseguire il piano di investimenti in attrezzature». Persino l’investimento residenziale dovrebbe ripartire… tuttavia da livelli estremamente depressi. La pressione al ribasso sui prezzi immobiliari dovrebbe comunque perdurare, fintantoché le condizioni d’accesso al credito immobiliare rimangono difficili. La riduzione dell’indebitamento degli individui e delle famiglie dovrebbe proseguire in linea con stabilizzazione del tasso di risparmio. La spesa per i consumi dovrebbe di conseguenza progredire allo stesso ritmo del loro reddito che, inizialmente ha beneficiato di una riduzione del pagamento di contributi sociali, e che attualmente è sostenuto dalla ripresa dell’occupazione.
Sfortunatamente, il rialzo del prezzo della benzina è andato a rallentare la progressione del reddito in termini reali. Nel 2012, con una stretta di budget moderata, la crescita decelererà leggermente – dal 2,7% al 2,5% –, con un tasso di disoccupazione che scenderà gradualmente. In questo contesto, la Federal Reserve resterà accomodante, pur sorvegliando attentamente le anticipazioni di inflazione.
Nel 2010, le performance economiche sono state molto diseguali nell’area euro… in parte a causa delle differenze nelle politiche di bilancio. Eppure, per l’eurozona nel suo insieme, la ripresa sembra divenire quasi auto-sostenuta. L’attività economica è guidata dalle esportazioni e gli investimenti produttivi sono in progressiva crescita. Il miglioramento atteso del mercato del lavoro e una moderazione dell’inflazione nel 2012 permetterebbero finalmente un‘accelerazione moderata dei consumi. In generale, malgrado le restrizioni sui piani di bilancio, nel 2011 la crescita si avvicinerà al 2%. Con una crescita nuovamente a livelli normali e con aspettative inflazionistiche al rialzo, la BCE sarà costretta ad un innalzamento dei tassi… ma con prudenza, onde evitare un forte apprezzamento dell’euro!
La crisi del debito sovrano è ben lungi dall’essere risolta. Da qualche mese, la Spagna è riuscita ad affrancare il proprio premio di rischio da quelli degli altri Stati «periferici». Ma il mantenimento di una crescita sufficiente rimane la chiave di accesso per reperire fondi sul mercato finanziario.. Oggi, la Grecia é, da questo punto di vista, in una posizione molto sfavorevole che alimentano le voci di un’imminente ristrutturazione del suo debito. Florence Pisani, Economista di Dexia AM, precisa che: «una tale ristrutturazione, soprattutto se dovesse comportare una cancellazione dei debiti , potrebbe essere molto rischiosa: il Portogallo e l’Irlanda conoscerebbero rapidamente la stessa evoluzione e la Spagna si troverebbe allora direttamente nel mirino dei mercati… ».
Fonte: IFAWorld – Dexia Asset Management







