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Analisi dei principali tassi di cambio


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La settimana sui mercati valutaria si è aperta con la dichiarazione da parte del presidente Obama della cattura e conseguente uccisione di Osama Bin Laden. Logicamente tale notizia ha avuto subito delle ripercussioni sul mercato, in particolare sulla valuta statunitense. L’effetto tuttavia è stato solo passeggero in quanto….


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dopo una prima reazione rialzista (in cui il cross euro/dollaro ha ragiunto un minimo intraday di 1,4763), il biglietto verde è ritornato sui livelli di apertuta confermando la debolezza di fondo dovute alle prospettive di tassi Us a livelli estremamente bassi ancora a lungo. L’euro è stato favorito dal riscontro positivo arrivato dall’indici Pmi dell’eurozona che ad Aprile è salito a 58 punti, mentre il corrispondente dato americano è sceso, seppur meno delle previsioni, a 60,4 punti. L’indice che misura l’andamento del dollaro nei confronti di un paniere di valute è ritornato vicino ai minimi a tre anni intorno ad area 72,77 toccata nella precende settimana. Apre la settimana in calo la sterlina sia contro l’euro che il dollaro. Questo a causa delle parole del governatore della BOE Mervin King al parlamento Europeo , secondo le quali il livello di debito pubblico non sarà un problema risolvibile a breve, motivo per cui i tassi rimarranno a livelli molto bassi. Un andamento speculare a quello dell’oro si è verificato sul mercato delle commodities. Dopo le vendite in mattinata e il rimbazo seguente, l’oro e il Brent hanno chiuso rispettivamente in ribasso a 1545 dollari l’oncia e 113,55 dollari il barile.

Nella giornata di martedi l’euro è arrivato vicino al massimo degli ultimi 17 mesi, femandosi comunque a 1,4890 spinto al rialzo dall’esito del dato PPI dell’Eurozone che ha messo a segno un rialzo mensile dello 0,7% rispetto 0,1% del consenso. Ache dall’economia anericana arrivano notizie positive con un aumento degli ordini industriuali di marzo che aumentano del 3%. Altro importatante calo della sterlina sia contro il dollaro ( da 1,66 a 1,64 gbp/usd) sia contro l’euro ( da 0,8880 a 0,9000 eur/gbp). Dopo le parole di preoccupazione del giorno precedente da parte del govenatore della BOE, ha pesato sulla moneta britannica il pessimo dato sul PMI manufatturiero di aprile che ha deluso fortemente il mercato scendendo da a 56,7 a 54,6 punti quando invece le aspettative erano stabili. In calo anche il dollaro australiano che chiude la giornata che chiude 1,0834 dollari e 1,3548 contro euro. Durante la giornata la Reserve Bank of Australia ha confermato il tasso di riferimento del Paese al 4,75%. Secondo il governatore della RBA, Glenn Stevens, il recente apprezzamento della valuta locale dovrebbe aiutare a contenere la dinamica inflazionistica.

Mercoledi’ la notizia principale è stato il via libera al pacchetto di aiuti al Portogallo, da parte dell’Unione Europea, la Banca Centrale e il Fondo Monetario Internazionale, per un imoporto totale di 78 miliardi in 3 anni. A fronte di tale aiuto è stato richiesto un calo del deficit /pil fino al 5,9% nel 2011, al 4,2% nel 2012 e inferiore al 3% nel 2013. Ciò nonostante il cambio euro dollaro ha chiuso invariato a 1,4822. Sul fronte macroecomoico si è registrata una contrazione a 52,8 punti al di sotto sia dei 57 del precedente mese che a 57,4 punti punti come il consenso. Anche la stima dei lavoratori ADP è risultata inferiore alle attese (179mila posti di lavoro contro un consenso di 198mila). Sotto le attese anche il dato europeo sulle vendite al dettaglio (-1.0% contro un consensus del -0.1%).

Giovedi l’interesse degli investitori interanzionali era focalizzato sulla conferenza stampa dopo la comunicazione del tasso di interesse della Banca Centrale Europea. Era scontato per gli operatori che tale tasso non sarebbe stato variato durante questo incontro, ma comunque, ci si attendeva un segnale forte da Trichet riguardo un rialzo nel mese di giugno. Il govenatore invece ha lasciato intendere che non vi è nessuna urgenza. Da queste parole si può evincere che, anche se i rischi riguardo l’inflazione non sono sottovalutabili, l’incertezza sul quadro economico rimane talmente elevata da costringere la commissione ad analizzare la situazione volta. Il mercato , che già scontava un rialzo dei tassi nel mese precedente, ha fatto scivolare il cross crontro il dollaro dal massimo intraday di 1,4899 a 1,4542. La debolezza dell’euro si è notata anche nei confronti della sterlina passando da 0,90 a 0,88 EUR/GBP. In Gran Bretagna la Bank of England ha annunciato, a seguito della riunione, di aver lasciato i tassi stabili (cosa che era già stata praticamente preannunciata da Governatore King lunedì al parlamento europeo). Le prospettive di tassi estremanete bassi insieme all’ennesimo dato negativo (PMI servizi 54.3 contro 57.1 del mese precedente) hanno affossato il cable portandolo da 1,65 a 1,63. Lo yen si è rafforzato arrivando fino a quota 79,57 USD/JPY.

La settimana viena chiusa con i dati provenienti dal mercato del lavoro americano. Nell’ultimo mese il saldo negativo delle buste paga del settore non agricolo (non farm payrolls) ha registarto un saldo posito di 244000 unità decisamente migliore rispetto a quanto pronosticato dagli analisti (+185000). Tale dato, il migliore da due anni a questa parte, ha fatto passare in secondo piano l’incremento dello 0.2% del tasso di disoccupazione (che ora si attesta al 9%). Questi dati hanno fattoo incrementari i guadagni del dollaro che dopo la pubblicazione era 1,4460 contro euro e 80,92 yen. Un tasso di disoccupazione migliore del previsto (7.6% contro 7.6%) è un saldo delle buste paghe nel mese di aprile posivo per 58300 unità ha fatto registrare l’apprezzamento della moneta canadese. Anche il dollaro australiano si è apprezzata contro euro e dollaro a nonostante la banca centrale abbia confermato il costo del denaro a 4,25% le stime di inflazione siano salite al 3,25%.

Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

Settimana di forti ribassi per la valuta Europea nei confronti del dollaro Americano. La mancata rottura rialzista dell’area 1.4900 ha decisamente spinto al ribasso l’Euro sulla scia delle dichiarazione del presidente della BCE. Il cedimento del supporto in area 1.4760 ha scatenato una violenta ondata di vendite che ha riportato il cross sui supporti di Aprile in area 1.4320. Possibile un primo movimento di Pull Back rialzista con obiettivo l’area 1.4520 prima e 1.4760 dopo. Il trend primario rimane inpostato rialzista come dimostra l’inclinazione della MM200 periodi. Fare attenzione al supporto in area 1.4320 che se dovesse cedere porterebbe ad un nuovo flusso di vendite con obiettivi l’area 1.4240 prima e 1.4160 successivamente.

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Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.4320

1.422

1.416

Resistenze

1.4520

1.476

1.49


Dollaro – Yen

Violentissimo ribasso del cross EURJPY che in sole 2 giornate riesce a crollare di oltre 400 pips. Il trend di breve e medio periodo rimane impostato negativamente come confermato dalla serie di minimi e massimi decrescente. Possibile un rimbalzo tecnico nelle prossime ore che potrebbe riportare l’Euro a testare le resistenze poste in area 116.60 prima e 117.40 successivamente. Solo la rottura rialzista di quest’ultimo livello potrebbe riportare il Cross a contatto con la trend line ribassista in area 120.20 livello dove ripartirebbero le vendite di Euro. Importante la tenuta del supporto posto a 115.20 sotto al quale si andrebbe a testare prima l’area 114.50 e successivamente 113.80.

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-2
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

115.20

114.5

113.8

Resistenze

116.60

117.4

120.2


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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