NASDAQ COMPOSITE (Cls 2789): il rally in essere dai minimi di fine agosto a 2100 ha portato le quotazioni a superare in gap-up i precedenti massimi 2010 (toccati il 26 aprile) a ridosso di 2535, con un rialzo di circa il 35% (nuovo massimo 2840,51 il 18.02.2011, molto vicino ai massimi dell’ottobre 2007 a 2861).
Per le prossime settimane. Dal picco del 18 febbraio a 2841 l’indice ha iniziato a perdere spinta e, dopo il forte gap-….
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down del 22.02, è sceso velocemente a 2705 per poi risalire a 2800 e quindi riprendere la discesa portandosi al test del supporto a ridosso di 2600 (minimo 2603,50 il 16.03). Il forte rimbalzo delle ultime 3 settimane ha riportato le quotazioni al di sopra dell’area 2700/25, dando così un buon segnale di tenuta. Un assestamento al di sopra di 2765 allontanerebbe il rischio di una ripresa del movimento correttivo, ma la prossimità dei massimi in area 2840/60 dovrebbe ostacolare la prosecuzione della salita. Un segnale di rinnovata debolezza si avrebbe comunque solo al di sotto di 2700; le vendite riprenderebbero poi in modo convinto al di sotto di 2640/75, per un nuovo test dell’area 2565/95, sotto cui (prematuro) l’obiettivo sarebbe costituito dal supporto critico in area 2460-2500, dove dovrebbero comunque riprendere gli acquisti.
Volatilità implicita Vxn: 20,05. Il trend ribassista della volatilità ha toccato un minimo il 18.01 a 16,32, in corrispondenza dei minimi dell’aprile 2010. Dopo il forte rialzo del 22.02 (+30,6%) la volatilità si è spinta al test della resistenza critica in area 25,50-26,15 (max 26,14 il 23.02), per poi scendere a 19,87 (il 04.03) e nuovamente risalire verso i massimi (max 25,62 il 10.03). L’instabilità della volatilità a partire dal 22.02 ha segnalato un nervosismo crescente, come confermato dal superamento in accelerazione dei precedenti massimi a 25,62 (nuovo max 32,46 il 16.03). La veloce ridiscesa dai massimi del 16 marzo a 32,46 (min 18,42 il 01.04) fornisce un segnale di rasserenamento (conferma sotto 19,70-20,00, in fase di test). Rinnovate tensioni sopra 26,00/60 e quindi sopra 28,40, con conferma sopra 30,70 (prematuro), per un test dei massimi a 32,46.
STRATEGIA esposizione: 175/200. Possibili vendite (25/200) su salite in area 2850/80 e quindi (50/200) in area 3010/40. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 2540/70, poi in area 2470-2500 e quindi (50/200) in area 2390-2420.
DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE (Cls 12400): il rialzo partito dai minimi di fine agosto a ridosso di 9950 ha condotto le quotazioni a superare i precedenti massimi 2010, toccati il 26 aprile, a 11258. Il rally si è spinto fino a toccare un picco il 18.02.2011 a 12391,29 (+24% da fine agosto).
Per le prossime settimane. Dal picco del 18 febbraio a 12391 l’indice ha iniziato a perdere spinta, per poi accelerare al ribasso alla perforazione di 12000, con un minimo a 11555 il 16 marzo. Il forte rimbalzo delle ultime 3 settimane ha riportato le quotazioni sui massimi a 12391, superandoli marginalmente (nuovo massimo 12419,71 il 1° aprile). Sopra i massimi sono possibili estensioni verso la forte resistenza a 12750, dove dovrebbe comunque esaurirsi il movimento rialzista. Debolezza sotto 12050/150; le vendite riprenderebbero però solo al di sotto di 11750/900, per un test dei minimi a 11550, la cui perforazione (prematuro) spingerebbe l’indice verso il forte supporto in area 11200/250 (ext 10900).
STRATEGIA esposizione: 175/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 12650/850, in area 13100/300 e quindi in area 13800-14000. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 11350/550 e quindi in area 10850-11050.
S&P’s 500 (Cls 1333): dai minimi di fine agosto a ridosso di 1040 è partito un rally che ha portato le quotazioni a superare i precedenti massimi 2010, toccati il 26 aprile, a 1220. Il rally si è spinto fino a toccare un picco il 18.02.2011 a 1344,07 (+29% da fine agosto).
Per le prossime settimane. Dal picco del 18 febbraio a 1344 l’indice ha iniziato a perdere spinta, per poi accelerare al ribasso alla perforazione di 1295, con un minimo a 1249 il 16 marzo. Il forte rimbalzo delle ultime 3 settimane ha riportato le quotazioni in prossimità dei massimi a 1344. La tenuta del supporto a 1305 allontana il rischio di una ripresa del movimento correttivo, ma la prossimità dei massimi a ridosso di 1345 dovrebbe ostacolare la prosecuzione della salita (resistenza successiva 1425, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite). Un segnale di rinnovata debolezza si avrebbe al di sotto dell’area 1270/90, per un test dei minimi a 1249, la cui perforazione (prematuro) spingerebbe l’indice verso il forte supporto in area 1220/30 (ext verso il supporto critico in area 1165/75).
Volatilità implicita Vix: 17,50. Il trend ribassista della volatilità ha toccato un minimo il 14.02 a 15,22, in corrispondenza dei minimi dell’aprile 2010. Dopo il forte rialzo del 22.02 (+26,6%) la volatilità si è spinta al test della resistenza in area 22,60-23,25 (max 23,22 il 23.02), per poi ridiscendere a 17,63 (il 01.03) e nuovamente risalire verso i massimi (max 22,25 il 10.03). L’instabilità della volatilità a partire dal 22.02 ha segnalato un nervosismo crescente, come confermato dal superamento in accelerazione dei precedenti massimi a 23,22 (nuovo max 31,28 il 16.03). La veloce ridiscesa dai massimi del 16 marzo a 31,28 (min 16,44 il 01.04) fornisce un segnale di rasserenamento (conferma sotto 17,60, in fase di test). Rinnovate tensioni sopra 24 (prematuro) e quindi sopra 25-27, con conferma sopra 28-29,40, per un test dei massimi a 31,30.
STRATEGIA esposizione: 175/200. Possibili vendite (25/200) su salite in area 1365/85 e quindi (50/200) in area 1410/30. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 1205/25 e quindi in area 1165/85.
DJ EuroStoxx50 – FTSE/MIB
DJ EUROSTOXX50 (Cls 2956): dai minimi di fine agosto a 2560 è iniziato un movimento rialzista, con un’accelerazione a partire dall’11 gennaio, dopo il test del supporto a 2775. Il rally si è spinto fino a toccare un nuovo massimo il 18.02.2011 a 3077,24, superando marginalmente i massimi 2010 (toccati l’11.01.10 e nuovamente il 16.04.10) in area 3025/45. Per le prossime settimane. Dal massimo del 18.02 a 3077 l’indice ha iniziato a perdere spinta per poi accelerare al ribasso alla rottura del supporto a 2920, con un minimo il 16 marzo a ridosso di 2720. Il veloce rimbalzo delle ultime 3 settimane ha riportato le quotazioni al di sopra di 2900, dando così un buon segnale di tenuta; la prossima resistenza è individuabile in area 3000/40, il cui superamento riproporrebbe il test dei massimi a 3077, con estensioni verso la resistenza critica a 3150, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite. Un segnale di rinnovata debolezza si avrebbe al di sotto del supporto a 2850 e le vendite riprenderebbero in modo convinto al di sotto di 2800, per un test dei minimi in area 2700/20, la cui perforazione (prematuro) spingerebbe
l’indice verso il supporto critico in area 2615/35, dove dovrebbe comunque esaurirsi il movimento correttivo.
STRATEGIA esposizione: 200/200, incrementata (25/200) a 2815 (area 2800/30) ed a 2755 (area 2740/70). Possibili vendite (50/200) su salite in area 3130/60. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 2650/80, in area 2560/90 e quindi (50/200) in area 2440/70.
FTSE/MIB (Cls 22008): dai minimi del 30.11.10 a ridosso di 19000, con un’accelerazione dall’11 gennaio 2011 dal supporto a quota 20000, è iniziato un forte rialzo che ha portato le quotazioni a toccare un picco il 18 febbraio a ridosso di 23300 (comunque ancora al di sotto dei massimi 2010, toccati l’11.01, a ridosso di 24050).
Per le prossime settimane. Dal massimo del 18 febbraio a 23274 l’indice è velocemente ripiegato verso 21650, la cui rottura ha provocato un’accelerazione ribassista esauritasi nel minimo del 16 marzo a ridosso di 20800. Le quotazioni sono quindi risalite verso 22150 per poi assestarsi sotto tale livello e al di sopra di 21600. Finché l’indice staziona al di sotto di 22600 il tono di fondo rimane fragile, anche se un segnale di ripresa delle vendite si avrebbe solo alla perforazione di 21600, con conferma sotto 21450, con primo obiettivo l’area 21100/200 e quindi i minimi del 16 marzo a 20800. La perforazione di 20800 provocherebbe un’accelerazione ribassista verso il forte supporto a 20000 e quindi (prematuro) a testare il supporto critico in area 18800-19000. Un segnale di ripresa degli acquisti si avrebbe solo al superamento della resistenza a 22600, per un nuovo test dei massimi a 23300, sopra cui (poco probabile) l’obiettivo sono i massimi dell’ottobre 2009-gennaio 2010 in area 24050/550, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite.
STRATEGIA esposizione: 200/200, incrementata (50/200) a 21150 (area 21050/250). Possibili vendite (50/200) su salite in area 23400/600 e quindi in area 24050/250. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 20050/250 e quindi in area 19100/300.
NIKKEY225 (Cls 9616): negli ultimi mesi dello scorso anno, con un’accelerazione da inizio novembre, sono tornati gli acquisti che hanno spinto l’indice al di sopra della resistenza critica a 10250, con un massimo a 10891,60 il 17.02.2011. L’indice ha quindi iniziato a perdere spinta, per poi accelerare al ribasso alla perforazione di 10180/350 – sull’onda dell’emotività conseguente alla catastrofe naturale che ha investito il Paese. Le quotazioni sono precipitate fino a toccare un minimo a 8227,63 il 15 marzo, sui livelli dell’aprile 2009.
Per le prossime settimane. Dai minimi del 15 marzo, l’abbondante liquidità iniettata nel sistema dalla Banca Centrale nipponica ha consentito un rimbalzo a “V”, con le quotazioni che hanno recuperato circa i tre/quarti delle perdite post-terremoto. Il deprezzamento dello yen – perseguito dalla BoJ di concerto con le altre principali banche centrali mondiali – contribuisce a spiegare il brillante recupero dell’azionario. Il quadro tecnico rimane comunque fragile: rinnovata debolezza sotto 9200 e ripresa delle vendite sotto 8800-9000. Il rimbalzo incontra una valida resistenza in area 10000/250; un segnale rialzista per le settimane a venire si avrebbe solo al superamento di 10500 (prematuro), con obiettivo la resistenza critica a quota 11000, che rappresenta un forte ostacolo ad un’eventuale ripresa della salita nei mesi a venire.
STRATEGIA esposizione: 300/200, incrementata (50/200) a 9150 (area 9050/250). Possibili vendite (100/200) sui prezzi correnti (area 9600/900).
BUND (contratto giugno 2011, ticker Bloomberg RXM1, PC 121,04).
Dal picco a 131,36 del 31 agosto 2010, il Bund ha invertito tendenza, con una correzione fino a un minimo a 120,92 il 9 febbraio 2011 (-8% circa dai massimi), per poi rimbalzare fino a un massimo a 123,92 il 16 marzo e quindi ridiscendere verso i minimi, perforandoli marginalmente (nuovo minimo 120,73 il 1° aprile). Lo storno degli ultimi 7-8 mesi è avvenuto in corrispondenza del rally dell’azionario. Si conferma l’impressione avanzata nel corso del 2010 di essere arrivati alla fine di un mercato toro generazionale (i tassi di interesse scendono da oltre 20 anni). Nonostante le rassicurazioni della Fed sull’assenza di rischi di inflazione core, la Bce ha iniziato a prendere atto delle tensioni inflazionistiche provocate dalla liquidità in eccesso. Siamo entrati in una fase di tassi reali negativi, in cui la liquidità in eccesso potrebbe creare più problemi di quanti possa contribuire a risolverne: un contesto in cui il mercato obbligazionario rimane particolarmente vulnerabile. Lo scoppio della “bolla” dell’obbligazionario forse non è prossimo, ma in termini di rischio-rendimento le scadenze medio-lunghe rimangono da evitare in ottica strategica e da valutare con prudenza esclusivamente in ottica tattica (al primo storno dell’azionario).
Per le prossime settimane. La tenuta del supporto in area 120,00/75 potrebbe consentire un rimbalzo tecnico (favorito da un possibile storno dell’azionario): un segnale in tal senso si avrebbe però solo al superamento della resistenza a 122,50, con obiettivo 124, poi 125 ed estensioni verso 126, dove dovrebbero comunque prevalere le vendite. La rottura di 120,00/75 provocherebbe una prosecuzione del trend ribassista a testare il supporto critico a ridosso di 118.
STRATEGIA esposizione: 200/200, invariata. Possibili vendite (25/200) su salite in area 124,50- 125,00 e quindi (50/200) in area 126,25/75. Possibili acquisti (25/200) su discese in area 119,75-120,25 e quindi (50/200) in area 118,00/50.
CAMBI: EURUSD – USDJPY – EURJPY
EurUsd (PC 1,4170): dal massimo di periodo del 26.11.2009 a 1,5145 il cambio ha invertito tendenza, iniziando un profondo movimento correttivo, con un’accelerazione ribassista dopo la rottura del supporto psicologico a ridosso di 1,3000 all’inizio del mese di maggio 2010. La discesa si è spinta fino a toccare un minimo a 1,1876 il 07 giugno (-25,9% rispetto al massimo storico a 1,6038 del 15 luglio 2008). Dai minimi di inizio giugno 2010 è iniziato un forte rally che ha portato il cambio a toccare un massimo il 04.11.10 a 1,4282. Sono quindi riprese le vendite con una discesa a testare il supporto psicologico a ridosso di quota 1,3000 (min. 1,2867 il 10.01.2011). È quindi iniziato un rally che ha riportato le quotazioni verso i massimi di inizio novembre.
Per le prossime settimane. La dinamica degli ultimi 2 anni riflette un tentativo di stabilizzazione del cambio euro/dollaro, sottoposto a due forze contrastanti: da un lato, la debolezza strutturale del dollaro Usa, accentuata dalle politiche monetarie ultra-espansive della Fed (quantitative easing 1 e 2); dall’altro, la fragilità dell’area euro per i problemi del debito sovrano dei Paesi periferici, accentuata dalla quotazione “eccessiva” dell’euro stesso. La risultante è una sorta di impasse, di equilibrio instabile tra le due valute, che rimangono entrambe molto deboli nel confronto con le altre divisi principali. Graficamente, finché il cambio si muove nell’ampio canale laterale tra 1,2500 ed 1,4500 mancano segnali direzionali in ottica strategica; in ottica tattica una resistenza intermedia è individuabile a 1,4280, mentre un primo supporto è individuabile in area 1,3750-1,3850, sotto cui si avrebbe una veloce discesa verso 1,3300-1,3400, la cui rottura segnalerebbe nuovi tensioni contro l’euro, con obiettivo il forte supporto in area 1,2865-1,3000. La perforazione di tale supporto (prematuro) segnalerebbe la ripresa degli attacchi speculativi contro la moneta unica, il debito sovrano ed il settore bancario dei Paesi periferici. Le tensioni diventerebbero molto elevate al di sotto del supporto critico a 1,2500.
STRATEGIA esposizione: 100/200, invariata. Possibili acquisti (50/200) su discese in area 1,3200- 1,3300; in area 1,3000-1,3100 e quindi in area 1,2800-1,2900.
UsdJpy (PC 84,48): da inizio novembre 2010 a metà marzo 2011 il cambio si è mosso lateralmente all’interno dell’intervallo compreso tra 80,22 e 84,51. La perforazione dei minimi a metà marzo, sull’onda della catastrofe naturale che ha colpito il Giappone, ha provocato una discesa in panic selling con un minimo il 17 marzo a 76,59 (nuovo minimo storico, sotto il precedente minimo dell’aprile 1995 a 79,75). A seguito di un intervento concertato delle principali Banche Centrali per evitare un eccessivo apprezzamento dello yen che ostacolerebbe la ricostruzione, il cambio è risalito molto velocemente sui livelli pre-terremoto, toccando un picco a 84,72 il 1° aprile. L’impressione è che il trend dominante per il dollaro rimanga orientato al ribasso ma che ci sia la volontà politica di “gestirlo”: ciò dovrebbe supportare il dollaro contrastando quindi l’apprezzamento dello yen favorito dal rimpatrio di capitali in Giappone per fare fronte alla ricostruzione.
Per le prossime settimane. Finché il cambio si muove all’interno del trading-range 80,20/81 – 85/86 mancano segnali direzionali. Il superamento di 86 consentirebbe la prosecuzione del rimbalzo verso 87, con estensioni a testare la forte resistenza in area 88- 90. Solo al di sopra di 90 (prematuro) si avrebbe però un segnale d’acquisto più convincente per i mesi a venire. In ottica strategia un segnale rialzista si avrebbe comunque solo al superamento della resistenza critica a quota 95 (improbabile). Perdita di spinta sotto 82,50: la perforazione del supporto in area 80,20/81 (poco probabile) farebbe riprendere le vendite con obiettivo 79 e quindi il nuovo minimo storico del 17 marzo 2011 a 76,59; il supporto importante successivo è individuabile a 75,50.
STRATEGIA esposizione: 300/200, invariata. Possibili vendite (50/200) su salite in area 85,75-86,25, in area 86,90-87,40 e quindi in area 89,25/75.
EurJpy (PC 119,64): dai minimi del 10 gennaio 2011 a 106,84 è iniziato un forte rally – interrotto dallo scivolone post-terremoto in Giappone che ha riportato il cross sui minimi di gennaio (minimo del 17 marzo a 106,81) – con una salita a ridosso di 120 nelle ultime sedute.
Per le prossime settimane. Il quadro tecnico rimane moderatamente positivo. La tenuta di 115 manterrebbe un’impostazione tonica, confermata dal superamento della resistenza a 120 (in fase di test), con obiettivo 122,35 ed estensioni verso la forte resistenza a 125, dove dovrebbero prevalere le vendite. Rinnovata debolezza sotto 112, con conferma sotto 110,60 (poco probabile), per un nuovo test dei minimi a ridosso di 106,80, dove dovrebbero comunque esserci ordini in acquisto.
STRATEGIA esposizione: 200/200, incrementata (50/200) a 110 (area 109,75-110,25) ed a 107,155 (area 106,81-107,50); alleggerita (50/200) a 119,725 (area 119,40-120,05). Mantenere.
Analisi Montly
a cura di: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella
Autore: Maurizio Milano
Fonte: Ufficio Analisi Tecnica Gruppo Banca Sella
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