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Valute: L’USD mostra maggiori segnali di debolezza strutturale


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– L’USD non ha tratto vantaggio dall’elevata avversione al rischio di marzo, restando vulnerabile ai tassi bassi, in particolare rispetto all’EUR.

– Cambio USD/JPY sostenuto dagli interventi: restare corti sul JPY nei cambi…..


Global Research Monthly- Orizzonte d’investimento: 6–12+ mesi (1 Aprile 2011) – Credit Suisse


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Idee per un investimento di qualità:

BUY: EUR/JPY a pronti, con target di 122 e stop loss a 111.50.


L’elevata avversione al rischio a marzo ha sostenuto JPY e CHF, ma non l’USD. Il maggiore debitore mondiale non offre un rendimento nel breve termine rispetto alle altre principali divise e apparentemente non può più fare affidamento su un premio di rischio positivo in momenti di tensione. Nel contempo, l’euro sta traendo vantaggio da 1) una riduzione del suo premio di rischio non favorevole, dal momento che i governi di Eurolandia sono nettamente più vicini a dare una forma definitiva al Meccanismo di stabilizzazione europeo; e 2) a fronte di un ulteriore incremento delle attese di una stretta da parte della BCE. Il mese scorso lo spread per il LIBOR EUR-USD a 1 anno si è ampliato dello 0,25%, raggiungendo l’1,1%. Il nostro portafoglio valutario modello rimane pertanto sovrappesato nelle valute europee e le nostre previsioni sull’euro vengono riviste nuovamente al rialzo, al livello di USD 1.46 in un orizzonte di 12 mesi.
In ambito europeo, continuiamo a favorire la corona svedese e la sterlina britannica, ma ci attendiamo che il CHF evidenzierà un’underperformance nella regione. In assenza di una sostenuta avversione al rischio, prevediamo che il CHF, che presenta una valutazione elevata, sarà soggetto a un indebolimento in ambito europeo, dove gli spread tra i rendimenti si stanno ampliando di nuovo contro quest’ultimo, rimanendo invece stabili rispetto all’USD. Per il cambio 05042011 6USD/JPY, dopo il terremoto abbiamo assistito a un intervento concertato del G7 nell’ottica di contrastare il timore di rimpatri in Giappone su larga scala.
Ciò ha rafforzato un possibile minimo del cambio USD/JPY intorno a 80, ma non abbiamo ancora assistito a un rialzo sufficiente dei rendimenti globali, o a un cambiamento del trend tali da modificare le prospettive dello yen a nettamente ribassiste nei confronti della generale debolezza dell’USD.
Quindi, manteniamo piatte le nostre previsioni per il cambioUSD/JPY, conservando delle modeste posizioni sottopesatenello yen contro altre importanti valute favorite.

A fronte di un ridimensionamento dei rischi di una significativa correzione dei prezzi del petrolio per via delle consistenti forniture, i livelli più elevati del rublo russo non possono essere sostenuti. Abbiamo pertanto invertito il nostro giudizio tatticamente rialzista e strategicamente neutrale sul rublo per assumere un atteggiamento moderatamente ribassista su tale valuta. Abbiamo altresì assunto una posizione strategicamente neutrale su rand sudafricano elira turca a fronte, rispettivamente, degli elevati rischi d’interventoe dell’indebolimento dei fondamentali tecnici. Anchele valute dell’Europa centro-orientale potrebbero trarre vantaggio dall’allentamento delle tensioni correlate all’UME. Continuiamo a favorire il peso messicano e le valute asiatiche in generale.

Fonte: ETFWorld – Credit Suisse


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