
– Buone le prospettive per la crescita globale nel 2012 (presupponendo che non si verifichino interruzioni per i principali produttori di petrolio), ma nei prossimi mesi potremmo assistere a un modesto rallentamento.
– Restare strategicamente positivi sulle azioni, mantenere una posizione sovrappesata strategica nonostante le fasi di volatilità.
– Suggeriamo alcune obbligazioni attraenti, ma è necessaria un’attenta selezione a fronte di un ritorno degli spread alle medie storiche e del trend al rialzo dei rendimenti sul più lungo termine. – Valute: il rialzo dei tassi d’interesse sostiene l’EUR vs. l’USD e il CHF.
Global Research Monthly- Orizzonte d’investimento: 6–12+ mesi (1 Aprile 2011) – Credit Suisse
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Le allocazioni neutrali sono delle linee guida e rappresentano la ponderazione media nell’ambito di un ciclo completo di mercato. Dal momento che la strategia globale si basa su un orizzonte d’investimento nel medio termine, devia dalla posizione neutrale. Raccomandiamo una posizione sovrappesata nelle azioni e negli asset alternativi. Nel contempo, invitiamo a mantenere una posizione sottopesata negli asset a reddito fisso e nella liquidità. A nostro giudizio, gli investimenti sui mercati emergenti restano attraenti, particolarmente nel reddito fisso. Raccomandiamo di sovrappesare le azioni USA rispetto a Eurolandia. |
Continuiamo a raccomandare delle posizioni sovrappesate sia nelle azioni che nelle commodity per gli investitori con un orizzonte strategico (6–12+ mesi), pur essendo diventati un po’ più prudenti per entrambe queste categorie di asset nel breve termine. Manteniamo il nostro atteggiamento costruttivo sul settore immobiliare in generale e sugli investimenti alternativi, come gli hedge fund e il private equity, e continuiamo a essere strategicamente prudenti sul reddito fisso.
Queste raccomandazioni riflettono la nostra convinzione che le azioni siano prossime, o al di sotto del valore equo in riferimento a gran parte dei parametri e in particolare in relazione alle obbligazioni, per questo l’espansione economica globale appare ancora relativamente agli inizi e continuerà nel 2012, e probabilmente anche oltre. I tassi estremamente bassi negli USA e in Europa alla lunga stanno iniziando a fornire una solida spinta. Inoltre, le aziende stanno incominciando a investire la liquidità, che non era mai stata così alta. A fronte della ripresa dei commerci globali, i mercati emergenti sono stati in grado di ritornare alla loro dinamica di crescita strutturale interna.
Tutti questi effetti positivi stanno controbilanciando il freno rappresentato dall’inasprimento fiscale in Europa. Tuttavia, vista la solidità della crescita, l’inflazione è diventata una problematica importante sui mercati emergenti. Detto questo, la maggior parte ha preso delle iniziative per limitare i rischi sul più lungo termine, con la Cina che aveva incominciato il suo giro di vite oltre 18 mesi fa, sebbene ci sia ancora molto da fare. L’inflazione negli USA sembra che per ora resti su livelli contenuti per via della disoccupazione elevata e, in Europa, l’imminente inasprimento della BCE contribuirà a mantenere sotto controllo i rialzi dei prezzi sospingendo l’euro.
Il disastro in Giappone ha un terribile costo sul piano umano, ma il suo impatto macroeconomico nel breve termine sull’economia mondiale appare modesto, a meno che i problemi correlati alle radiazioni registrino un’escalation inaspettata, e successivamente la ricostruzione potrà fornire uno stimolo. Nel contempo, il rialzo dei prezzi del petrolio riconducibile alle recenti turbolenze politiche potrebbe, se sostenuto, frenare la crescita globale. Tuttavia appare improbabile che esso possa far deragliare l’espansione complessiva, a meno che non vada molto in là.
Mitighiamo queste prospettive strategiche assumendo un giudizio tattico più prudente, per via dell’attuale incertezza politica in alcuni paesi e della possibilità che la crescita industriale globale possa registrare un modesto rallentamento temporaneo nelle prossime settimane (sebbene la creazione di posti di lavoro negli USA resta solida). Questi fattori potrebbero determinare nuovi minimi sui mercati e suggeriamo di impiegarli come opportunità per incrementare l’esposizione verso le azioni e le commodity, in linea con il nostro giudizio strategico positivo. Il nostro giudizio sul reddito fisso resta prudente, com’era avvenuto in precedenza.
Abbiamo identificato delle obbligazioni interessanti, ma riteniamo che sia necessaria un’attenta selezione, considerando che gli spread creditizi sia nel comparto investment grade che high yield sono scesi a un livello pari o inferiore alle medie storiche e poiché intravediamo un rialzo dei rendimenti sul più lungo termine.
Nel decennio scorso, i surplus di Cina, Giappone e dei produttori di petrolio sono confluiti in massa nei Treasury USA e in altri titoli di stato, e ciò ha contribuito a mantenere su livelli poco elevati i rendimenti, pur a fronte di un incremento del ricorso ai prestiti da parte dei governi. Ciò sembra destinato a cambiare nei prossimi 12–24 mesi e oltre, dal momento che la Cina si sta deliberatamente rifocalizzando dalle esportazioni alla domanda interna e sta diversificando le sue riserve, il Giappone sta spendendo nella ricostruzione, e considerando che il cambiamento del quadro politico sta incoraggiando i grandi produttori di petrolio ad effettuare maggiori spese nello sviluppo delle loro economie e della loro regione più in generale. Riteniamo significativo quest’effetto ed esso potrebbe combinarsi con il ciclo economico, la fine degli acquisti obbligazionari da parte della Fed, e gli elevati finanziamenti dei deficit, determinando un solido trend al rialzo dei rendimenti dei titoli di stato nei prossimi anni.
Tra le valute, la crescita delle aspettative di rialzi dei tassi da parte della BCE e i progressi del «grande scambio » dell’Europa (riduzioni dei deficit nei paesi più deboli a fronte di un rafforzamento del Fondo di stabilità finanziato da quelli più forti) giustificano la recente solidità dell’EUR contro l’USD e possono consentirgli di fare ulteriori passi in avanti. Nel medio termine, il rialzo dell’EUR potrebbe essere limitato, dal momento che le sue valutazioni diverranno care sulla base del nostro parametro (intorno a 1.45), le resistenze tecniche chiave stanno per essere raggiunte e le preoccupazioni sull’indebitamento e i rischi politici potrebbero perdurare. L’EUR può altresì guadagnare gradualmente contro il CHF, dal momento che i rialzi dei tassi in Svizzera tardano ad arrivare. La GBP potrebbe evidenziare un ulteriore trend al rialzo per un certo periodo di tempo nei confronti dell’USD, come avviene di consueto nel corso di una ripresa globale, e anche le valute emergenti possono registrare un trend al rialzo, con il MXN che resta una delle nostre favorite.
Fonte: ETFWorld – Credit Suisse
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