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Analisi dei principali tassi di cambio


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Settimana caratterizzata dal continuo rafforzamento dell’Euro conto il Dollaro Americano che proprio venerdi, dopo il dato dei Nonfarm Payrolls di febbraio e dopo le dichiarazioni della BCE, trova la forza per riportarsi sopra l’area 1,40…..


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Stando alle dichiarazione la BCE si starebbe preparando ad un rialzo dei tassi in tempi ravvicinati segnalando un possibile intervento sui tassi anche a breve periodo, mentre viene mantenuta in essere la piena allocazione nelle aste su tutte le scadenze per il prossimo trimestre e per tutto il tempo ritenuto necessario. L’attuale politica monetaria diventata nell’ultima dichiarazione “molto accomodante” sostiene l’attività economica, specie se il recente rialzo dell’inflazione non generi pressioni inflazionistiche diffuse nel medio termine. Alla luce di un rialzo delle previsioni e dei rischi sull’inflazione, i tassi non sono più definiti “appropriati” e con molta probabilità un rialzo potrebbe avvenire gia durante la prossima riunione.

Parole che hanno subito avuto effetto sugli investitori che hanno cominciato a comprare Euro verso Dollaro e Yen Giapponese anche sulla prospettiva che entrambi i paesi arriveranno ad alzare i tassi in tempi non certo immediati.

Da una parte La ripresa americana prosegue, con una dinamica soddisfacente della domanda domestica, nonostante lo stallo del settore dell’edilizia residenziale e l’elevato tasso di disoccupazione.

Gli indici di fiducia Americani sono tornati al di sopra dei livelli pre-recessivi e segnalano probabile accelerazione della crescita nel 2011. Il problema di questa fase espansiva rimane il mercato del lavoro, con un ritmo di creazione di nuovi posti insufficiente a riavvicinare a ritmi “normali” il tasso di disoccupazione ai livelli di equilibrio. Proprio questa situazione di una ripresa ciclica non eccezionale e di un persistente squilibrio sul mercato del lavoro sta spingendo la Fed ad eccedere con lo stimolo monetario, mantenendo una politica monetaria super-accomodante senza dare indicazioni di svolta per il medio periodo.

Ben differente è la situazione in Europa dove il deterioramento del quadro di inflazione in questo caso viene presentato come sufficiente per un intervento restrittivo perché la BCE giudica positivamente la performance della crescita economica dell’area euro tra l’altro rivista verso l’alto per le proiezioni 2011-12. Trichet è stato preciso in questo quando ha detto che parlare di “rialzo” non equivale a parlare di “avvio di un ciclo di rialzi rassicurando gli investitori affermando che non appena però la crescita dovesse iniziare a scricchiolare gli ulteriori rialzi dei tassi non sarebbero più garantiti.

Alla luce di queste dichiarazione e del persistere delle tensioni nel nord Africa c’è da chidersi se per i prossimi mesi il sentiero del cambio debba considerarsi in ulteriore salita. La possibilità di una breve incursione all’interno del range 1,40-1,45 nel breve non può essere esclusa, ma l’avvio di un trend crescente continuativo potrebbe scontrarsi con lo scenario macro di fondo dell’area euro non proprio troppo entusiasmante.

Tensioni geopolitiche che continuano a sostenere in parte la valuta Nipponica specie contro il Dollaro Americano e decisamente il Franco Svizzero diretto verso i minimi contro dollaro statunitense sul supporto in area 0.9240.

Lo yen continua a mantenersi in un range stretto, rimanendo comunque sempre ben sostenuto e non lontano dai massimi storici nei confronti del biglietto verde. La banca centrale giapponese si è detta (tramite le parole membro del board Tadao Noda) determinata ad attenersi alla sua politica monetaria di forte impronta espansiva, ma comunque pronta ad agire in maniera flessibile in caso di peggioramento delle prospettive su economia e prezzi (ovvero se “il percorso verso la fine della deflazione diventa incerto”).

Sulla scia di questo clima di avversione al rischio anche l’oro, ultimamente il più indicativo tra i beni rifugio, schizza al rialzo e segna nuovi massimi assoluti sfiorando i 1435$ all’oncia confermandosi i un trend rialzista di lungo periodo che potrebbe portare nei prossimi mesi a raggiungere nuovi massimi storici.

Molto bene anche la sterlina sull’ottimo PMI delle costruzioni di febbraio, mentre cede dopo il recente rally il dollaro canadese, dopo che la banca centrale del Canada ha lasciato i tassi invariati all’1,00% (come da attese). Contro il biglietto verde è stato invertito il movimento di breve, a seguito dei minimi dal 2007 toccati le scorsa settimana, ma la tendenza di base dovrebbe rimanere ribassista per il cambio USDCAD, considerando l’attuale miglioramento della performance di crescita canadese, e la mancanza di deterioramento invece del quadro di inflazione.

Per quanto riguarda la settimana ricordiamo che nell’area euro sono in pubblicazione i dati di produzione industriale e ordini all’industria per gennaio. L’output potrebbe crescere significativamente in Germania e più debolmente in Italia e Francia. La vivacità del settore industriale tedesco dovrebbe essere evidenziata anche dal dato sugli ordini. La seconda lettura del CPI in Germania dovrebbe vedere invariata la stima preliminare di accelerazione dell’inflazione a febbraio.

Negli Stati Uniti ci sono pochi dati in uscita. La bilancia commerciale di gennaio dovrebbe registrare un allargamento del deficit, spinto dai prezzi del petrolio. Le vendite al dettaglio di febbraio dovrebbero mostrare un netto miglioramento rispetto ai dati deboli di gennaio, confermando il trend sostenuto dei consumi. La fiducia delle famiglie dovrebbe salire ancora a Marzo.


Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

Il Dollaro americano continua a perdere terreno nei confronti dell’Euro a seguito della costante crescita del greggio e della conseguente avversione al rischio. La settimana che si è appena conclusa, infatti, ha visto il cross Eur/Usd passare da quota 1.3730 fino ai massimi a 1.40 nonostante il calo della disoccupazione Usa all’8,9% e la creazione di 192 mila posti di lavoro che in un primo momento avevano spinto al rialzo il dollaro, visto che questo miglioramento potrebbe indurre la Fed ad alzare il costo del denaro prima del previsto. Ma come detto il biglietto verde è rimasto fortemente penalizzato dalle indicazioni che arrivano dalle commodities ed in particolare dalla crescita del petrolio (brent a 116,3 e light a 104,1 dollari).Inoltre le dichiarazioni del n.1 della Bce Jean Claude Trischet che ha annunciato che già dalla prossima riunione, ad aprile, il costo del denaro potrebbe tornare a crescere ha portato il mercato a scommettere sull’imminente incremento dall’1% al 1.25%.

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2
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.3775

1.349

1.29

Resistenze

1.40

1.405

1.426


Dollaro Australiano – Dollaro

Analizzando la debolezza del Dollaro Usa nei confronti di tutte le principali valute, possiamo notare come questa non sia stata così evidente nel corso della settimana nei confronti del Dollaro australiano. Il cross Aud/Usd ha vissuto una settimana di alti e bassi soprattutto dopo la diffusione di due dati importanti per l’Aussie quali il Pil e la decisione relativa ai tassi d’interesse. A seguitto della diffusione del dato sul Pil, che ha registrato nel quarto trimestre del 2010 una crescita dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,7% su base annuale (a livello annuale il consenso era pari a +2,8%), il dollaro australiano ha ceduto lo 0.40% fino a toccare minimi a 1.0080. Mentre la conferma secondo le attese del costo del denaro al 4.75% da parte della Reserve Bank of Australia (“L’attuale politica monetaria rimane appropriata visto l’outlook macroeconomico generale”, si legge nella nota diffusa dalla banca centrale australiana), ha riportato il cross sui massimi relativi in area 1.0180 per poi ritracciare nella seduta di venerdì e rinnovare i minimi a 1.0073.

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2
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

0.9980

0.9815

0.9588

Resistenze

1.0130

1.017

1.025


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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