
Economia globale: crescita robusta; incremento, seppur sotto controllo, dell’inflazione. Trend tassi d’interesse USA e UE lentamente al rialzo come scontato dal mercato.
Azioni: posizione strategica sovrappesata (6–12+ mesi) per via della crescita, dei bassi tassi d’interesse e della valutazione….
Global Research Monthly- Orizzonte d’investimento: 6–12+ mesi (1 Marzo 2011) – Credit Suisse
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Reddito fisso: favorire le obbligazioni di qualità più bassa di breve-media scadenza. Giudizio strategico per le valute: EUR più positivo, CHF ai massimi vs. l’EUR. Favorire GBP e valute asiatiche emergenti.
Le sollevazioni popolari comportano dei rischi – ma anche delle opportunità. Monitoriamo e segnaleremo le variazioni tattiche tramite l’Investment Committee, ove necessario.
I principali mercati azionari e i prezzi delle commodity chiave hanno continuato, al momento della redazione, ad evidenziare un trend al rialzo. Gli investitori hanno mostrato la tendenza a non tenere conto della crescita dell’inflazione globale e delle incertezze politiche a livello regionale (almeno fino all’escalation della tensione in Libia, che si sta verificando mentre andiamo in stampa). Al contrario si sono focalizzati sul miglioramento dell’economia globale, sulla solidità degli utili societari e sulle favorevoli prospettive dei tassi d’interesse. L’indice S&P 500 USA ha raggiunto un livello pari a più del doppio del suo minimo del marzo 2009 e il greggio Brent viene negoziato ben al di sopra di USD 100, così è del tutto appropriato chiedersi se questo positivo trend possa continuare o sia a rischio di una significativa inversione di tendenza.
La nostra raccomandazione è di restare positivi in relazione ai mercati azionari in un orizzonte strategico (6–12+ mesi), dal momento che riteniamo che i driver positivi resteranno ampiamente presenti a fronte di rischi contenuti. Siamo dell’idea che l’economia globale possa continuare a crescere. Siamo altresì convinti che le attuali preoccupazioni sull’inflazione – pur riflettendo forse correttamente una volta nel ciclo in un orizzonte molto lungo – verranno meno intorno a metà anno. Entro quel momento, pensiamo diverrà chiaro che l’accelerazione dell’inflazione USA costituisca una fine positiva del rischio di deflazione, piuttosto che l’avvio di un immediato incremento dei prezzi, e riteniamo altresì che gli incrementi dei prezzi delle commodity diverranno più irregolari a fronte di battute d’arresto periodiche in alcune aree. Queste prospettive per l’inflazione consentirebbero alla Fed e alla BCE di mantenere il programma favorevole al mercato di rialzi dei tassi molto lenti, che attualmente sono scontati nei prezzi delle obbligazioni. La risultante combinazione di solida crescita e di bassi tassi d’interesse, a fronte di valutazioni ancora non eccessive anche dopo le recenti crisi, sostiene il nostro giudizio strategico positivo sulle azioni.
Passando al nostro giudizio tattico (1–6 mesi), anche in questo caso rimaniamo per il momento positivi, ma dopo una performance così solida dei mercati agiamo con maggiore attenzione. Nelle prossime settimane, i prezzi potrebbero essere più volatile, gli effetti negativi delle prese di beneficio forse si alterneranno agli effetti positivi derivanti dall’afflusso di liquidità. Monitoreremo tali movimento di mercato e vi aggiorneremo tramite i rapporti dell’Investment Committee laddove ritenessimo che il trend stia cambiando. Ma per il momento siamo dell’idea che la direzione tattica sottostante possa restare al rialzo per alcune settimane e forse per mesi, prima che si verifichi una correzione più accentuata.
Sui mercati del reddito fisso, le positive notizie economiche hanno depresso i prezzi dei titoli di stato con scadenze più lunghe sui mercati core come gli USA e la Germania, sospingendo i rendimenti ai livelli elevati dell’attuale ciclo.
Nel contempo il buono stato delle economie ha fornito un aiuto agli asset creditizi, e gli spread rispetto ai titoli di stato si sono ridotti ulteriormente. Questi movimenti di mercato sono stati in linea con la nostra raccomandazione strategica e tattica di sottopesare il reddito fisso nei portafogli complessivi e di sovrappesare le obbligazioni di qualità inferiore di scadenza più breve nell’ambito del reddito fisso. Per il futuro, a fronte del fatto che probabili rialzi dei tassi nei prossimi due o tre anni sono già ampiamente scontati, prevediamo di passare a un giudizio tattico complessivo meno negativo per il reddito fisso entro breve, pur mantenendo le nostre allocazioni raccomandate nell’ambito della categoria d’investimento.
In ambito valutario, portiamo un po’ oltre i nostri giudizi direzionali, ritenendo che il cambio EUR/USD si attesterà intorno al livello di 1.45 in un orizzonte di 12 mesi. Prevediamo altresì che il cambio EUR/CHF raggiungerà un livello intorno a 1.35. Altrove, la GBP ha messo a segno risultati positivi. Presenta una solida tendenza su base storica a rafforzarsi nel corso delle fasi di crescita economica a livello globale, nonostante le difficoltà interne del Regno Unito, e restiamo positivi. Continuiamo altresì a favorire molte divise di paesi emergenti asiatici e il MXN.
Permangono come di consueto molti rischi. A marzo avranno luogo due summit europei chiave per la sottoscrizione da parte di paesi solidi del debito corrente di nazioni deboli in cambio di un rigore sul piano fiscale. Molte notizie positive sono già scontate in questo senso, per cui sussiste un margine di manovra per delle delusioni, sebbene l’impegno politico sul piano strategico appaia solido. Anche le discussioni negli USA in ambito fiscale potrebbero determinare delle preoccupazioni nel momento in cui ci avviciniamo alla scadenza per il rialzo del tetto al debito, che probabilmente sarà nelle prossime settimane. Le pressioni inflazionistiche possono rimanere al centro dell’attenzione, oltre che le incertezze politiche in alcuni paesi. Queste ed altre questioni possono certamente fornire un contributo alla volatilità tattica discussa sopra. Ma siamo dell’idea che i risultati devono essere estremi in rapporto alle nostre aspettative per far deragliare il nostro giudizio strategico di mercato, a fronte del sostegno di prospettive di crescita solide, tassi d’interesse favorevoli e, almeno per alcuni asset, valutazioni ancora non eccessive.
Fonte: ETFWorld – Credit Suisse
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