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Analisi dei principali tassi di cambio


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La settimana appena conclusasi sul mercato valutario è stata a dir poco movimentata soprattutto a seguito del susseguirsi delle notizie giunte dal fronte Nord Africano….


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Il caos in Libia ha spostato le preferenze degli operatori verso le valute così dette di rifugio come Franco Svizzero e Yen ma non solo: a beneficiare di un deciso rialzo troviamo anche le principali materie prime energetiche.
Per quanto riguarda gli asset rifugio, il Dollaro ha toccato un nuovo minimo contro la divisa elvetica a 0,9232 Franchi segnando anche vendite sul nei confornti dello Yen, sceso dello 0,9% fino a toccare quota 81,61.
Se sul valutario, come detto, si cerca rifugio nello Jpy e nel Franco mentre, tra le materie prime, è l’oro a fare la parte del leone arrivando a segnare nuovi massimi relativi a 1.417,1 dollari.
Oltre all’oro, tra le commmodities, segnaliamo in grande spolvero anche il brent e light, con il primo che ha toccato massimi a 119,52 ed il secondo a 103.37 dollari il barile.
Tuttavia, venerdì, la corsa del greggio (brent a 112 e light a 98,4 dollari il barile) si è notevolmente appesantita a seguito sia della rinnovata disponibilità offerta dall’Arabia Saudita ad incrementare la produzione di petrolio, sia a seguito delle stime diffuse dall´Agenzia internazionale dell´Energia (IEA, International Energy Agency), secondo cui la crisi libica avrebbe ridotto l’offerta solo di 1 punto percentuale.
Il cross Eur/Usd è stato spinto da diverse dichiarazioni pubblicate nel corso della settimana come ad esempio le affermazioni rilasciate dal tedesco Weber, secondo il quale “il costo del denaro in Europa può solo salire”, a cui hanno fatto seguito le dichiarazioni del consigliere della Bce Yves Mersch (banchiere centrale lussemburghese) che ha dichiarato che la Banca centrale potrebbe modificare la propria view sull’andamento dei prezzi in Eurolandia:“non mi stupirebbe se i miei colleghi iniziassero ad evidenziare i rischi legati alla dinamica inflattiva”; ne consegue che, la ventilata possibilità che la Bce possa alzare il costo del denaro prima della Fed, ha rafforzato la Moneta Unica.
Le dichiarazioni di numerosi esponenti dell’Eurotower, quindi, sono state prontamente interpretate come un segnale di disponibilità effettiva ad alzare il costo del denaro, un atteggiamento in contrasto con la view della banca centrale americana, che ha ribadito che i tassi rimarranno bassi per un periodo prolungato.
Dobbiamo inoltre segnalare anche l’intervento di Juergen Stark, membro tedesco del comitato esecutivo della Bce, che ha ribadito come la Bce sia pronta ad agire con decisione e subito, se necessario, per combattere le pressioni inflazionistiche.
Inolre la settimana è stata caratterizzata anche dalla pubblicazione di importanti dati macroeconomici sia da parte degli Stati Uniti che dall’Europa.
Nell’ultimo trimestre del 2010 l’economia statunitense è cresciuta meno del previsto a un ritmo del 2,8% annualizzato rispetto al +3,2%; le previsioni portavano ad un +3,3%.
Nell’intero 2010 la crescita della prima economia si è attestata al 2,8%, il dato maggiore degli ultimi 5 anni (-2,6% nel 2009). Sotto le attese anche il dato sui consumi personali (+4,1% rispetto al +4,2% atteso e al +4,4% della prima lettura).
Ai massimi da tre anni invece la fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan, salita a 77,5 punti a febbraio.
Inoltre segnaliamo che il dato sulle nuove richieste di sussidio è stato meglio del previsto scendendo sotto quota 400 mila a 391 mila, mentre il +2,7% (consenso +3%) degli ordini di beni durevoli ed il calo delle vendite di nuove case a 284 mila unità a gennaio sono risultati inattesi.
Dal fronte Europeo, da registrare il rialzo dell’indice di fiducia della Commissione Europea che ha toccato quota 107,8 dai 106,8 punti del mese precedente mentre l’indicatore del clima del business è rimasto stabile a 1,45.
Infine, il sentiment tra i fornitori di servizi è salito a 11,1, l’indice di fiducia delle imprese si è portato a 6,5 dai 6,1 punti di gennaio, mentre quello per la fiducia dei consumatori è salito a -10 da -11,2.

Principali tassi di cambio:

Dollaro – Yen
Come detto, le tensioni in Medio Oriente continuano ad influire sull’umore dei mercati spostando l’attenzione degli investitori verso i cross di rifugio come lo Yen che, nei confronti del Dollaro Americano, ha segnato nuovi minimi relativi verso fine settimana a 81.61. Il cross è risultato in fase calante durante tutta la settimana dopo aver aperto in area 83.00 ed esser riuscito a toccare massimi sopra area 83.50 ma la pubblicazione del Deficit Commerciale giapponese ha successivamente spinto la valuta. Il Sol Levante ha registrato (per il mese di gennaio) un deficit commerciale di 471 miliardi di Yen, gonfiato dalle crescenti importazioni di petrolio a fronte di esportazioni stagnanti. (si tratta del primo deficit commerciale in 22 mesi). La divisa nipponica ha quindi recuperato parecchio terreno in questi ultimi cinque giorni di contrattazioni nonostante Moody’s abbia abbassato l’outlook sul debito giapponese. L’agenzia di rating, infatti, ha tagliato la view sul rating Aa2 da “stabile” a “negativa”.
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Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti
81.26
80.7
80.25
Resistenze
82.40
83.8
85.7


Sterlina – Dollaro
Revisione al ribasso anche per il Pil britannico che nel quarto trimestre ha pagato le avverse condizioni meteo registrate a dicembre. Il calo trimestrale risulta dello 0,6% rispetto al -0,5% della prima lettura. A livello tendenziale il pil registra un +1,5% (consenso +1,7%). Il dato sul pil di metà settimana ha spinto al ribasso la sterlina che ha annullato i guadagni precedenti andando a perdere lo 0,8% sul dollaro Usa e attestandosi in area 1,61 dollari. Mentre all’indomani delle minute della BoE, la sterlina ha perso ancora terreno rispetto alle altre principali valute ed in particolare nei confronti del Usd portandosi su minimi a 1.6030. La reazione del cable sul dato che attesta l’aumento del numero dei membri votanti della BoE che spingono per un rialzo dei tassi (che potrebbe materializzarsi probabilmente già a maggio), si è fatta sentire attestando il tentativo di mantenersi sopra area 1.61.
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2
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Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti
1.6030
1.598
1.58
Resistenze
1.6150
1.623
1.639


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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