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Analisi dei principali tassi di cambio


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Ottava non molto ricca di spunti macro ma con il dollaro in recupero sulle principali valute come euro e yen dopo un avvio di settimana piuttosto debole….


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Dai livelli di 1,38 dei primi giorni di febbraio, si è scesi per l’Eur/Usd sugli attuali livelli poco oltre 1,35. A deprimere la valuta unica alcuni dati macro che hanno condizionato il mercato (ad es. gli ordini industriali tedeschi) ma soprattutto le dichiarazioni del presidente della Bce, Trichet, il quale ha smorzato le aspettative di una stretta monetaria nel breve termine, parlando di uno scenario di prezzi stabili nel medio termine. Secondo Trichet, il tasso di inflazione eccederà il target del 2% (attualmente siamo al 2,2% per l’Eurozona) per gran parte del 2011 con una tendenza a diminuire sul finire dell’anno.
Da notare anche che il rafforzamento del dollaro sull’euro era già iniziato sul finire della settimana precedente grazie ai dati occupazionali USA che avevano dato sprint al biglietto verde: i posti di lavoro creati negli Stati Uniti a gennaio sono cresciuti solo di 36 mila unità, decisamente sotto le attese e appesantiti dalle avverse condizioni meteorologiche, ma il mercato ha posto lo sguardo principalmente al forte calo del tasso di disoccupazione al 9%, livello più basso dall’aprile 2009 e maggior declino registrato sull’arco temporale dei due mesi consecutivi in circa 50 anni.
Euro che tuttavia era riusciuto durante la settimana a riaffacciarsi sopra quota 1.37 figura grazie al clima di moderata fiducia sui mercati finanziari, con le valute rifugio, yen e soprattutto franco svizzero, che hanno segnato contro dollaro ed euro i minimi del periodo, dopo il rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Cina, il secondo rialzo in poco più di sei settimane, evento che ha contribuito ad aumentare l’appetito per il rischio a livello globale. Euro sostenuto anche dalle notizie provenienti dalla Germania, che dopo i deludenti dati macroeconomici di inizio settimana, tornava a sorprendere al rialzo le aspettative degli analisti: infatti è aumentato nel mese di dicembre l’avanzo della bilancia commerciale tedesca, grazie all’aumento dell’export a fronte di un calo inatteso delle importazioni (il surplus ha raggiunto quota 14 miliardi di euro dagli 11,9 miliardi di novembre –rivisti da 11,8 miliardi- con le attese degli economisti che indicavano un livello di 12,1 miliardi).
Sentiment sui mercati finanziari cambiato nel corso della settimana con ripercussioni anche sul mercato valutario, dove le valute ad alto rendimento sono tornate ad essere ampiamente vendute. L’euro ha ritracciato contro dollaro statunitense, contro yen e anche contro sterlina, appesantito dal clima prudente e dalle prese di profitto dopo il recente rally: dopo la smentita di un prossimo rialzo dei tassi da parte della BCE, la mancanza di driver forti che giustifichino un mantenimento delle quotazioni nei pressi dei massimi trimestrali segnati recentemente ha spinto gli investitori ad essere cauti e a portare a casa i guadagni ultimamente maturati. L’euro si è poi indebolito a causa delle voci circa l’uscita del presidente della Bundesbank Weber dalla corsa per la Bce, e dalle indicazioni del bollettino mensile della Banca centrale europea (l’indagine dei previsori professionali indica il Pil 2011 per la zona euro al 1.6% e quello 2012 al 1.7%, dati che non hanno troppo entusiasmato gli investitori).
A dare un ulteriore spinta al ribasso dell’Euro, le recenti dichiarazioni del presidente dell FED Bernanke che in un discorso alla Camera sull’economia Usa ha detto che «la ripresa economica, iniziata nella metà del 2009, sembra essersi rafforzata negli ultimi mesi anche se il tasso di disoccupazione resta elevato», osservando come ci sia indicazione che il quantitative easing della Fed stia sostenendo la creazione di posti di lavoro e la crescita economica. La Fed «rivedrà regolarmente il programma in considerazione delle informazioni a disposizione e lo aggiusteremo come necessario per promuovere la massima occupazione e la stabilità di prezzi. Bernanke ha anche sottolineato però come lo stato di salute delle finanze pubbliche americane sia «deteriorato in modo consistente», e che è necessario agire sul deficit e sul debito prima che i mercati costringano a un intervento.
Minimi della settimana Eur/Usd toccati nella giornata di venerdì a causa del timore di un’aggravarsi della situazione egiziana, dopo il rifiuto del presidente Hosni Mubarak di abbandonare il potere. Timori che sembrano svanire in chiusura di seduta quando su indiscrezioni di imminenti dimissioni del presidente Egiziano tutti i mercati azionari Europei ed Americani accelerano al rialzo chiudendo le contrattazioni sui massimi degli ultimi mesi. Permane invece l’incertezza sull’Euro con l’intervento della Banca centrale europea che secondo rumors, ha acquistato bond portoghesi per le rinnovate pressioni sui rendimenti del debito dei paesi periferici dopo i nuovi massimi toccati sui titoli del paese iberico con scadenza 10 anni.
Per la settimana in arrivo manteniamo l’attenzione nelle giornata di Martedi con il dato sul prodotto interno lordo Tedesco ed Europeo del 4 trimesre del 2010 rivisto in rallentamento a +0.5% per la Germania e al +0.4% per l’Europa. Importante saranno anche i dati sulle vendite al dettaglio Americane Retail sales e al tasso di disoccupazione Inglese ILO che dovrebbe confermarsi al 7.9%.


Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

Chiude poco sopra i minimi di settimana l’EURUSD in area 1.3550 dopo la tenuta del supporto a 1.3500. La valuta europea si conferma in un trend di breve ribassista delimitato dalla trend line che dall’inizio di Febbraio sta frenando tutti i tentativi rialzisti. Il cedimento del supporto di area 1.3500 potrebbe portare ad una accelerazione ribassista con obiettivo l’area 1.3400. Solo un chiusura sopra la trend line ribassista potrebbe spingere l’euro a testare la resisitenza in area 1.3740 inizialmente e 1.3860 successivamente.

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1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.3500

1.34

1.3385

Resistenze

1.3740

1.386

1.392


Euro – Yen

Prosegue il movimento rialzista del Dollaro che torna a testare la forte resistenza in area 83.67 contro lo Yen. Possibile un ritracciamento ad inizio settimana con obiettivo il supporto in area 83.10 prima e 82.50 successivamente. Solo una accelerazione sopra il livello 83.67 potrebbe aprire la strada per un nuovo allungo del Dollaro verso i 84.40 livello che per tutto l’anno ha limitato la valuta Americana. Fare attenzione alla tenuta della MM200 rilevazioni su grafico orario che sta accompagnando il trend di breve periodo. Un suo cedimento potrebbe portare ad un movimento di pull back con test i supporti sopra indicati.

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0
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

83.10

82.5

81.8

Resistenze

83.67

84.4

83.6


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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