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Analisi dei principali tassi di cambio


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La settimana sul mercato valutario si è caratterizzata per il forte recupero della Moneta Unica nei confronti di tutte le principali monete.
L’Euro Dollaro si ritrova così a testare livelli che non vedeva da due mesi riportandosi sopra area 1.36, sfruttando…


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principalmente la pubblicazione di alcuni dati macroeconomici positivi come l’Ifo tedesco e le notizie arrivate sulla Spagna, dove il governo sta studiando un piano di ricapitalizzazione delle casse di risparmio.
Ma andiamo con ordine: le indicazioni decisamente positive giunte in settimana riguardanti l’asta spagnola di Titoli a 12 e 18 mesi hanno permesso al paese iberico di collocare 4,5 miliardi di euro di bond governativi a 12 mesi, con il rendimento sceso al 2,947% dal 3,449% dell´asta di dicembre, portando la domanda a superare di 2,15 volte l´offerta.
La borsa di Madrid può così chiudere il venerdì di contrattazioni in forte guadagno dopo che il numero due del governo spagnolo, Alfredo Perez Rubalcaba, ha confermato l’intenzione di varare un nuovo piano per rafforzare la rete delle casse di risparmio (Cajas de ahorro).
Il piano consiste in una ricapitalizzazione (da 50-60 miliardi di euro) delle banche spagnole in particolare delle casse di risparmio. Tale operazione sarebbe una spinta per il rating sovrano del paese come ha sottolineato David Riley analista dell’agenzia di rating Fitch, difatti le stime da parte dell’agenzia di rating del mese di luglio erano per un costo della ricapitalizzazione del settore bancario in 23 miliardi di euro.
Per quanto riguarda invece la pubblicazione del l’indice Ifo tedesco (un’indagine condotta tra le principali aziende sulla situazione attuale dell’economia e le aspettative che hanno per il futuro) segnaliamo che si è attestato a 110,3 punti toccando i nuovi massimi assoluti (nuovo massimo da 20 anni). Il consensus era fermo a 109,9 punti dai 109,8 del mese precedente.
Oltre le attese anche l’indice Ifo sulle aspettative che a gennaio si è attestato a quota 107,8 punti a fronte di un consensus che era pari a 106,5 punti.
In settimana è stato pubblicato anche l’indice Zew di gennaio che ha registrato un balzo oltre le attese a 15,4 punti, dai 4,3 precedenti.
Sempre per quanto riguarda il vecchio continente, da segnalare che nel terzo trimestre 2010 la bilancia dei pagamenti dell’Ue allargata ha registrato un rosso di 19,7 miliardi di euro, in calo rispetto ai 34,9 miliardi del II trimestre. Nel terzo trimestre 2009 il dato era stato pari a 26,1 miliardi mentre nel settore dei servizi il saldo mette a segno un avanzo di 21,1 mld, dai 19,3 mld precedenti.
Dal fronte macroeconomico a stelle e strisce, invece, alcuni dati hanno spinto nel corso della settimana il Dollaro a recuperare il terreno che aveva perso nei confronti dello JPY (tornando stabilmente sopra area 82.50) dopo che sono state migliori delle attese gli aggiornamenti arrivati da nuove richieste di sussidio, scese a 404 mila la scorsa settimana, dal superindice, +1%, e dalle vendite di case esistenti, balzate a 5,28 mln a dicembre; mentre ha deluso il Philadelphia Fed di gennaio, in calo a 19,3 punti.
Il cross USD/JPY difatti ha vissuto una settimana altalenante che ha visto l’USD/ JPY raggiungere quota 81.84 verso metà settimana e successivamente accellerare al rialzo toccando massimi a 83.10.
La settimana si è poi conclusa con l’USD/JPY riportatosi stabilmente sopra area 82.50.
Mentre in chiusura di settimana il dollaro statunitense è apparso un po’ opaco soprattutto nei confronti del Franco Svizzero, anche per effetto dell’andamento titubante di Wall Street.
La prossima settimana, fra l’altro, sono in calendario il FOOMC ed il dato sul PIL del 4° trimestre. La cautela perciò è d’obbligo per la valuta d’oltreoceano anche a seguito delle sempre più insistenti voci che parlano di un possibile allarme sulla fragilità dei muni-bond americani.
Un mercato che vale qualcosa come 2.900 miliardi di dollari e che potrebbe essere il nuovo epicentro di una crisi se gli Stati Uniti d’America non si attrezzeranno con un credibile piano di riduzione del deficit.
Addirittura l’agenzia di rating Standard & Poor’s che è stata l’ultima in ordine di tempo a lanciare il monito, sottolinea tuttavia come l’outlook americano rimane stabile ma si suppone che il governo presenti un piano credibile per raddrizzare la politica di bilancio e per consentire al debito di stabilizzarsi rispetto al Pil e di ridursi nel medio termine.
Un capitolo molto importante deve poi essere dedicato a Pechino, dopo l’uscita dei dati che hanno evidenziato un progresso del 9,8% a/a del pil nel quarto trimestre rispetto al +9,4 per cento atteso dal mercato.
Le vendite al dettaglio sono aumentate a dicembre del 19,1% rispetto allo stesso mese del 2009 (consensus era +18,7%) mentre la produzione industriale invece ha registrato a dicembre un progresso del 13,5% su base annuale (le attese erano ferme a un +13,4%).
Volgendo lo sguardo all’inflazione, l’indice dei prezzi al consumo in Cina ha evidenziato a dicembre un rialzo del 4,6% su base annuale, come da attese. Il mese precedente la variazione era stata di un +5,1%.
Ieri lo yuan ha toccato i nuovi massimi storici sul dollaro con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ribadito che la valuta cinese è ancora sottovalutata.
Tra gli altri dati macroeconomici di rilievo nel corso della settimana segnaliamo le vendite al dettaglio in Canada a novembre che hanno registrato un incremento dell’1,3% mensile, dopo il +1% della precedente rilevazione. Gli analisti avevano pronosticato un +0,5% m/m.
Per quanto riguarda infine il petrolio, la chiusura è stata in calo a New York a 98.11 al barile mentre l’oro ha registrato a Londra un fixing pari a 1.343,50 dollari all’oncia, in frazionale ribasso dello 0,04% rispetto al fixing di questa mattina di 1.344 dollari.


Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

La moneta unica è ai massimi da due mesi dopo aver superato di slancio area 1,33 dollari ad inizio settimana ed arrivando a chiudere sopra area 1,36. Le buone notizie in arrivo dalla Spagna, dove il governo sta studiando un piano di ricapitalizzazione delle casse di risparmio, e dalla Germania, che a gennaio ha registrato una crescita dell’Ifo a 110,3 punti, hanno quindi spinto l’Euro. Come detto la prossima settimana sarà molto importante per il cross soprattutto per le indicazioni macroeconomiche che giungeranno dall’America; ricordiamo che sono in calendario il FOOMC ed il dato sul PIL del 4° trimestre. Sarà interessante capire se la l’Euro potrà stabilmente affermarsi in area 1,36 puntando magari un recupero che permetta al cross di riaffacciarsi sopra area 1.37. Solo quando verrà raggiunto tale livello, allora la resitenza a 1.3785 potrebbe rilevarsi buona.

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1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.3540

1.327

1.29

Resistenze

1.3640

1.3785

1.391


Euro – Sterlina

Infine il cross Euro/Gbp si attesta in area 0,85 dopo il minimo toccato ad inizio settimana a 83.30 ed un massimo ad 0.8530, sfruttando anche la debolezza della valuta britannica a seguito delle deboli indicazioni arrivate dalle vendite al dettaglio Uk. A dicembre la flessione mensile è stata dello 0,8 per cento, mentre le attese erano per un calo limitato allo 0,2%.Sopra le attese invece le indicazioni arrivate dall’inflazione: il Cpi a dicembre ha registrato su base annua un rialzo del 3,7%, contro il 3,3% del consenso ed il 2-3% del target fissato dalla Banca centrale. In aumento anche l’indice “core”, calcolato cioè al netto delle componenti più volatili (prodotti energetici e alimentari), che dal 2,7 di novembre è salito al 2,9%.

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1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

0.8490

0.8415

0.833

Resistenze

0.8530

0.862

0.869


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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