Settimana molto volatile quella appena trascorsa dove si è assisitito ad un forte recupero della valuta Europea dopo i ribassi iniziali guidati dai timori sulla tenuta dei conti pubblici in Portogallo e anche del Belgio. Anche se le affermazioni che provengono dai diretti interessati mirano a tranquillizzare…
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l’ambiente, non appena i mercati sentono puzza di bruciato il panic selling diventa quasi inevitabile. Dopo la Grecia e l’Irlanda, il Portogallo é considerato il prossimo paese che probabilmente sarà costretto a ricorrere a un aiuto esterno, nonostante le ripetute smentite e l’istituzione di un rigoroso programma di austerità per riportare il disavanzo pubblico dal 7,3% nel 2010 al 4,6% il prossimo anno.
Nonostante le preoccupazioni iniziali l’asta in calendario martedi scorso ha avuto un ottimo risultato con il buon esito del collocamento dei titioli Portoghesi che ha spinto l’euro a toccare i massimi settimanali e ad allontanare parte dei timori sulla credibilità della moneta unica. Da segnalare come il rendimento dei titoli di stato a 10 anni hanno raggiunto un massimo al 7.193% nella prima parte ma non appena le voci sulla capacità del Portogallo di restituire il debito si sono rafforzate, il rendimento è sceso al 6.805% probabilmente aiutatianche dalle voci di massicci acquisti da parte della Bce di titoli del debito pubblico emessi da Lisbona. Gli analisti credono che anche se i costi della restituzione del debito da parte del Portogallo potrebbero oscillare intorno al 7%, tra i più alti nella storia dell’Euro, prevedono che la domanda interna possa risultare sufficiente a coprire tali uscite e a far sì che il Portogallo possa eventualmente fare a meno del piano di salvataggio. Tuttavia per minimizzare i rsichi, Francia e Germania stanno facendo pressioni sul primo ministro portoghese affinchè accetti il piano che gli verrà proposto.
Intanto Pechino ha detto di voler aiutare l’Eurozona a far fronte alla crisi dei debiti sovrani acquistando i titoli dei paesi a rischio. Lo ha iniziato a fare con i titoli spagnoli. La notizia di mercoledì è che sarà affiancato in questa operazione anche dal Giappone. Il ministro delle finanze Yoshihiko Noda, ha annunciato infatti che il suo governo ha programmato di acquistare obbligazioni del Fondo di stabilità finanziaria europea (Efsf) per contribuire a stabilizzare l’area dell’euro. Lo ha riportato l’agenzia Jiji. «È opportuno che il Giappone, un paese importante, acquisti una certa percentuale» delle obbligazioni che l’Efsf si prepara a emettere, ha spiegato Noda in una conferenza stampa, aggiungendo che questo acquisto giapponese rafforzerebbe «la credibilità» dei titoli europei. Circa la quantità che Tokyo é pronta a mettere sul tavolo, Noda ha parlato «di circa il 20%» dei fondi che metterà sul mercato l’Efsf nella sua prossima emissione di obbligazioni. Lo ha riportato il quotidiano economico Nikkei.
La valuta unica continua con decisione il suo recupero nei confronti dell’euro e dello yen: soprattutto contro il biglietto verde si stanno scatenando gli acquisti, con il cambio che la settimana scorsa in meno di 48 ore è passato dal minimo di 1.2960 fino ai massimi di venerdi a 1.3456 sulla scia del buon risultato delle aste spagnole e dei commenti sull’inflazione da parte del numero uno della Banca centrale europea L’ Euro torna comunque a rafforzarsi anche contro yen, dopo che in Giappone, sono inaspettatamente calati gli ordini di macchinari per il mese di novembre: -3% su mese a fronte di attese di un incremento del 2% la terza rilevazione consecutiva di segno negativo (il dato, generalmente piuttosto voltatile, fa seguito al termine dei sussidi pubblici che ha spinto numerose imprese a ritardare le spese per investimento).
Le parole di Trichet di settimana scorsa riguardo all’inflazione e all’attitudine più severa della Bce a riguardo hanno alimentato le speculazioni di un aumento dei tassi di interesse prima di quanto fino ad ora il mercato si attendeva: nello specifico il presidente della BCE si è detto preoccupato per l’andamento dell’inflazione europea nel breve termine, che a dicembre è salita in Eurolandia al 2,2% tendenziale, sopra il target del 2% considerato come livello spartiacque dall’Eurotower. Anche se le aspettative di medio periodo vedono un’inflazione sotto questo livello, Trichet ha dichiarato espressamente che non esiterà ad alzare i tassi di interesse, se necessario.
I mercati comunque iniziano a porsi interrogativi di medio periodo: il sentiment di qualche settimana fa potrebbe effettivamente cambiare e vedere la possibilità che avvenga un rialzo dei tassi in Europa prima che negli Stati Uniti, e questo potrebbe dare più spazio all’euro per salire. Questo cambio di scenario sta portando alcuni analisti a pronosticare una stretta sui tassi già nell’estate di quest’anno, mentre il consensus Bloomberg vede i tassi Bce a fine anno all’1,25% rispetto all’1% attuale. Altri operatori più scettici sospettano invece che le preoccupazioni per la solvibilità di alcuni paesi periferici della zona euro perdureranno, e che l’ultimo rialzo della moneta unica non è altro che una breve copertura dopo l’overselling di fine anno su una visione eccessivamente ribassista sulla zona euro: dato che i problemi di bilancio della regione sono problemi strutturali che richiedono tempo prima di essere risolti. Il livello chiave di resistenza ora è 1,3430 dollari che da diverse settimane sta contenendo tutti i tentativi di risalita dell’Euro.Solo una sua rottura rialzista potrebbe spingere l’Euro verso l’area 1.3750 contro il dollaro e 112.00 contro lo Yen.
Principali tassi di cambio:
| Euro – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
Recupera la valuta Europea nelle ultime sedute della settimana appena trascorsa con il cross EURUSD che si riporta sotto l’importante resistenza posta in area 1.3430 che da diverse settimane mantiene bloccato il mercato. Solo la rottura di questo livello potra aprire gli spazi per nuovi allunghi rialzisti che potrebbero rallentare a contatto con l’area 1.3500 ma che avrebbero come obiettivo finale per le prossime settimane l’area 1.3730/1.3780. Possibile nelle prime ore un movimento ribassista di Pull Back che potrebbe riportare il cross EURUSD a testare il supporto in area 1.3280 prima e 1.3140 successivamente, livello quest’ultimo che se raggiunto potrebbe spingere gli investitori a riprendere gli acquisti di Euro e vendite di biglietti verdi. | ||||||||||||||||||||||
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| Sterlina – Dollaro | ||||||||||||||||||||||
Strappa al rialzo anche la valuta Inglese conto il Dollaro Americano, riuscendo a riportarsi a contatto con l’importante resistenza posta in area 1.5890 che dalla fine di Novembre sta impedendo al Cable di allungare al rialzo. Possibile nelle prime ore un ritracciamento verso i prmi supporti posti in area 1.5800 prima e 1.5740 successivamente. Il trend di breve rimane positivo ed una possibile rottura rialzista della resistenza a 1.5890 potrebbe riportare il cross GBPUSD verso l’area 1.6000 prima e 1.6180 successivamente. Bene impostate anche le principali Medie Mobili che potrebbero dare supporto nelle prossime ore all’attuale movimento rialzista. | ||||||||||||||||||||||
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L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.
Fonte: Cfx Intermediazioni.com













