Crude Oil. Il prezzo del petrolio ha chiuso la scorsa settimana a 86,85 dollari in rialzo del 4,7%. La crescita sostenuta è dovuta principalmente al QE2 della Fed che ha sostenuto in generale i prezzi di tutte le materie prime. Altri elementi hanno tuttavia supportato il petrolio, in primis la svalutazione ….
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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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del dollaro Usa che rende più appetibile la commodity per gli investitori stranieri. Poi ci sono notizie provenienti dai mercati emergenti, come l’indice manifatturiero cinese che è passato da 53,8 a 54,7 nel mese di ottobre e l’India che ha intenzione di incrementare la domanda della materia prima nei confronti della Nigeria. Lo spunto rialzista del petrolio non ha perso quota nemmeno mercoledì 3 novembre, quando i dati sulle scorte Usa hanno evidenziato un aumento dello 0,53%. Solo nelle giornate di giovedì e venerdì, dopo aver toccato il prezzo più alto dall’ottobre 2008, il prezzo ha fermato la sua corsa e ha mantenuto il prezzo costante sino a fine settimana.

Natural Gas. Dopo il rialzo del 9,34% messo a segno la scorsa settimana, il gas naturale ha perso subito parte dei guadagni cumulati nella seduta di lunedì, chiusasi in ribasso del 5,1%. Tuttavia, la commodity ha successivamente ridotto le perdite e ha chiuso la settimana in ribasso del 2,5% a 3,937 dollari. Il prezzo è poi risultato poco volatile sino a giovedì e non ha sofferto in modo significativo per l’aumento dell’1,78% delle scorte Usa. I dati positivi sui payroll americani hanno permesso al Natural Gas di guadagnare nella seduta di venerdì il 2,1%. Da segnalare l’impatto nullo sul Batural Gas del QE2 che ha invece avuto un impatto positivo generalizzato su quasi tutte le commodity. La nuova settimana è iniziata in forte rialzo nella giornata di lunedì (+3,84%) grazie alla previsione di temperature sotto la media nel Nord-Est degli Stati Uniti.
Soft Commodities & Metals. Settimana di rialzo generalizzato per le soft commodity, le cui performance sono guidate da quelle del cotone (+12,64%) che ha quasi raddoppiato il prezzo dall’inizio dell’anno. Bene anche lo zucchero (+7,34%) e il grano (+6,84%) mentre la peggiore performance l’ha registrata il cacao, comunque in rialzo dell’1,68%. Lo zucchero in particolare ha toccato in settimana il più alto prezzo da 30 anni grazie alle notizie arrivate dal Brasile riguardanti condizioni climatiche avverse e che minacciano di ridurre in maniera significativa il raccolto. Sul fronte dei metalli industriali si segnala la performance del rame (+4,34%) e del nichel (+3,79%) mentre quelli preziosi registrano performance mediamente più elevate: argento (+13,4%), palladio (+12,4%), oro (+4,22%) e platino (+3,91%).

Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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