Ambrose Evans Pritchard ricordava su The Telegmph che quasi tutti gli Stati sono concen-trati nel disperato tentativo di svalutare la propria moneta Una situazione simile agli anni Trenta D ribasso delle singole valute è propiziato dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dall’Unione Europea. La Cina interviene in questa dialettica bloccando l’ascesa della sua divisa, posizionata su livelli irrisori. Per non…
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parlare degli sforzi compiuti da Svizzera e Giappone per cercare di limitare i danni provocati dalla ricerca di investimenti tranquilli e dal-la consegunte (e indesiderrata) ascesa delle loro valute. Tra i paradossi del mondo finanziario vi è infatti la caccia allo yen, una valuta legata caratterizzata da una economia da vent’anni in deflazione e da un debito pubblico colossale. Tutte ciò facilita l’ascesa dell’oro, denominato da Ambrose Evans Pritchard «l’ultimo rifugio contro le svalutazioni competitive». Sembrano lontani anni luce le vendite effettuate massicciamente dalle Banche centrali. Per circa vent’anni (tra il 1980 e il 2000) si era inaffti assistito a un «goldrush al rovescio». Con le principali Banche centrali (Canada, Regno Unito, Svizzera, Belgio, ecc.) concentrate nel liquidare al più presto possibile il metallo giallo. E con Gordon Brown che poco più di dieci anni fa era orgoglioso di liquidarlo a un prezzo inferiore dell’80% alle attuali quotazioni Un capolavoro di sfortuna e assurdità. Ora tutte le Banche Centrali hanno mutato politica Capitanate dall’India comprano l’oro messo in vendita dal Fondo monertario internazionale. Finito questo ammontare dovranno rivolgersi al mercato. Come tutte le merci, anche l’oro è soggetto alla legge della domanda e dell’offerta E da dieci anni la domanda impone le sue regole.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 2 ottobre 2010






