Giornata difficile per i mercati finanziari dopo la chiusura negativa asiatica, il ribasso delle principali borse europee e il crollo del dollaro USA, che ha toccato il mimino da 15 anni sullo yen a 83.32, dopo aver rotto il supporto a …
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83.58. Il dollaro rimane debole anche in vista delle elezioni di medio termine, mentre gli ordini per macchinari in luglio hanno mostrato il maggior rialzo in sette mesi in Giappone, con un +8,8% contro attese di un +1,8%: il dato potrebbe portare a una revisione al rialzo del Pil del secondo trimestre, dato che sarà reso noto questo venerdì. Scivola inoltre l’euro a un nuovo minimo record contro il franco svizzero, fino a 1.2773 dopo aver sfondato a ribasso il supporto a 1.2812, oltre che per il clima di sfiducia che si respira sui mercati anche alla luce della forza della ripresa in atto nell’economia svizzera, con gli analisti escludono un intervento della banca centrale per raffreddare il cambio: la banca centrale svizzera ha infatti abbandonato in giugno l’impegno a intervenire sulla divisa sottolineando come i rischi di deflazione fossero largamente dissipati. L’euro si muove debole anche per via del persistere dei timori per la salute del settore bancario in Europa, rifondati dalla mancata corrispondenza fra i dati sull’esposizione sul debito sovrano del 31 marzo scorso che le banche hanno presentato al Cebs e quelli raccolti alla stessa data e pubblicati due giorni fa dalla Banca dei regolamenti internazionali (Bri). Le banche europee, secondo un analisi del Wall Street Journal, avrebbero sottostimato l’ammontare di titoli di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna per incorrere in minori svalutazioni e superare così il test. La moneta unica subisce anche contro yen, ora scambiato in area 105.9 dopo aver sfondato al ribasso il supporto posto a 106.04, e contro dollaro USA, sotto il supporto a 1.2677: su entrambi i cross si viaggia su livelli di ipervenduto, eventuali altri strappi al ribasso potrebbero essere interessanti per sfruttare in scalping anche piccoli rimbalzi da questi minimi. Sul fronte macro, dopo il deludente dato ieri sugli ordini manifatturieri tedeschi (in netto calo contro attese di un leggero rialzo), oggi si seguirà il dato sulla produzione industriale in Germania in luglio. Le attese sono per un rialzo dell’1,0% su mese dopo un -0,6% di giugno: se positivo, il dato potrebbe ridare un po’ di fiato alla moneta unica. Attenzione anche alle 15, quando la Bank of Canada dovrebbe alzare i tassi dall’attuale 0.75% all’1%: il cross USDCAD si muove ora su livelli di ipercomprato appena sotto la media mobile a 200 periodi sul grafico orario, un’eventuale rottura o un mancato sfondamento potrebbero dare il là a un accelerazione del movimento del cambio. Molto ben intonata anche la sterlina, ma come per le altre valute ci stiamo muovendo su prezzi limite per la giornata: anche qui è possibile sfruttare un possibile rimbalzo dell’euro e del dollaro contro la divisa britannica, ovviamente impostando uno stop (o stop and reverse) sotto gli attuali minimi.
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Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com














