Giornata clou per capire se si debba parlare di un nuovo periodo recessivo (il tanto temuto double dip) per quanto riguarda l’economia USA: alle 14,30, …
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come ogni primo venerdì del mese, verrà diffuso l’employment report, con un’attesa degli analisti per un calo dei nonfarm payrolls (gli stipendiati nel settore non agricolo) per il mese di agosto di 90.000 unità dai precedenti -131.000 di luglio e un leggero aumento del tasso di disoccupazione USA a 9.6% dal precedente 9.5% (ricordiamo però che mercoledì il dato sul settore privato ha mostrato un calo di 10.000 occupati mentre le attese erano per un recupero di 37.000 unità). Il dato è atteso con particolare trepidazione dal mercato, viste le deludenti indicazioni macro che negli ultimi tempi sono arrivate dagli Stati Uniti, e che hanno gettato timori su un possibile nuovo scenario di crisi (o per meglio dire di una ripresa a doppia W). Gli operatori restano cauti, con un idea di fondo di un rallentamento dell’economia Usa e di quella globale, come testimonia uno yen ormai stabile poco sopra i massimi da 15 anni sul dollaro USA (divisa nipponica sostenuta anche dai dati macro, con le aziende giapponesi che hanno ridotto la spesa per capitale meno del previsto nel periodo aprile-giugno: -1,7% rispetto allo stesso periodo del 2009 contro attese per un -6,5% e il -11,5% registrato nel primo trimestre 2010, un’indicazione che va nella direzione di una revisione al rialzo, in seconda lettura, del dato di crescita del pil giapponese del secondo trimestre): sicuramente però un’eventuale sorpresa sul fronte dei posti di lavoro americani andrà a muovere il mercato. Consolida i guadagni della settimana anche l’euro, sopra soglia 1.28 contro dollaro USA e sopra 108 contro Yen (e sopra tutte le medie mobili contro entrambe le monete su un grafico orario), dopo che ieri la riunione della BCE non ha consegnato grosse novità ai mercati, con Trichet a confermare che la ripresa, sulla base degli ultimi dati, sta andando «più forte del previsto» e che i più recenti dati dalla congiuntura dell’Eurozona «sono più positivi del previsto». Il numero uno della BCE ha poi aggiunto che la ripresa proseguirà anche nei prossimi mesi anche se continuerà a essere «moderata e dominata dall’incertezza», con un rallentamento previsto nella seconda parte dell’anno. La Bce, ha infine aggiunto Trichet, ha rivisto al rialzo le stime sul Pil dell’eurozona per il 2010 e il 2011: la crescita attesa per quest’anno passa dall’1% stimato a giugno all’1,6%, mentre l’anno prossimo il Pil dell’area è stimato in espansione dell’1,4%, contro l’1,2% previsto a giugno. Fatica invece la sterlina a rompere al rialzo la media mobile di lungo periodo contro dollaro USA (sempre su grafico orario) e quella di medio periodo contro euro, a conferma delle difficoltà già riscontrate in settimana dalla valuta britannica, mentre il franco svizzero si difende contro il dollaro USA ma inizia a perdere terreno contro euro (anche qui test interessante è la media mobile a 200: una rottura al rialzo potrebbe significare una decisa accelerazione della divisa unica). Lato macro, stamattina è stato diffuso il PMI del settore dei servizi per la Zona euro, con una stabilizzazione della crescita per il mese di agosto (in aumento a 55.9 dal precedente di luglio a 55.6). Pomeriggio, oltre all’employment situation, attenzione alle 16:00 all’Ism USA non manifatturiero per il mese di agosto, atteso in calo a 53,5 dal precedente 54.3 di luglio.
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Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com












