Peter Krauth ha pubblicato un interessante e dettagliato articolo su Money Morning. E lungo titolo è molto eloquente: «Sette ragioni per…
Se vuoi ricevere le principali notizie riguardanti gli ETF e gli ETC iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
cui l’oro supererà quota 2.500 dollari .E l’inflazione non sarà uno di questi motivi». Krauth ricorda che un raddoppio della massa monetaria, come avvenuto nel 2009, potrebbe essere una ragione sufficiente per giustificare un rialzo nelle quotazioni del metallo giallo, che si sono quintuplicate in un decennio. Ma questo non basta per gli ottimisti. Sul mercato operano infatti, le leggi della domanda e dell’offerta. Per Money Morning la prima ragione che giustificherà il raggiungimento di 2.500 dollari per oncia è rappresentata dalla continua diminuizione dell’estrazione di metallo giallo. Questa è diminuita del 9,3% dal 2001. Perché non è salita con prezzi quasi quintuplicati? La causa è la diminuizione dei filoni auriferi e la mancanza di nuove scoperte. E questa è infatti la seconda ragione che giustifica ulteriore ascese. Le miniere marginali sono già sfruttate. L’oro rimasto può essere estratto soltan-to se le quotazioni saliranno in modo deciso. Qualcosa di analogo a quanto avviene sul mercato dell’argento, caratterizzato anche da una rapidissima diminuizione di metallo facilmente estraibile e da un deficit estrattivo quarantennale. Queste ragioni ricordate si basano sulla «legge della domanda e dell’offerta». Le altre cinque giustificazioni (che verranno analizzate nelle prossime rubriche) sono altrettanto valide. Quota 2.500 dollari per oncia implica un raddoppio delle quotazioni, oggi attorno a 1.200 dollari. Ma chi avrebbe scommesso dieci an-ni fa che le quotazioni del metallo giallo sarebbero quintuplicate? Perciò i gold-bug toccano ferro e aspettano.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 17 luglio 2010






