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Analisi dei principali tassi di cambio


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La settimana che si è appena chiusa sul mercato valutario ha visto rilevanti movimenti tra i principali cross dovuti anche all’uscita di importanti dati macroeconomici. I principali movimenti sui cross si possono attribuire all’effetto combinato delle tensioni legate ai 442 mld di euro di prestiti cheLa settimana valutaria si è aperta con delle buone notizie per la moneta unica che si è avvantaggiata del sentiment degli operatori decisi a puntare sugli asset più rischiosi in scia della convinzione


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le banche europee hanno dovuto restituire alla Bce a metà settimana.
L’euro, quindi, è stato penalizzato dal fallimento dell’asta della Bce destinata a “sterilizzare” gli effetti degli acquisti di asset tossici.
Inutile l’intervento del Governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, che ha provato a smorzare i toni affermando che “la Bce farà tutto quanto è necessario per assicurare la necessaria liquidità”.
Analizzando i principali dati macro usciti in settimana segnaliamo l’inatteso ribasso del dato relativo alla fiducia dei consumatori statunitensi, scesa inaspettatamente a 52,9 punti.
I dati relativi il mercato del lavoro statunitense rinforzano il recupero della moneta unica che, tra giovedì e venerdì, ha avuto un rialzo importante portando il cross con il Usd fin sopra quota 1.2600.
Questo rialzo è stato favorito soprattutto alla pubblicazione del Nonfarm Payrolls americano (nuove buste paga) e tasso di disoccupazione.
A giugno la prima economia del pianeta è tornata, per la prima volta nel 2010, a bruciare posti di lavoro, con le buste paga scese di 125 mila unità (-110 mila per il consenso); ha pesato il calo degli occupati nel settore pubblico, che nelle precedenti rilevazioni aveva artificialmente gonfiato le statistiche con 411 mila assunzioni temporanee destinate allo svolgimento delle operazioni di censimento, ormai al termine.
In calo invece il tasso di disoccupazione, passato dal 9,7 al 9,5 per cento, con il consensus orientato per un lieve rialzo al 9,8%.
Sempre per quanto riguarda il fronte macro, maggiore del -0,5% pronosticato il calo degli ordinativi industriali a maggio, scesi dell’1,4%.
ll mercato del lavoro statunitense si conferma quindi l’anello debole, destinato a posticipare anche la ripresa dell’immobiliare e del manifatturiero; forse gli operatori avevano ecceduto nel penalizzare la Vecchia Europa a scapito della ripresa statunitense, che, stando agli ultimi dati potrebbe farsi attendere più del previsto; la disoccupazione europea, stabile al 10%, con il mercato che aveva pronosticato una crescita di 10pb, ed i prezzi alla produzione di maggio, saliti dello 0,3% mensile e del 3,1% annuo.
Per quanto riguarda il mercato asiatico, ad innescare le vendite è stata la pesante revisione al ribasso del superindice cinese di aprile, passato dall’1,7% allo 0,3%; si tratta di un dato che in genere aiuta a prevedere l’andamento dell’economia nei successivi 6 mesi (il cross Eur/Jpy ha toccato minimi dal 2001 per poi ritracciare fino a quota 109.95).
Indicazioni poco confortanti sullo stato di salute dell’economia globale sono poi arrivate dal Giappone, con il tasso di disoccupazione che a maggio ha messo a segno un inatteso rialzo al 5,2% (dal 5,1%, 5% per il consenso), la spesa delle famiglie che ha registrato un -0,7% annuo e la produzione industriale (dato preliminare) in calo dello 0,1%.
Inoltre il Pmi manifatturiero giapponese è sceso a 53,9 punti a giugno e l’apertura di nuovi cantieri a maggio è scesa di un inaspettato 4,6% annuo.
Notizie positive invece dalla Germania, dove l’export ha favorito il dodicesimo risultato utile consecutivo per il mercato del lavoro, con il totale dei disoccupati sceso di 21 mila unità a 3,23 mln (minimo dal 2008). Il tasso di disoccupazione si è confermato al 7,7%. Intanto il dato preliminare sull’inflazione dell’Eurozona a giugno ha registrato un rialzo dei prezzi dell’1,4%, di 10pb al di sotto del punto e mezzo pronosticato e -0,2% nel confronto con il dato precedente.

Principali tassi di cambio:

Principali tassi di cambio:

Euro – Franco Svizzero

Franco svizzero protagonista della settimana. Le dichiarazioni di Jean-Pierre Danthine, membro del board della Swiss National Bank, hanno spinto al rialzo la moneta elvetica che ha fissato un minimo di seduta e nuovo record storico contro euro a 1,3070 per poi ritracciare verso fine settimana tornando sui livelli di 1.3380. Danthine ha rilevato come la deflazione non rappresenti più un pericolo per l’economia svizzera e che la forza del franco non ha finora intaccato l’andamento dell’export. Eventuali segnai ribassisiti, quindi, potrebbero vedersi a seguito di un ritracciamento sotto quota 1.33 ed in area 1.3210. La resistenza sopra area 1.3400, invece, può essere considerata un buon segnale rialzista.

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0
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.3300

1.323

1.309

Resistenze

1.3430

1.35

1.356


Dollaro – Dollaro Canadese

Il dollaro canadese, loonie, perde terreno sul valutario a causa delle incertezze che circondano la ripresa globale e delle indicazioni macroeconomiche arrivate in giornata. Il loonie come detto è penalizzato dai dati macro, con l’indice che misura l’andamento dei prezzi delle materie prime (Rmpi, Raw Materials Price Index) che a maggio ha registrato un inatteso calo congiunturale del 7,2% (-0,3% per il consenso) ed i prezzi alla produzione che hanno segnato un rialzo dello 0,3%, contro il +0,4% precedente. Dopo sette risultati utili consecutivi, il Prodotto interno lordo canadese ad aprile non ha fatto registrare variazioni rispetto alla precedente rilevazione, deludendo così gli analisti che avevano pronosticato una crescita dello 0,2%. Il dato precedente aveva messo a segno un +0,6%. Ai cali messi a segno dalle vendite al dettaglio (-1,7%) e dal comparto manifatturiero (prima battuta d’arresto dallo scorso agosto) si è contrapposto il buon andamento delle vendite all’ingrosso e del settore minerario. Il dollaro canadese perde terreno quindi contro il dollaro USA. Il cross infatti è salito fino a quota 1.0673.Un eventuale ritracciamento in area 1.0550 può essere visto come segnale ribassista.

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3
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.0550

1.0465

1.034

Resistenze

1.0675

1.071

1.076


Euro – Sterlina

La sterlina è stata particolarmente penalizzata dalle dichiarazioni di Adam Posen, membro del comitato esecutivo della Banca d’Inghilterra; secondo Posen l’economia d’Oltremanica starebbe “tentando di recuperare terreno, ma il rischio di ricadere in recessione è ancora alto”. Posen ha poi dichiarato di non dare più di tanta importanza in questo momento all’andamento dell’inflazione, che riflette solo “l’incremento delle aspettative, influenzate dalle misure anti-crisi”. La sterlina ha toccato minimi a quota 0.8065 verso metà settimana per poi ritracciare in maniera decisa sfiorando area 0.8300. Vediamo un primo supporto in caso di ritracciamento dei minimi relativi (0.8215) e successivamente in area 0.8165. Sopra area 0.84, invece, si può pensare ad una decisa ripresa del cross.

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0
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

0.8235

0.8165

0.8065

Resistenze

0.8280

0.832

0.844


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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