Nella settimana appena trascorsa (per le borse la peggiore dal 2008) non è certo mancata sul mercato dei cambi la volatilità, con i cross eurusd ed eurjpy al centro delle attenzioni (e delle speculazioni) dei player del mercato. I driver di fondo sono rimasti sempre gli stessi che ci accompagnano ….
ormai da settimane, e cioè i timori di fondo sul debito Greco e per la possibile estensione della crisi di bilancio del bilancio pubblico ellenico sia ad altri paesi dell’area euro sia di altri stati extra UE esposti al debito greco: oltre a ciò a creare preoccupazioni questa settimana sono anche le dure manovre correttive dei conti pubblici, ormai diventate evidentemente necessarie, ma che fanno presagire effetti frenanti sulla ripresa economica dell’Unione monetaria Europea. Sta di fatto che martedì i sopra citati timori dell’impatto economico sulla zona euro della crisi del debito han fatto scivolare la valuta unica ai minimi da quattro anni sul dollaro, spingendo le posizioni corte sulla valuta europea a valori record: in mattinata era stato diffuso l’indice ZEW sulla fiducia dei consumatori tedeschi di maggio, crollato (come era facile ipotizzare data la situazione di questi giorni) a 45.8 dal precedente 53.0 di aprile. Quello che ha fatto preoccupare gli operatori europei e non solo è stata la rapidità dei deprezzamenti: contro yen martedì è stata bucata al ribasso la soglia di 110 (con un minimo a 109,45), andando a riprendere i minimi dal 2001, mentre contro dollaro USA la divisa unica è andata a testare soglia 1.214 sui minimi a quattro anni. Sui quei livelli (la discesa era del 6% nel solo mese di maggio) la caduta dell’euro ha fatto aumentare rumors di un possibile intervento della Bce a sostegno della moneta unica europea, oltre a numerose ricoperture di posizioni short: sebbene l’outlook a medio termine non sia cambiato, l’euro ha rimbalzato con decisione portandosi fino in area 1.26 contro dollaro (in calo anche su non confortanti dati sui sussidi di disoccupazione) anche su timori da parte degli investitori di un eccesso di posizioni corte a seguito delle vendite registrate nelle ultime sedute.
Il mercato ha la visione chiara che l’euro scenderà, ma mantenendo la posizione si è vulnerabili a qualunque possibilità di intervento.
Venerdì anche il Parlamento tedesco ha contribuito a dare nuovo respiro alla moneta unica, approvando la legge per finanziare lo strumento europeo per i paesi in difficoltà. Inoltre nello stesso giorno, dopo mesi di aspra battaglia, anche il Senato Usa ha approvato la riforma di Wall Street voluta dal presidente Obama: con regole più severe per le banche e i mercati dei capitali si tratta del più ampio progetto di revisione della regolamentazione finanziaria negli Usa dagli anni Trenta.
Lato asia, la Banca del Giappone, in linea alle aspettative di mercato e analisti, ha confermato l’attuale livello di 0,1% come tasso di riferimento per l’overnight, al termine della riunione di politica monetaria. Altri dati di rilievo per la settimana sono stati l’inflazione di aprile in Gran Bretagna, conil Cpi in crescita su base mensile dello 0.6% (oltre consensus dello 0.4% e in linea con i valori registrati in marzo), e negli Stati Uniti, qui in calo dello -0.1% (sotto consensus dello 0.1% e in flessione rispetto a marzo quando si era fatto registrare un +0.1%), oltre al Pil del Giappone del primo quadrimestre del 2010, in aumento su base trimestrale del 4.9% (sotto consensus del 5.5% ma sopra il dato del precedente trimestre rivisto a +4.2%).
Spicca sul mercato valutario il violento movimento dell’eurchf, con il solito intervento della Banca centrale Elvetica, e il crollo del dollaro australiano, con numerosi sell-off verificatisi in seguito alle voci secondo cui la Reserve Bank of Australia starebbe per sospendere la politica rialzista degli ultimi mesi, oltre alle indicazioni non proprio confortanti arrivate dall’economia cinese, primo partner commerciale dell’Australia. Va precisato comunque che venerdì, nel corso di una seduta particolarmente volatile, l’aussie ha rimbalzato su indiscrezioni circa un intervento possa intervenire per sostenere la valuta.
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Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni
Fonte: Cfx Intermediazioni.com








