Euri - 100

Analisi dei principali tassi di cambio


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Settimana che si era aperta positivamente per le valute ad alto rendimento: dopo le precisazioni nel weekend del 10/11 aprile sul piano di emergenza …

per il salvataggio della Grecia, l’euro apriva in gap rialzista e sembravano svanire le speculazioni e gli attacchi ribassisti sulla moneta unica: i ministri delle finanze della zona euro hanno approvato un piano da 30 miliardi di euro al 5% per un meccanismo d’emergenza a sostegno della Grecia, a cui si possono aggiungere 10 miliardi di euro da parte del Fondo Monetario Internazionale, in quello che potrebbe essere il più grande salvataggio multilaterale mai approntato.

Se a inizio settimana però il sentore era che il governo greco non avesse intenzione di approfittarne almeno a breve, la mancata risalita dei prezzi dei bond greci ha dato credito all’ipotesi opposta. Quello che sembra esser mancato durante la settimana è stata una precisa direzionalità, con valute come la sterlina che sono passati da minimi a 1.535 dollari, massimi a 1.5520 per poi tornare in chiusura di settimana ancora in area 1.355.

Un’evoluzione non direzionale è giustificabile con quanto Bernanke ha ribadito mercoledì nell‘audizione al Joint Economic Committee: i segnali incoraggianti non mancano, ma la ripresa è moderata e non priva di difficoltà; Bernanke ha anche ribadito che nelle attuali condizioni i tassi USA resteranno prossimi a zero “per un lungo periodo”, smentendo di fatto le speculazioni su un imminente cambio di linguaggio da parte dell’istituto centrale statunitense.

I dati macro della settimana hanno comunque supportato la teoria del numero uno della Fed: se da un lato le vendite al dettaglio di marzo hanno registrato un balzo oltre le attese dell’1,6% e se dal Beige Book sono emersi nuovi segnali di ripresa dell’economia USA, dall’altro la produzione industriale ha deluso (a marzo è salita solo dello 0.1%, contro attese degli analisti di un rialzo dello 0.7%), così come l’indice elaborato dall’università del Michigan sulla fiducia dei consumatori (con il preliminare congiunturale di aprile scivolato a 69,5 dal 73,6 finale di marzo, a fronte di un consensus visto a 75,0), che ha spento gli animi venerdì pomeriggio prima della doccia fredda della Sec, che in chiusura di seduta europea ha affossato i mercati (e le valute ad alto rendimento) sulla notizia dell’indagine dell’istituto di vigilanza USA per frode su Goldman Sachs.

Sull’euro, che a metà settimana scambiava su livelli sostenuti (sospinto da una produzione industriale che a febbraio ha fatto registrare un aumento dello 0.9%, contro un consensus dello 0.1%, e dalla debolezza del dollaro dopo le parole di Bernanke), oltre che la notizia su Goldman, sono pesate le attese di rivalutazione dello yuan, dopo i dati sul Pil cinesi (crescita T1 a 11,9% a/a dal 10,7% del T4), l’allargamento dello spread tra obbligazionario decennale greco e bund, e la consapevolezza del mercato che la ripresa dell’area euro stia procedendo a una velocità inferiore a quella che sta caratterizzando l’economia a stelle e strisce.

Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

Si indebolisce l’euro nelle ultime ore di venerdì chiudendo la settimana proprio sui livelli di quella precedente. Tecnicamente il gap è stato ricoperto ma la valuta europea potrebbe provare ad estendere il ribasso fino al primo importante punto di appoggio posto in area 1.3400. Il trend di breve rimane ribassista e mantiene probabile un test dell’area 1.3400 prima e 1.3360 successivamente senza ovviamente potere escludere un veloce movimento di recupero tecnico verso le resistenze in area 1.3550 e 1.3580 . Solo un ritorno di forza sopra i massimi a 1.3580 potrebbe spingere il cross a testare i massimi della settimana scorsa posti in area 1.3690 livello che se infranto al rialzo potrebbe ridare fiducia alla valuta europea con possibili successivi test dell’area 1.3800 che rimane per il momento la vera resistenza di medio periodo

CFX Intermediazioni

-2
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.3400

1.336

Resistenze

1.3550

1.358


Euro – Yen

Crolla violentemente l’EURJPY nelle ore finali di venerdi in scia alla chiusura negativa delle borse europee. Il trend di breve è fortemente ribassista ma ancora inquadrato in un movimento di storno tecnico del cross dopo i forti rialzi delle settimane trascorse. La tenuta dell’area 124.00 mantiene intatta la trend line rialzista di medio periodo che continua a proiettare l’euro al rialzo nei confronti dello Yen in un ottica di più lungo respiro. Importante sarà la tenuta del supporto 123.60 che se violato potrebbe riportare il cross a testare i minimi di area 121.50. Solo la rottura rialzista della forte resistenza posta in area 127.80 potrà proiettare il cross verso livelli piu elevati mantenendo il trend di medio lungo periodo rialzista.

CFX Intermediazioni

0
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

123.60

122.4

Resistenze

126.60

127.8


Dollaro – Yen

Storna violentemente anche la valuta Americana nei confronti del dollaro in un movimento che in questo caso rimane contenuto da un trend rialzista di breve medio periodo ben definito. La serie di minimi e massimi in crescita e la tenuta del supporto in area 92.00 lasciano ben sperare per una ripresa delle quotazioni del cross. Possibile un ulteriore strappo ribassista con target l’importante area posta a 91.00 dove potrebbero riprendere con forza gli acquisti data la buona impostazione del cross nel lungo periodo. Primi obiettivi rialzisti l’area a 92.80 e successivamente quella a 93.70 che se dovesse essere raggiunta proietterebbe il cross verso nuovi massimi relativi anche sopra l’area 94.80.

CFX Intermediazioni

-1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

92.00

91.0

Resistenze

92.80

93.7

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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