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10° Anniversario degli ETF in Europa: un futuro brillante, una svolta cruciale

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Entro la fine del 2010 ci aspettiamo che i patrimoni in gestione degli ETF in Europa supereranno i 500 miliardi di dollari e che gli asset europei cresceranno del 30% nel corso del 2010 …

Le previsioni di Deborah Fuhr sul settore degli ETF

Si celebra in questi giorni il 10° anniversario della nascita degli ETF (Exchange Traded Funds) in Europa, e per l’occasione Deborah Fuhr, Managing Director e Global Head della divisione ETF Research and Implementation Strategy di BlackRock, ha preparato un outlook sul settore che prevede una crescita annua del 30% degli Assets Under Management (AUM) degli ETF nei prossimi anni, portando gli AUM degli ETF in Europa a 500 miliardi di dollari entro il 2012.

Il tasso di crescita annuo composto per gli asset degli ETF è stato del 90,5% in Europa negli ultimi dieci anni fino a fine 2009, nettamente superiore del tasso di crescita del 58,1% negli Stati Uniti e del 56,3% a livello mondiale. Il dato dimostra l’interesse continuo degli investitori verso gli ETF. Nell’anniversario dei primi ETF in Europa, quotati nell’ aprile 2000 alla Deutsche Börse e al London Stock Exchange, Deborah Fuhr fornisce cinque previsioni sull’ industria:

1. Gli asset degli ETF aumenteranno del 30% nel corso del 2010

“Con una maggiore consapevolezza della gestione del rischio, molti investitori hanno scoperto che gli ETF, strutturati come fondi, incontrano il loro desiderio di una maggiore trasparenza in relazione ai costi, alla liquidità, al rischio e al rendimento. Entro la fine del 2012 ci attendiamo che in Europa gli AUM degli ETF supererano i 500 miliardi di dollari e che gli asset cresceranno del 30% (includendo i nuovi flussi netti e i movimenti di mercato) nel 2010”, ha sottolineato la Fuhr.

2. La preferenza per gli ETF passivi core continuerà

“Nonostante la crescita nell’utilizzo degli ETF sia rappresentata dalle esposizioni in asset class alternative, continuerà la preferenza degli investitori verso gli ETF basati sugli indici broad-market che coprono i titoli core. Questo dato è essenziale, soprattutto nel contesto attuale dove esiste una forte crescita della volatilità del mercato. Poiché nessun singolo settore, stile o singolo titolo supera le performance di altri settori o stili, avere portafogli investiti in strumenti che replicano indici core non solo aiuta a ridurre la volatilità, ma può far ottenere rendimenti competitivi al portafoglio nel suo complesso”, ha puntualizzato la Fuhr.

3. Una crescita significativa sia nel mercato istituzionale che retail

“Gli ETF hanno sostanzialmente cambiato il modo in cui sia gli investitori istituzionali che retail costruiscono il proprio portafoglio di investimento”, ha continuato Deborah Fuhr. “Ci aspettiamo che gli ETF continuino ad essere uno dei veicoli di investimento preferito per l’esposizione beta a costo contenuto sia per il mercato rappresentato dalla clientela istituzionale che per quello retail. Alcune modifiche a livello normativo, quali la Retail Distribution Review (RDR) che cercano di vietare le commissioni nel mercato retail in UK, avranno un impatto significativo sull’ utilizzo degli ETF nei prossimi 18 mesi. Stiamo assistendo a livello globale, alla crescita dell’uso degli ETF europei UCITS nei portafogli della clientela istituzionale.

4. Lo sviluppo e la crescita di stili di investimento che utilizzano prodotti come gli ETF saranno utilizzati come mattoni nella costruzione del portafoglio per arrivare al beta a basso costo.

“Diverse gamme di prodotto stanno cominciando ad emergere in settori più specializzati per soddisfare il crescente numero di professionisti e di investitori retail che vogliono poter usufruire dei vantaggi degli ETF, ma in una soluzione d’investimento gestito, come per esempio nel caso di fondi di ETF”, ha affermato Deborah Fuhr.

5. Il rischio di confusione, delusione e disillusione tra gli investitori rappresenterebbe un elemento molto negativo per l’industria degli ETF.

“Siamo a una svolta importante nel settore degli ETF. Assistiamo al fatto che alcuni fondi si dentificano con gli ETF ma 1) non forniscono la trasparenza sul loro portafoglio sottostante, 2)non offrono in-kind creation/redemption 3) non danno indicazioni in tempo reale del NAV (Net assetValue). Anche prodotti che non possono essere considerati fondi vengono chiamati ETF. Ora che il settore rappresenta più di 1000 miliardi di dollari, chi costruisce e implementa i prodotti, sta lavorando duramente per trovare il modo di includere i prodotti strutturati, gli hedge fund e fondi attivi in un unico “contenitore” di ETF senza mantenere le caratteristiche base di un ETF sopra citate. Se si permetterà di continuare in questo modo, rischiamo che la confusione, la delusione e la disillusione tra gli investitori rappresenteranno un elemento molto negativo per il settore degli ETF”, ha continuato Deborah Fuhr.

Deborah Fuhr sostiene che una maggiore trasparenza sulla struttura del prodotto, sulla metodologia di replica dell’indice e dei prezzi potrebbe rivelarsi fondamentale per aiutare gli investitori a prendere decisioni di investimento informate quando si considera un ETF.

“Gli ETF sono una delle più grandi innovazioni finanziarie dell’ultimo decennio in Europa e ci aspettiamo un futuro brillante per il settore, anche se ci troviamo ad un bivio cruciale,” ha affermato Deborah Fuhr. “La chiarezza diventa un fattore fondamentale se l’industria deve aiutare gli investitori a comprendere la struttura, la meccanica, la tassazione e le implicazioni della regolamentazione nell’utilizzo degli ETF. Il concordare le esatte definizioni per le diverse strutture di prodotto è una esigenza davvero cruciale per il settore nel 2010. “

10 anni di ETF in Europa: un aggiornamento

I primi ETF europei sono stati l’ iShares DJ STOXX 50 (EUN1 GY) e l’ iShares DJ Euro STOXX 50 (EUN2 GY) quotati l’11 Aprile 2000 presso la Borsa tedesca, seguiti dall’ iShares FTSE100 (ISF LN) quotato al London Stock Exchange nel segmento extraMARK il 28 Aprile 2000.

Durante gli ultimi 10 anni fino alla fine del 2009 il tasso di crescita composto degli asset degli ETF è stato:

o 56,3% a livello globale

o 90,5% in Europa

Alla fine di Gennaio 2010 l’industria degli ETF prevedeva:

o 896 ETF

o 2.468 quotazioni

o 217,9 miliardi di dollari in AUM grazie a 34 emittenti in 18 Borse

Gli asset da inizio anno sono diminuiti del 4,0% meno del 5,9% delle perdite nell’indice MSCI Europe in termini di dollari americani.

Da inizio anno il numero di ETF è cresciuto dell’ 8,1% con 67 nuovi ETF lanciati

iShares è il più grande emittente di ETF in Europa in termini sia di prodotti, 172, che di AUM 82,5 miliardi di dollari, che rappresenta il 37,9% di quota di mercato

Lyxor Asset Management è al secondo posto con 127 prodotti e 43,8 miliardi di dollari, e il 20,1% del mercato

db x-trackers è terzo con 118 fondi e AUM per 35,8 miliardi, e il 16,4% del mercato

Fonte: ETFWorld – Blackrock


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