Mentre gli americani stanno frenando il livello dei consumi dopo anni di eccessi, il mondo intero vede nell’Asia il prossimo motore della crescita globale dei consumi. Negli ultimi vent’anni la regione Asia ex-Japan ha visto crescere la spesa al consumo al tasso annuale medio del 19%, e nel 2009 è…..
diventata il secondo maggiore mercato dei consumi al mondo dopo gli Stati Uniti. Tuttavia i consumatori asiatici si trovano ancora nella fase iniziale del processo di modifica dei modelli di spesa dalla soddisfazione dei bisogni primari al miglioramento dello stile di vita, afferma William Yuen, lead manager di Invesco Asia Consumer Demand Fund. “In Asia il ciclo dei consumi è iniziato, ma il livello di partenza è basso”, prosegue Yuen. “La domanda di consumo asiatica è allo stadio iniziale di un trend secolare”.
I solidi fondamentali economici, l’aumento dei livelli di reddito, la crescente urbanizzazione e l’emergere di una classe media sempre più benestante alimentano il nascente consumismo asiatico. In Asia il PIL pro capite è raddoppiato negli ultimi 10 anni, e nel 2009 oltre il 50% della popolazione attiva mondiale si è concentrato nella regione Asia ex-Japan. Attualmente l’Asia è alla guida del ciclo globale di ripresa e i governi della regione stanno consolidando la crescita di questo pilastro delle rispettive economie con massicce misure di stimolo dei consumi. Secondo le stime elaborate da Credit Suisse, entro il 2015 i consumi privati asiatici dovrebbero superare la domanda di consumo statunitense, creando le basi per un trend di crescita a lungo termine estremamente interessante.
Gli esperti in investimenti asiatici di Invesco ravvisano un gran numero di interessanti opportunità di investimento nei settori legati ai consumi della regione. “In Asia le disparità lungo la curva dei redditi offriranno un’ampia gamma di opportunità di investimento nelle diverse fasi dello sviluppo economico”, prosegue il gestore di Invesco Asia Consumer
Demand Fund. Yuen ritiene che la crescente capacità e volontà dei consumatori asiatici di spendere il reddito disponibile, associata a tassi di risparmio tradizionalmente elevati e a un mutato atteggiamento verso gli acquisti a credito, accelererà il passaggio verso un’economia basata sui consumi.
Nonostante il rally messo a segno dal mercato azionario negli ultimi mesi, il team asiatico di Invesco ritiene che i titoli asiatici legati ai beni di consumo manterranno una valutazione ragionevole basata sull’interessante potenziale di crescita disponibile. “Le aziende produttrici di beni di consumo primari asiatiche offrono una crescita più rapida rispetto alle controparti occidentali, in quanto si trovano nella fase iniziale di adozione degli standard di qualità della vita. D’altro canto la sensibilità al ciclo economico dei titoli relativi ai beni di consumo discrezionali asiatici fornisce un buon profilo rischio-rendimento, soprattutto in un periodo di ripresa economica”, aggiunge Yuen.
Senza dubbio i consumatori asiatici devono ancora recuperare terreno su molti fronti: il possesso di automobili, la penetrazione dei servizi assicurativi e la spesa per i viaggi e la cura della salute rimangono molto bassi in Asia rispetto ai livelli raggiunti dai paesi sviluppati. Ma il recupero avviene in fretta. Nel 2009 la Cina ha superato gli Stati Uniti diventando il maggiore mercato automobilistico al mondo, e anche in India e in Indonesia le vendite di automobili si trovano su una ripida traiettoria di crescita.
Con il suo focus sui titoli growth a un prezzo ragionevole, il comparto Invesco Asia Consumer Demand Fund mira a cavalcare l’onda asiatica della ripresa economica e del crescente consumismo. Il comparto, gestito con un approccio proattivo, investe in titoli legati ai consumi che offrono opportunità di valore estremamente interessanti, selezionati da un universo di investimento che comprende un’ampia gamma di settori orientati alla domanda di consumo.
Fonte: ETFWorld – Invesco Asset Management SA






