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L’euro prova a rialzare la testa


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Giornata chiave per l’euro: se riuscirà a chiudere sopra la fondamentale resistenza a 1.3719, darebbe un forte segnale, se non di inversione, quantomeno di abbandono del trend ribassista. Effettivamente sembrano acquietarsi le…


pressioni sulla moneta unica, con il dissiparsi dei timori di default della Grecia, e con l’attenzione degli investitori che si sta lentamente spostando verso altri driver. Nonostante il non brillante dato inflattivo tedesco di questa mattina, con l’indice dei prezzi all’ingrosso che sale a febbraio solo dello 0,1% congiunturale, contro un consensus a 0.6%, l’euro infatti recupera, contro dollaro USA rompendo la resistenza a 1.3719, e contro yen tornando a vedere quota 124.

A mezzogiorno il dato sulla produzione industriale di gennaio nell’area euro potrebbe dare ulteriore forza alla moneta unica: il consensus è per una crescita dell’1,4% su base mensile dopo il calo a sorpresa di dicembre (-1,6% m/m), con la stima di crescita derivante da dati sorprendentemente positivi registrati in Germania, Italia e Francia.

Sotto pressione invece lo yen, con la valuta nipponica in deprezzamento questa mattina soprattutto sulle ipotesi di nuove misure di espansione monetaria in arrivo a breve: martedì e mercoledì prossimo si terrà infatti il meeting della banca centrale giapponese, dal quale gli operatori si aspettano ulteriori misure di stimolo, come l’estensione delle operazioni speciali sul mercato monetario. Se da un lato l’euro rialza la testa, il dollaro torna ad essere oggetto di vendite dai principali player del mercato.

Ieri il deficit della bilancia commerciale a gennaio si è chiuso scendendo a -37,3 miliardi, da 39,9 miliardi di dicembre (il deficit reale rimane più ampio della media trimestrale del 4° trimestre del 2009), mentre i sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 6 marzo scendono a 462 mila, da 468 mila della settimana precedente. Nel pomeriggio lo spartiacque del mercato sarà il dato sull’andamento dei consumi in America a febbraio, previsti in calo dello 0,2% m dopo 0,5% m/m di gennaio: il dato potrebbe confermare o meno il trend ribassista in atto del dollaro.

Il Beige Book indica una dinamica positiva, anche se moderata, dei consumi, ma segnala che la spesa a febbraio in alcune aree è stata frenata dalle condizioni climatiche avverse che hanno bloccato l’attività in gran parte del paese. Atteso anche l’aggiornamento dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. dovrebbe scendere a 73 da 73,6 di febbraio, in calo da 74,4 di gennaio.

L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Analisi Weekly

a cura di: Cfx Intermediazioni

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

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