La Cina, negli ultimi 20 anni, ha raggiunto livelli impensabili sotto molti aspetti, considerando anche la significativa crescita economica ed il rapido sviluppo del mercato dei capitali. Le enormi dimensioni del mercato, il continuo potenziale di sviluppo e la maggiore importanza a livello mondiale hanno attirato gli interessi di molti investitori da tutto il mondo……
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Intervista con Joseph Tang – Investment Director Invesco Hong Kong
1. Quali sono secondo Lei le prospettive per la moneta Renminbi per il 2010?
Riteniamo che il Renminbi rimarrà stabile o si apprezzerà leggermente nel 2010. Come altre Banche Centrali asiatiche, anche quella della Repubblica Popolare Cinese (PBoC) sta affrontando il tema della politica monetaria da adottare: l’aumento dei tassi d’interesse potrebbe favorire l’afflusso di capitali e l’apprezzamento della moneta, mettendo in difficoltà la competitività delle esportazioni in un periodo in cui questo settore è ancora fragile. Per questo motivo, riteniamo che sia interesse del Governo mantenere stabile il tasso di cambio del Renminbi sui livelli attuali, almeno fino a quando le esportazioni dimostreranno di essere tornate sostenibili. A nostro giudizio il Governo tollererà un modesto grado di inflazione attorno al 3%. Qualora l’indice dei prezzi raggiungesse livelli allarmanti, il Governo potrebbe introdurre misure correttive specifiche per i settori interessati, per ridurre l’eccesso di crescita. Un esempio può essere rappresentato dalle regole introdotte di recente in relazione ai prestiti ipotecari per l’acquisto della seconda casa, volti a scoraggiare investimenti speculativi. I profitti delle imprese sono stati rivisti al rialzo dalla seconda metà del 2009.
2. Quali saranno i fattori principali che guideranno la crescita degli utili nel 2010?
Le previsioni sugli utili per il 2010 indicano una crescita del 22% dell’indice MSCI China. Il contributo maggiore alla crescita degli utili verrà dai settori ciclici, come le materie prime, la tecnologia e gli industriali. Le materie prime sono state favorite dall’aumento dei prezzi, sulla scia della domanda da parte dei paesi in via di sviluppo. Nel campo dei beni tecnologici abbiamo assistito ad una revisione al rialzo sulla scia dell’aumento degli utili e dell’aumento della diffusione di internet. Alcuni settori industriali, come il trasporto delle merci, sono cresciuti rispetto al fiacco 2009, come dimostra l’andamento dell’indice Baltic Dry Index. Per quanto riguarda invece i settori in negativo, le telecomunicazioni ed i servizi pubblici sono previsti in crescita ma a tassi inferiori alla media del mercato. Nell’ambito delle telecomunicazioni, la situazione non è rosea, come dimostra la riduzione degli investimenti attuata da 3G, mentre i margini delle imprese del settore dei servizi pubblici (luce, acqua e gas) potrebbero ridursi a causa dell’aumento del prezzo del carbone.
3. Quali sono i settori più interessanti? Quali sono invece le preoccupazioni principali?
Riteniamo che i settori maggiormente legati ai consumi domestici offrano opportunità interessanti nel prossimo anno, favoriti dalle manovre di supporto varate dal Governo. Le imprese legate ai consumi dovrebbero ottenere buoni risultati, che dipenderanno dai dati fondamentali specifici di ogni società. Questo settore ha già segnato ottimi risultati nel 2009. Ad esempio, gli incentivi alla “rottamazione del vecchio per l’acquisto del nuovo” saranno estesi anche ad altre regioni. In relazione al settore delle automobili, erano stati predisposti sussidi per l’acquisto di automobili con consumi e cilindrate ridotti.
La ricerca di dati bottom-up è di importanza critica per identificare quali imprese saranno in grado di beneficiare maggiormente dell’applicazione di queste politiche governative. Dall’altro lato, saremo molto selettivi nel campo della proprietà immobiliare a causa delle preoccupazioni per la possibile introduzione di misure governative correttive specifiche per questo settore. Per questo motivo, preferiamo investire in società immobiliari caratterizzate da ingenti flussi di cassa ed in grado di acquistare lotti di terreno a prezzi ragionevoli, per incrementare il valore delle proprietà.
Cosa ci possiamo aspettare dalla Cina?
La Cina è stata caratterizzata da un ciclo economico di sviluppo significativo all’interno dei paesi sviluppati nel corso degli ultimi 5 anni, passando dall’euforia del 2007 al moderato rallentamento guidato dalle economie sviluppate nel 2008, fino alle politiche governative di supporto alla ripresa nel 2009. Ci chiediamo quali possono essere le prospettive per la Cina in uno scenario mondiale caratterizzato dalla crescita moderata da parte dei paesi sviluppati e dai maggiori progressi realizzati dai paesi emergenti.
La fiducia dei consumatori è in ripresa Riteniamo che la Cina entrerà in una fase di transizione che potremmo definire “non troppo calda, non troppo fredda ma solo alla giusta temperatura”, ovvero uno scenario con crescita ed inflazione moderate. Sulla scia della ripresa sostenuta da politiche governative e da misure di sostegno all’economia stiamo già osservando gli effetti positivi in settori come la produzione industriale, la generazione di elettricità, la crescita dei prestiti, la profittabilità e così via. Per i prossimi periodi ci attendiamo una crescita sostenuta dei consumi per tutto il 2010, in linea con l’aumento della fiducia dei consumatori ed il miglioramento dei dati sulla disoccupazione. In particolare, i profitti nelle aree rurali hanno retto, dimostrando che gli agricoltori sono meno vulnerabili alla crisi finanziaria, anche grazie alle politiche di supporto varate dal Governo. Queste ultime riguardano sussidi diretti, riduzione delle tasse e calmierazione dei prezzi. Anche altre manovre a supporto dei consumi hanno iniziato a dare i propri frutti, tanto che il mercato automobilistico cinese ha superato quello statunitense, con le vendite di automobili che nel 2009 hanno superato i 13 milioni di vetture. Con l’estensione degli incentivi alla rottamazione anche al 2010 e con l’espansione geografica e di prodotto dei programmi di sussidio rurale, siamo positivi per quanto riguarda le prospettive per i consumi e riteniamo che contribuirà alla crescita del PIL.
Anche le esportazioni contribuiscono alla crescita della Cina
L’altro fattore che contribuirà alla crescita cinese sarà l’aumento delle esportazioni. Il contributo dato dall’export su base annua, dopo un 2009 non positivo continuerà a migliorare, come evidenziano i dati degli ultimi mesi. Inoltre, la Cina è riuscita nel tempo ad incrementare il grado di valore aggiunto nei prodotti esportati. All’inizio della fase di sviluppo, i principali beni che venivano esportati erano i prodotti primari (prodotti agricoli e minerali) e quelli ad alto contributo lavorativo ma con basso valore aggiunto come le apparecchiature, le forniture ed i semplici giocattoli. Verso la fine degli anni ’90 abbiamo registrato un significativo aumento dei consumi, dal momento che il paese ha iniziato ad esportare macchinari ed altre apparecchiature (strumenti elettronici, impianti industriali) che richiedono manodopera qualificata e con buone conoscenze tecniche.
Per quanto riguarda la politica, il Governo cinese ha varato misure per favorire un maggiore bilanciamento della produzione economica. Nello specifico, il Governo ha fissato tre misureobiettivo per la stabilità economica: crescita del PIL dell’8%, 3% di crescita dell’inflazione e stabilità della divisa Renminbi. Nonostante le preoccupazioni relative all’adozione di politiche monetarie restrittive da parte delle Banche Centrali, riteniamo che la Cina continuerà ad adottare una politica fiscale espansiva ed una politica monetaria moderatamente accomodante, almeno fino a quando non vi saranno significativi segnali di ripresa delle esportazioni. Questa nostra convinzione è stata confermata durante il recente incontro promosso dal Comitato Continuativo Economico Centrale e dal primo ministro Wen Jiabao alla fine di dicembre. Per quanto riguarda i prossimi mesi, ci attendiamo che verranno promosse altre politiche a favore del settore domestico, in linea con la direzione del Governo di aumentare l’urbanizzazione. Per questo motivo i settori legati ai consumi hanno ottenuto buoni risultati nel 2009 e noi continuiamo ad essere convinti che determinati gruppi di settori continueranno a trarre vantaggio dai futuri programmi di sostegno al consumo che saranno varati.
Per quanto riguarda il 2010 riteniamo che la politica monetaria sia già sufficientemente espansiva e che ora il mercato ricomincerà a prestare attenzione ai dati fondamentali di società specifiche. Nonostante il forte rimbalzo dell’indice MSCI China, cresciuto del 62,6% nel 2009, le attuali valorizzazioni (price earnings a 14X nel 2010) sono ancora basse e saranno riviste al rialzo sulla scia dell’aumento degli utili.
Fonte: ETFWorld – Invesco Asset Management SA
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