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Germania. I dati sui Laender tedeschi potrebbero mostrare una stabilità dei prezzi al consumo nel mese di gennaio

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– Germania. I dati sui Laender tedeschi potrebbero mostrare una stabilità dei prezzi al consumo nel mese di gennaio (con qualche rischio verso il basso). La stagionalità tipica del mese segnalerebbe un possibile calo di quattro decimi (spinto dagli sconti stagionali e dai ribassi nel settore del tempo libero e intrattenimento), che tuttavia dovrebbe essere compensato dai rincari dei prezzi dei…

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carburanti (dell’ordine del 4% m/m per benzina e gasolio). La dinamica annua dovrebbe così salire di circa mezzo punto, a 1,4% a/a considerando sia l’indice nazionale che quello armonizzato. In ogni caso, nei prossimi mesi l’inflazione potrebbe tornare a calare, spinta al ribasso dalle componenti “core”.

Stati Uniti

– Le vendite di case nuove sono previste in aumento a dicembre a 370 mila.

– La riunione del FOMC si dovrebbe concludere senza novità sul fronte dei tassi. Il comunicato dovrebbe mantenere l’indicazione di tassi bassi per un periodo esteso. Il FOMC potrebbe annunciare un’estensione, almeno temporale, del programma di acquisto di titoli strutturati e sottolineare l’operatività degli interventi di drenaggio, per ora condotti come test. Il comunicato dovrebbe anche ribadire che rimangono in atto le condizioni per il mantenimento della politica monetaria estremamente accomodante (risorse inutilizzate, inflazione bassa e aspettative di inflazione stabili).

Ieri sui mercati

Voci di richieste di adeguamento immediato per alcune banche al nuovo livello del coefficiente di riserva obbligatoria in Cina hanno influenzato i mercati americani verso l’ora di chiusura e quelli asiatici successivamente. In calo le borse in USA e in Asia, mentre le chiusure in Europa erano state positive. I mercati resteranno in attesa del comunicato della Fed alla fine della riunione del FOMC.

Area euro

Francia. La spesa per consumi a dicembre è schizzata di 2,1% m/m, ben oltre le attese che la davano in crescita di 0,6% m/m. La sorpresa è largamente spiegata dalle massicce vendite di auto (+9,1% m/m).

Germania. L’indice IFO è aumentato più del previsto a gennaio, a 95,8 da 94,6 precedente. Il maggior ottimismo ha riguardato sia la situazione corrente (salita a 91,2 da 90,4) che le aspettative per il futuro (a 100,6 da 98,9). Il clima di fiducia migliora in tutti i settori eccetto che nel commercio al dettaglio.

Italia. Fiducia dei consumatori di nuovo in calo a gennaio, vendite al dettaglio ancora stagnanti a novembre. La fiducia dei consumatori torna a calare più del previsto nel mese di gennaio (dopo tre rialzi consecutivi), a 111,7 da 113,7 di dicembre. Le vendite al dettaglio sono rimaste ancora stagnanti nel mese di novembre così come nei due mesi precedenti (per trovare un incremento su base mensile, occorre risalire fino a marzo). Su base annua, le vendite sono tornate a calare a -1,3% da +0,4% a/a.

Stati Uniti

Il CBO ha pubblicato il nuovo scenario per il budget sull’orizzonte 2010-2020. Nelle nuove previsioni, il deficit nel 2010 dovrebbe restringersi solo modestamente a 1349 mld (9,2% del PIL) da 1414 mld (9,9% del PIL) del 2009. Il sentiero del deficit dovrebbe essere di continua riduzione fino al 2014 (da 980 mld di dollari, 6,5% del PIL, nel 2011 a 475 mld, 2,7% del PIL, nel 2014). Negli anni successivi il deficit tornerebbe ad allargarsi in livello, per poi risalire anche in percentuale del PIL, al 3% negli ultimi due anni dell’orizzonte previsivo. Il debito detenuto dal pubblico scende dal 66,6% previsto per il 2014, al 65,5% del 2016, per poi tornare a salire nel 2019-20 (al 66,7% nel 2020). Le ipotesi di crescita del CBO sono caute per il biennio 2010-11 (2,1 e 2,4%), ma restano molto ottimistiche successivamente, con una previsione di crescita media nel periodo 2012-14 di 4,4%, in rientro al 2,4% nel quinquennio successivo.

Il presidente del Senato Reid ha annunciato che giovedì ci sarà il voto per definire la decisione riguardo alla conferma di Bernanke alla presidenza della Fed. Questo segnala che ci dovrebbero essere i 60 voti necessari per bloccare l’ostruzionismo annunciato da diversi senatori. Una volta aperta la procedura di cloture che richiede i 3/5 dei voti, è sufficiente la maggioranza semplice per approvare la nomina del chairman.

I prezzi delle case per le 20 principali aree metropolitane rilevati con l’indice S&P Case-Shiller sono aumentati dello 0,2% m/m, il sesto aumento consecutivo, e scesi di -5,3% a/a. Su base mensile, i prezzi sono aumentati in 14 città e scesi in 6. L’indice dei prezzi delle case FHFA è cresciuto dello 0,7% m/m, con aumenti in 4 aree e contrazioni dei prezzi in 5 regioni.

La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a gennaio è salita a 55,9 da 53,6 di dicembre, portandosi al di sopra del range visto da settembre 2008.

L’indice della Richmond Fed per il settore manifatturiero migliora a gennaio a -2 da -4 di dicembre.

Il Fondo Monetario Internazionale ha alzato la previsione di crescita degli Stati Uniti nel 2010 a 2,7%, dalla precedente previsione di 1,5%. Il Fondo ha rivisto verso l’alto la previsione di crescita globale a 3,9% nel 2010 e 4,3% nel 2011. Nel 2010, la previsione vede un’ampia forbice fra la crescita dei paesi industrializzati (2,1%) e quella dei paesi emergenti (6%).

Giappone

S&P ha abbassato la valutazione dell’outlook sul rating del Giappone, da stabile a negativo. Attualmente il rating del debito giapponese è AA. La modifica dell’outlook è attribuita da S&P a un ritmo più lento di consolidamento dei conti pubblici previsto con il nuovo governo. S&P ha però sottolineato la situazione positiva dei conti con l’estero e lo status di valuta di riserva dello yen. Il Giappone aveva un rating di AA- nel periodo 2002-07.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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