FRANCIA_SENNA

Area euro: Probabile un miglioramento solo marginale per il PMI composito a gennaio


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Da seguire:

– Aste – La Francia offre complessivamente 9,5 miliardi ripartiti sul BTAN 3,75% 01/2012, il BTAN 4,5% 07/2013 e il nuovo BTAN 2,5% 01/2015, oltre a 2-3 miliardi del nuovo OATi 1,3% 07/2019. La Spagna…

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offre 1-2 miliardi dell’obbligazione 6% 01/2029.

Area euro

– Ci aspettiamo un miglioramento solo marginale per il PMI composito a gennaio, a 54,4 dal 54,2 di dicembre. Si tratta della stima flash, in attesa dei dati definitivi che usciranno a inizio gennaio. Le condizioni nel manifatturiero sono viste in ulteriore miglioramento a 51,9 da un precedente 51,6, l’attività nei servizi è vista a 53,8 da 53,6 precedente. Il PMI sarebbe coerente con una crescita del PIL area euro intorno a 0,4% t/t, il che indica che, dopo un probabile rallentamento a 0,1-0,2% t/t nella parte finale del 2009, l’economia potrebbe tornare ad accelerare a inizio 2010.

Stati Uniti

– L’indice della Philadelphia Fed a gennaio dovrebbe essere in calo a 18, da 22,5 di dicembre. A novembre i nuovi ordini erano in calo a 8,3 da 13,1 di novembre, ma la ripresa dell’ISM e la buona dinamica attesa per la produzione industriale danno indicazioni coerenti con una correzione solo modesta. A dicembre la componente occupati era stata positiva per la prima volta in questo ciclo (a 4,5 da -2,2 di novembre); le aspettative per l’attività a 6 mesi erano scese a 35,9 da 42,7 di novembre. I dati di gennaio dovrebbero essere poco variati anche alla luce delle informazioni del Beige Book che riportava un modesto miglioramento di consegne e nuovi ordini fra metà di dicembre e la prima settimana di gennaio e previsioni di condizioni in miglioramento graduale nel corso del 2010.

Ieri sui mercati

Forte flessione degli indici azionari mondiali, superiore al 2% in Europa. Si accentua l’avanzata del dollaro, che sta superando il massimo locale di dicembre come cambio effettivo, e la debolezza dell’euro, calato fino ai minimi di 1,4068 questa notte. In flessione anche yen e sterlina. Sulla scia di forti dati macroeconomici (PIL +10,7% a/a nel 4° trimestre del 2009) e di un aumento dell’inflazione, in Cina prosegue la lenta restrizione monetaria: si registra un aumento del rendimento sui buoni trimestrali di circa 4pb,a 1,408%, oltre a un nuovo drenaggio di liquidità dal sistema bancario.

Stati Uniti

Il PPI a dicembre è aumentato dello 0,2% m/m; l’indice core è rimasto invariato. La dinamica dei prezzi dei beni intermedi e gli aumenti degli alimentari segnalano qualche pressione verso l’alto sui prezzi al consumo nell’arco di qualche mese. Tuttavia la complessiva moderazione dell’inflazione misurata sul PPI senza alimentari ed energia mantiene come scenario centrale un ulteriore rallentamento delle tendenze per il CPI core.

I nuovi cantieri sono scesi a 557 mila da 580 mila di novembre. Il calo è concentrato in due regioni, il Nord Est e il Midwest, particolarmente colpite da condizioni climatiche avverse il mese scorso. Le nuove licenze sono salite a 653 mila da 589 mila di novembre. I dati segnalano che una parte consistente del calo dei cantieri dovrebbe essere dovuto alle condizioni climatiche e che l’estensione degli incentivi fiscali, insieme ai tassi sui mutui ancora bassi dovrebbe mantenere la dinamica del settore immobiliare modestamente positiva nei prossimi mesi.

Regno Unito

Dai verbali BoE è emerso che le aspettative di ripresa si basano soprattutto sulle politiche di stimolo adottato e sul deprezzamento della sterlina. I rischi sull’inflazione nella prima parte dell’anno sono molto più verso l’alto di quanto atteso precedentemente, ma nel medio termine il MPC ritiene che sarà frenata da vari fattori, fra i quali la dimensione delle risorse inutilizzate.

Area euro

Secondo Stark (membro del comitato esecutivo BCE) si attende un 1° semestre del 2010 di crescita più bassa rispetto al 2° semestre del 2009; una ricaduta recessiva è considerata improbabile, mentre è plausibile una ripresa “graduale e accidentata”. Ovviamente, non ci sono rischi alla stabilità dei prezzi. Secondo Nowotny, governatore della banca centrale austriaca e membro del Consiglio Direttivo BCE, la ripresa dell’Europa Orientale sarà più vigorosa rispetto a quella dell’Eurozona.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
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Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

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