- AMERICA 3

Importanti dati USA


Iscriviti ai Nostri canali


Area euro: – La disoccupazione nell’area euro potrebbe essere salita al 9,9%, nuovo massimo da 11 anni. Nonostante qualche segnale di miglioramento dalle intenzioni di assunzione delle imprese, la disoccupazione….

18122009 1

sembra avere ancora margini di aumento, visto anche il minor supporto che nei prossimi mesi verrà dai programmi governativi di sostegno come il tedesco “Kurzarbeit”. Il tasso di disoccupazione salirà con ogni probabilità sopra il 10% nel corso del 2010.

– Italia. Anche in Italia la disoccupazione dovrebbe essere salita ancora a novembre, almeno all’8,3% dopo che la revisione al rialzo dei dati precedenti ha mostrato un tasso dei senza-lavoro all’8,2% in ottobre. I rischi sulla previsione sono verso l’alto. Quel che è peggio è che non sembra vicino un punto di svolta per il tasso di disoccupazione, che dovrebbe continuare ad aumentare probabilmente per tutto il 2010 nonostante qualche segnale di miglioramento del ciclo.

– Germania. Dopo il calo a sorpresa di ottobre, la produzione industriale è probabilmente aumentata a novembre di +0,4% m/m dopo il -1,8% m/m di ottobre. I dati sugli ordinativi industriali, più deboli delle attese, segnalano rischi verso il basso. Se confermato il dato di novembre attenuerebbe ulteriormente la flessione su base annua, a -8,4% da -12,4% a/a. L’indice IFO, in particolare nella componente aspettative, segnala un prosieguo del trend di ripresa dell’output. Il dato confermerebbe comunque che il contributo dell’industria al PIL negli ultimi tre mesi dell’anno sarà assai inferiore a quello registrato nel trimestre precedente.

Stati Uniti

– L’employment report di dicembre dovrebbe mostrare una variazione di -5 mila dopo -11 mila di novembre. Il tasso di disoccupazione dovrebbe risalire a 10,1% da 10% di novembre. I nuovi sussidi sono scesi a 480 mila nella settimana conclusa l’11 dicembre da 513 mila della settimana di rilevazione dell’employment report di novembre. A inizio dicembre i sussidi erano scesi fino a 460 mila, probabilmente sotto l’effetto di problemi di destagionalizzazione intorno a Thanksgiving ma più recentemente sono risaliti dai minimi di fine novembre. La componente occupazione degli indici di settore non è in territorio chiaramente espansivo. Per questo per ora non ci sono ancora le condizioni per ipotizzare una crescita positiva di occupazione. Il tasso di disoccupazione dovrebbe quindi risalire, ipotizzando una stabilizzazione del tasso di partecipazione dopo 4 cali consecutivi; la partecipazione è scesa dal 65,9 di maggio, al 65% di novembre. I salari orari dovrebbero registrare un aumento di 0,2% m/m.

Ieri sui mercati

Area euro

– Le vendite al dettaglio nella zona euro si contraggono di 1.2%m/m, dopo un aumento di 0,2%mm/ a ottobre (rivisto al rialzo da 0,0%mm/). Le prospettive per i prossimi mesi sono piuttosto grame, la disoccupazione è vista in ulteriore aumento e l’inflazione è in salita.

– L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è salito più delle attese a 91,3 da un precedente 88,8. Il miglioramento degli indici di fiducia è un segnale incoraggiante, anche se tutti gli indicatori rimangono sotto la media di lungo termine. Al di là delle indicazioni dalle indagini di clima, si attende conferma dai dati reali che a inizio autunno sono stati piuttosto deludenti. È probabile che la crescita trimestrale sia piuttosto volatile. Quel che conta per la sostenibilità della ripresa è la tenuta dell’export e progressivamente un recupero della domanda interna.

– Germania. Gli ordini all’industria sono cresciuti di appena lo 0,2% m/m a novembre (assai meno dell’1,5% m/m atteso) dopo essere calati di -1,9% m/m a ottobre. Tuttavia, vista la revisione dei dati precedenti, la variazione annua ha mostrato un miglioramento deciso, a +1,8% a/a a novembre dal -8,2% a/a di ottobre. Peraltro, la serie è assai volatile (a settembre si era registrato un +12,8% a/a). Nel mese, l’incremento è stato trainato dagli ordini domestici e dagli ordini di beni di consumo.

Regno Unito

– Come da attese, la Bank of England ha lasciato i tassi fermi a 0,50% e ha mantenuto invariato l’ammontare dei fondi per l’APF a 200 miliardi di sterline.

Stati Uniti

– Le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione sono rimaste pressoché stabili nella settimana a cavallo d’anno, a 434 mila da 433 mila unità (ci si attendeva un aumento solo lievemente più accentuato, a 439 mila). La media mobile a 4 settimane cala a 450 mila unità da 460 mila unità, ai minimi dal settembre del 2008. Più interessante l’indicazione giunta dalle richieste di rinnovi, calate assai più del previsto a 4.802.000 (minimo da quasi un anno) da 4.981.000 precedente nella settimana al 26 dicembre. Il dato appare coerente con la nostra previsione di un’occupazione in calo solo lieve (-5 mila unità ) nel mese di dicembre.

– Hoenig (Kansas City Fed) ritiene che la ripresa stia prendendo slancio e che, perciò “il processo di ritorno della politica monetaria a una ponderazione più equilibrata fra obiettivi di breve e medio termine dovrebbe aver luogo più prima che dopo”. Hoenig aveva formulato dichiarazioni più aggressive rispetto alla media dei suoi colleghi alla Fed anche in ottobre.

Analisi Daily

Fonte: Intesa Sanpaolo S.p.A.


Appendice
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:
(1) Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
(2) Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

Da seguire:

– Aste – L’Italia colloca il nuovo BTP 4,25% 03/2020 per un ammontare di 4-5 mld, e riapre rispettivamente per 2-2,5 mld e per 1,5-2,25 mld il BTP 2,5% 07/2012 e il CCT 07/2016.

Area Euro

– L’operazione di rifinanziamento a 1 anno dovrebbe chiudersi con un’allocazione di fondi inferiore ai 442 mld dell’asta del 22 giugno, dato il miglioramento delle condizioni di mercato monetario e, soprattutto, il calo dei tassi a brevissimo termine che nel frattempo è intervenuto. La stima di consenso è di 135 mld. L’asta sarà condotta a tasso fisso e senza l’applicazione di uno spread sul refi.

– L’indice di fiducia economica della Commissione UE offrirà un quadro più completo sulla situazione ciclica nell’area euro. Il ritmo della ripresa sembra aver rallentato a fine estate stando alle indagini nazionali che hanno mostrato aumenti inferiori alle attese in Germania, Belgio e Olanda. L’indice sintetico è visto in salita a 81,8, da un precedente 80,6. Se confermato, il dato lascerebbe la media per il 3° trimestre a 79,5, da un precedente 70,2 coerente con una contrazione meno pesante del PIL nei mesi estivi.

– Italia. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali è visto mantenere una crescita annua stabile a 2,1% a/a ad agosto. Si tratta di un deciso rallentamento dal picco di 4,3% a/a toccato a gennaio. Le retribuzioni contrattuali potrebbero rimbalzare lievemente fino a 2,8% a/a nei mesi autunnali, per effetto dell’applicazione di incrementi previsti, ma c’è il rischio di un successivo rallentamento sotto il 2% tra fine 2009 e inizio 2010, per via degli effetti ritardati dell’aumento in corso della disoccupazione.

– Italia. La fiducia delle imprese manifatturiere è vista in aumento per il sesto mese consecutivo a settembre. Stimiamo l’indice ISAE a 76,6, da 74,8 precedente. La fiducia è ormai in deciso recupero dal minimo di marzo (62), pur rimanendo ben al di sotto della media storica (88,2). Il dato sarebbe coerente con il recupero di fiducia visto negli altri Paesi europei. Confortante il fatto che, a partire dal mese scorso, il miglioramento abbia cominciato a riguardare le valutazioni delle imprese sugli ordini, mentre fino ad allora il recupero era guidato soprattutto dalla fase di decumulo dei magazzini.

Stati Uniti

– La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a settembre dovrebbe salire a 55 da 54 di agosto. Nelle ultime settimane gli indici di fiducia non hanno segnalato nuovi miglioramenti: la fiducia dovrebbe oscillare nel range ristretto degli ultimi quattro mesi (47,4-54,8). Ad agosto l’indagine del Conference Board aveva registrato un ampio aumento della componente aspettative (+10,1), mentre quella corrente si era riportata solo sul livello di luglio (+1,6, a 24,9). Anche gli indicatori del mercato del lavoro erano migliorati ad agosto senza segnare nuovi massimi (a -40,9 ad agosto, risultato meno brillante che a maggio, a -38,1).

Ieri sui mercati

Le tensioni sullo yen hanno suggerito alle autorità monetarie nipponiche una correzione di tiro: Fuji ha affermato che gli attuali movimenti dei cambi sono “naturali”, ma che potrebbe agire se diventassero abnormi; in ogni caso, non ha mai sostenuto né uno yen forte, né uno yen debole. Il rimbalzo degli indici azionari ha brevemente riportato il cambio euro/dollaro verso 1,465, con massimi a 1,4680. Dollaro fra 89,5 e 90,6 yen, ampiamente sopra i minimi di 88,23 toccati nella notte fra domenica e lunedì. La sterlina, scesa fino a 1,576, in seguito è rientrata fra 1,5870-1,5960. Dollaro australiano sostenuto anche da voci di rialzo dei tassi a novembre e dicembre. Calo dei rendimenti sui titoli di stato, nuovamente più marcato sulle scadenze lunghe delle curve. Stabili i corsi delle materie prime, con moderati rialzi per il petrolio ($0,69 per la prima scadenza del Light Crude Future).

Area Euro

Germania. A settembre l’indice dei prezzi al consumo è calato di 0,3% m/m, più debole delle stime di consenso ma in linea con la nostra previsione. Sull’anno i prezzi al consumo calano di 0,2% /a e di 0,3% /a sulla misura armonizzata. La flessione dei prezzi è riconducibile al rientro delle pressioni sui prezzi delle benzine ed alimentari freschi. L’inflazione tedesca dovrebbe tornare positivada fine 2009.

Italia. La fiducia dei consumatori ha continuato a salire a settembre, battendo ancora una volta la più rosea delle previsioni. L’indice è così arrivato a 113,6 (da 111,8 di agosto), arrivando ai massimi da oltre 7 anni. Peraltro, il miglioramento riguarda più la valutazione sulla situazione economica generale del Paese che non la situazione personale degli intervistati, migliorata solo lievemente a 125,9 da 125. Continuano a salire (rimanendo comunque al di sotto dei massimi toccati a marzo) le attese sulla disoccupazione.

Stati Uniti

Il Chicago Fed National Index, l’indice composito del ciclo costruito sulla base di ben 85 diversi indicatori, è tornato a scendere ad agosto (a -0,90) dopo aver toccato a luglio (a -0,56) un massimo da gennaio 2008. Il peggioramento è dovuto principalmente agli indicatori sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è salito di 3 decimi a 9,7%). L’indicatore è su livelli ancora recessivi ma segnala un deciso attenuarsi della recessione rispetto ai primi mesi dell’anno.

Giappone

L’inflazione ad agosto è scesa a -2,2% a/a; al netto di alimentari freschi l’indice scende a -2,4% a/a. La misura sottostante (ex energia e alimentari) segna -0,9% a/a. Anche i dati di Tokyo per settembre vedono ancora cali marcati.

L’indice di fiducia delle piccole imprese è salito a settembre a 43,5 da 41,8, in aumento continuo dai minimi di 24,9 di gennaio.

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.