L’organizzazione di gioco tra i diversi operatori è migliorata ed i nostri Percorsi indicano ormai in 1154p la nuova resistenza dello S&P500. Circa venti giorni fa, aiutati dai nostri percorsi, s’era provato ad avanzare una qualche ipotesi su quel che sarebbe potuto accadere al mercato…
ed in particolare al principale dei suoi indici, lo S&P500, nell’ultima parte dell’anno. Riprenderemo, adesso, tale analisi nella sua interezza, così da verificare quanto della stessa può esser conservato oggi e se, nel frattempo, non sono emerse novità sostanziali che debbano costringerci a rivedere, almeno in parte, quel che allora era nelle nostre ipotesi. Nel caso specifico si faceva riferimento a quanto il mercato americano ci aveva lasciato in dote nella settimana del 4 dicembre (chiusura a 1106p). Ecco quel che s’era scritto, a tal proposito, lo scorso 8 dicembre:
“Come sempre facciamo in questo tipo d’analisi, moveremo inizialmente dalle Fasi al momento
occupate dai Percorsi del mercato americano:
• sul Lungo Periodo (più trimestri): FASE 1 – “Fase d’Accumulazione”
• sul Medio Periodo (più mesi): FASE 5 – “Fase di Distribuzione”
• sul Breve Periodo (più settimane): FASE 3 – “Fase d’Acquisto”
• sul Brevissimo Periodo (più giorni): FASE 6 – “Fase di Distribuzione”
Apparentemente, però, nessuno sembrerebbe essersi già posto “al ribasso” (le fasi assunte dai
percorsi di medio e brevissimo, infatti, sono fasi di “distribuzione” e non di “vendita”).
Andiamo, però, a “sfrucugliare” un po’ meglio dentro le diverse fasi:
• sul Lungo Periodo (più trimestri): PERCORSO 52 – “Percorso Rialzista”
• sul Medio Periodo (più mesi): PERCORSO 149 – “Percorso Ribassista”
• sul Breve Periodo (più settimane): PERCORSO 105 – “Percorso Rialzista”
• sul Brevissimo Periodo (più giorni): PERCORSO 175 – “Percorso Incerto”
• i soli ad aver convinzione che il mercato possa davvero scendere sono alcuni “investitori”, quelli di medio periodo, mentre gli operatori di giornata… di convinzioni parrebbero averne davvero pochine (almeno oggi, e forse perché scottati: sin a qualche settimana fa, infatti, anch’essi si mostravano tutt’altro che ottimisti su quel che sarebbe potuto accadere a cavallo dei 1100p).
Sembrerebbe una situazione ottimale, ma se si va a controllar meglio quel che il Sistema dei Percorsi ci fornisce si scoprono cose un po’ meno avvincenti:
Attenzione, non stiamo affermando che lo S&P500 non supererà tale soglia entro la fine dell’anno (anche perché noi abbiamo convinzioni ben diverse), ma “al momento” è proprio questo quel che i percorsi indicano ed a sol questo, per ora, noi dobbiamo attenerci. Così come alla circostanza che, al ribasso, il Sistema non parrebbe assegnare grandi chance ad un eventuale pesante caduta sotto i 1090 punti.E’ importante, tuttavia, sottolineare “al momento” perché quant’atteso si deve attribuire unicamente a quel che, proprio in questi giorni, sta accadendo: nel suo continuo oscillare, infatti, il valore dello S&P500 è finito sia sotto il Valore d’Equilibrio di Brevissimo, sia sotto quello di Breve. Detto altrimenti:
Tuttavia, se andiamo a veder più da vicino la situazione del “momentum” (la latente condizione di forza del mercato), scopriamo che quello americano si trova in una condizione decisamente più favorevole di quella attualmente vissuta dal mercato italiano: tanto il VECD% (“momentum dell’inerzia di mercato”), infatti, quanto il VESp-CD% (“momentum dell’impulso di mercato”), ci consentono già ora d’aprir posizioni al rialzo sullo S&P500. C’è da chiedersi, però, dove e quando si potrà poi trovar l’impulso necessario per superare quella resistenza, a 1120 punti, la cui violazione entro l’anno è invece per noi (come già affermato gli scorsi giorni) cosa del tutto scontata. Potrà forse sembrare incredibile, ma “l’impulso dovrebbe esser fornito dagli istituzionali”, i quali tuttavia non prenderanno a muoversi, con decisione, prima della seconda metà del mese in corso. Perché se la regola che vuole un mercato segnar nuovi massimi, dopo una chiusura sui massimi, è vera solo il più delle volte, e non sempre, allora sarà bene impegnarsi per chiuder l’ultima seduta dell’anno sui massimi dello stesso, e non prima: solo così, infatti, si potrà aver convinzione che nella seduta successiva, nella settimana successiva, nel mese successivo, nel trimestre successivo e nell’anno successivo si potranno raggiunger massimi ancor più elevati. Spalmandoli, magari, su un arco temporale comunque piuttosto ampio. Come dir che,
• con una sola seduta, l’ultima dell’anno, si potrà concretamente sperar di prendere in seguito ben cinque massimi di periodo, lasciando così aperta la porta a possibili nuovi allunghi nel corso del 2010.” (8 dicembre)
E’ del tutto evidente che v’è molta “distorsione da sopravvivenza” in quel che s’è riportato qui sopra: avessimo scritto, infatti, che lo S&P500 sarebbe sceso a 1000 punti… non ve l’avremmo di certo ricordato (di solito, tutti noi, s’evita sapientemente di riportare qual che potrebbe farci apparire solo dei… “perfetti idioti”). E’ anche vero, però, che all’epoca quello noi s’è scritto e non altro, perciò… a sol quello si può fare ora riferimento:
• almeno sin qui, è andata proprio come noi s’era immaginato qualche settimana fa.
In particolare: • s’è andati a violare la resistenza in area 1120 punti nella seconda parte del mese,
• non s’è mai scesi granché sotto i 1090 punti (il minimo, da allora, è stato a 1086 punti),
• non s’è mai andati oltre i 1030 punti (nel momento in cui noi si scrive, sono le 18.00, N.d.R., il massimo di seduta è stato giusto a 1030p).
Tutto perfetto, insomma, peccato però che ancor manchi la cosa più importante: l’ultima seduta (o anche la precedente, perché si potrebbe fare in questa ciò che ancor manca e più nulla, se non conserva, in quella finale dell’anno). Ma c’è tale possibilità? Per scoprirlo sarà bene aggiornare quanto fatto lo scorso 8 dicembre…
“Come sempre facciamo in questo tipo d’analisi” moveremo inizialmente dalle Fasi
occupate nell’ultimo fine settimana dai Percorsi del mercato americano:
• sul Lungo Periodo (più trimestri): FASE 1 – “Fase d’Accumulazione”
• sul Medio Periodo (più mesi): FASE 5 – “Fase di Distribuzione”
• sul Breve Periodo (più settimane): FASE 3 – “Fase d’Acquisto”
• sul Brevissimo Periodo (più giorni): FASE 3 – “Fase d’Acquisto”
In buona sostanza, la sola cosa che è cambiata rispetto a tre settimane fa è quanto avviene sul Brevissimo Periodo: allora, infatti, s’era in una fase “di Distribuzione” ed oggi, invece, in una “d’Acquisto”. E così, se allora noi si poteva sostenere che “gli operatori più rapidi (attenti soprattutto al brevissimo) parrebbero accontentarsi di quanto raggiunto sin qui e, seppur senza gran fretta, liquidare le posizioni assunte”, oggi non lo potremmo più ripetere perché anche gli “operatori più rapidi” parrebbero aver scelto una prassi rialzista. D’altra parte, s’era visto proprio tre settimane fa, analizzando i Percorsi e non soltanto le Fasi, che “i soli ad aver convinzione che il mercato possa davvero scendere sono alcuni “investitori”, quelli di medio periodo, mentre gli operatori di giornata… di convinzioni parrebbero averne davvero pochine”.
Vediamo, allora, quel che ci dicono oggi i Percorsi:
• sul Lungo Periodo (più trimestri): PERCORSO 53 – “Percorso Rialzista”
• sul Medio Periodo (più mesi): PERCORSO 140 – “Percorso Incerto”
• sul Breve Periodo (più settimane): PERCORSO 108 – “Percorso Rialzista”
• sul Brevissimo Periodo (più giorni): PERCORSO 104 – “Percorso Rialzista”
Scopriamo nei fatti una cosa invero importante:
• gli investitori di medio periodo non sono più così convinti, com’erano invece qualche settimana fa, che il mercato possa davvero scendere! La weltanshauung dei film di Frank Capra, insomma, li ha lavorati per benino ai fianchi ed ora i soli incerti tra tutti sono proprio loro (quando prima, invece, parevano essere i più convinti nella correttezza delle proprie ipotesi). Una cosa, allora, possiamo già dirla oggi, indipendentemente da quel che potrà accadere nelle ultime battute che ci
separano alla fine dell’anno:
• l’organizzazione di gioco tra i diversi operatori è migliorata notevolmente,
• al punto che i nostri Percorsi indicano in 1154p la resistenza di settimana.
Una resistenza non così semplice da superarsi definitivamente, però, se dai nostri stessi percorsi è indicata quale obiettivo delle prossime due/quattro settimane. Ma c’è di più. Venti giorni fa, infatti, s’era scritto: “Se andiamo a veder più da vicino la situazione del “momentum” (la latente condizione di forza del mercato), scopriamo che quello americano si trova in una condizione decisamente più favorevole di quella attualmente vissuta dal mercato italiano: tanto il VECD% (“momentum dell’inerzia di mercato”), infatti, quanto il VESp-CD% (“momentum dell’impulso di
mercato”), ci consentono già ora d’aprir posizioni al rialzo sullo S&P500.”
Anche oggi il sistema ci fornisce tale possibilità (aprir posizioni al rialzo sullo S&P500), ma ci segnala anche come, nel farlo, non vi sono più le condizioni di sicurezza che v’erano, invece, il 4 dicembre. Tutto ciò non significa che vi sono pericoli all’orizzonte, tant’è vero che le posizioni assunte allora possono esser mantenute in piena sicurezza anche oggi, piuttosto, se proprio si debbono aprir posizioni al rialzo, sarà meglio cercarne altrove di più profittevoli. Ed incredibile, ma vero (almeno per quel che riguarda i nostri sistemi), proprio il nostro mercato parrebbe oggi più “interessante” di quello americano. Staremo però a vedere quel che, in realtà, avremo nel prossimo
fine settimana.
Per gentile concessione di Edoardo Macalle – Nikkaia Strategie Analisi del 29 dicembre 2009






