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Prospettive economiche 2010


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Prospettive economiche e finanziarie per il 2010…..

Sebbene i bilanci delle banche non siano ancora completamente risanati, le tensioni sui mercati monetari e del credito sembrano attenuarsi. I mercati azionari hanno ripreso quota dopo aver toccato il fondo all’inizio dell’anno. Dando uno sguardo all’economia reale, abbiamo registrato segni di ripresa: per la prima volta dall’inizio della crisi, il FMI ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita! Tuttavia, le conseguenze della crisi si faranno sentire ancora per un po’…

Negli Stati Uniti il peggio è passato ma, il presente non è ancora chiaro! Giorno dopo giorno, l’attività economica riacquista vigore. Nei prossimi trimestri, le esportazioni dovrebbero sostenere la crescita e l’attività economica otterrà anche una spinta, sebbene temporanea, dalla liquidazione delle scorte. E’ probabile la semplice ripresa della crescita dell’investimento in attrezzature, malgrado le condizioni di accesso al prestito siano ancora sfavorevoli. L’investimento in edilizia residenziale, infine, crescerà nuovamente ma, ripartendo da un livello molto basso, non sarà di gran supporto all’intera attività. Con l’avvicinarsi del termine degli incentivi fiscali a sostegno dei redditi, nella migliore delle ipotesi le famiglie, qualora il miglioramento dei prezzi delle case e dei mercati azionari reggesse, potranno beneficiare dell’aumento della propria ricchezza. Tutto sommato, la crescita del PIL potrebbe raggiungere il 3% nel 2010 ma la crisi segnerà l’economia. Gli Stati Uniti stanno ancora affrontando alcune difficili sfide e i governi locali e statali, ancora in difficoltà finanziaria, potrebbero richiedere ulteriore assistenza federale. Tenuto conto del probabile elevato livello di pignoramenti a venire, le pressioni al ribasso sui prezzi delle case persisteranno. Anche il mercato del lavoro è stato profondamente colpito e ci vorrà del tempo per riassorbire la grande disponibilità di disoccupati o sotto-occupati.

Anche la zona euro è stata duramente colpita. In alcuni Paesi, quali Irlanda e Spagna, la crescita del credito ha mostrato un andamento altalenante fermando il consumo. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi, il collasso della domanda estera ha rappresentato l’innesco della crisi, dal momento che molti dei nostri partner commerciali sono stati drammaticamente colpiti dalle turbolenze finanziarie. Oggi, nonostante il recente apprezzamento dell’euro, sembra essere in corso una lieve ripresa delle nostre esportazioni. Si sono registrati alcuni segni di risveglio anche negli investimenti economici, anche se l’accesso al credito bancario resta difficile. Il vento contrario di una crescente propensione al risparmio delle famiglie dovrebbe progressivamente affievolirsi mentre l’inflazione è rimasta contenuta. La crescita del PIL potrebbe registrare una ripresa e raggiungere il 2% nel 2010 ma, se la ripresa della zona euro sarà ancora una volta trainata dall’esportazione, l’improvviso aumento del tasso di cambio potrebbe mettere a rischio tale recupero, tanto più in quanto la riserva di forza lavoro registrata fino ad ora ha reso il mercato del lavoro vulnerabile ad ogni nuovo shock. Tutto ciò rende l’implementazione tempestiva di “exit strategy” fiscali e monetarie particolarmente impegnativa.

Autore: Anton Brender, Chief Economist di Dexia Asset Management

Fonte: ETFWorld – Dexia Asset Management

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